PREDA
Michael Crichton
2002 - Garzanti
Trad. Gianni Pannofino
Euro 18,50
Voto: 4

di Paolo "Exidor" Longarini



Tutto ciò e triste, profondamente triste.
Parliamoci chiaro, non stiamo certo parlando di una delle menti migliori della nostra generazione, in discussione non c'è una riflessione sui massimi sistemi o l'assurdo aumento del prezzo delle figurine dei Pokemon, ma solo un libro di Crichton.
Quello che mi rende triste è la perdita temporanea che il mondo sembra avere della propria dignità o del senso dell'immaginifico.
Che ho detto? Non lo so.

Spiego. Mi metto nei suoi panni e mi immedesimo in un tranquillo signore di mezz'età americano che ha appena finito di mangiare la torta di mele fatta dalla mamma e ne ha dato una fetta alla vicina di casa, ho terminato di lavarmi i denti canticchiando l'inno nazionale e sono pronto ad accendere il televisore per guardarmi la diretta di uno sport assurdo con regole spiegate in un tomo largo come l'enciclopedia britannica o tanto stupido che nessun essere umano, dotato di un minimo senso critico, non vorrebbe mai praticare.
Prima di fare tutto ciò, faccio un controllino alle mie finanze. Mi assicuro di avere abbastanza soldi da acquistare l'intera produzione europea della Mercedes per il prossimo secolo o per fondare un nuovo stato al posto, che so, dell'Austria. Fatto questo, apro il giornale. Si parla di me. Accendo sul telegiornale, si parla di me e del mio successo. Ascolto la radio, si parla di me e di quanto sono bravo. Origlio alla porta dei vicini e mi accorgo che questi maledetti stanno parlando dell'acquisto dell'apparecchio per i denti per il figlio più piccolo. Mi rincuoro sentendo che acquisteranno il modello "Michael Crichton", quindi tutto a posto.
Bene.
Ora, una volta appurato che ho diversi buculioni di dollari in banca e che il mondo conosciuto mi adora, cosa mi spinge a scrivere idiozie come questo libro?

Trama

Un programmatore di computer, sposato con una scienziata programmatrice di computer, tre figli (che da grandi faranno i programmatori) e tanti amici programmatori di computer, viene chiamato dal suo ex-capo (il quale forse si fa sua moglie) per noie ad un programma che lui aveva ideato e progettato l'anno precedente.
La moglie da qualche tempo ha uno strano comportamento, se ne frega della famiglia, pensa solo al lavoro e fa promesse che non manterrà.
Per lavorare a questo programma viene portato in una base segretissima nel deserto dove facciamo conoscenza con altri sette-otto programmatori di computer uno più strano dell'altro. O meglio, gli uomini sono tutti strani, si va dal tipo che mangia ruttando ma è un genio, allo schizofrenico geniale all'antipatico arrampicatore sociale (ma genio). Le donne sono tutte gnocche. Tutte. Possiamo leggere anche di come le tette di una sobbalzino o si muovano seguendo il respiro.
Pagine che lasceranno il segno nella letteratura mondiale.
Ora, ve la faccio breve, non per voi, ma per me. Per scrivere questa cosa mi sto ripassando in mente tutta la trama e tutto quello che invece vorrei è dimenticarla nel più breve lasso di tempo possibile.
Veniamo a scoprire che il lavoro supersegreto che si svolge nella base supersegreta è la fabbricazione di nanotelecamere. Telecamere tanto piccole da poter essere iniettate all'interno di un corpo e dare immagini in tempo reale dello stato clinico di un paziente.
Naturalmente per fare questo si sono infrante un numero imprecisato di leggi, le nanomacchine sono state dotate d'intelligenza artificiale e sono state rilasciate all'esterno per vedere come si comportavano. Adesso non vi mettete a fare i precisini del cavolo, sul come ci sono riusciti e di come le fanno funzionare "a sciami" (una sola non può fare nulla, queste piccole disgraziate devono unirsi per funzionare bene) l'autore ne dà una spiegazione che è puro tecnoblabla.
Invece di distruggerle hanno tentato di controllarle e la cosa è sfuggita di mano al punto che (sic) queste nanoparticelle hanno trovato il modo di coalizzarsi e di assumere forma umana e vogliono (arisic) conquistare il mondo.
Tralascio tutto quello che viene dopo, gli assurdi tentativi di ribaltare la situazione, il patetico pistolotto ecologista che ci viene propinato dall'autore alla fine del libro (avrei gradito una lettera di scuse ma tant'è) e l'agghiacciante scoperta di persone che alla tenera età di massimo ventisette anni hanno una conoscenza che gli garantirebbe svariati Nobel: tutti i programmatori, presi singolarmente, sono dei geni, ma questo lo sapevate, solo che oltre a programmare alla grande, sanno tutto di biologia, chimica, botanica, comportamento animale e antropologia, umana o animale. Mio cognato, programmatore, si lava i denti con la pasta d'acciughe. Mio zio, programmatore, non ha idea di quale o cosa sia la vaschetta dell'ammorbidente. Un mio amico, programmatore, pensa che il Madagascar esista solo sul Risiko.

Ora, per carità, viva i programmatori, ci mancherebbe, solo che sono un po' stufo di questo voler "eroizzare" una categoria di persone, parliamoci chiaro, ma si sono mai visti dei medici come quelli di ER?
Ecco, il protagonista del libro è una via di mezzo tra il Dott. Ross e Ciccio. In breve, a me piace leggere una cacchiata che non si prenda sul serio, tutti abbiamo bisogno di staccare la spina, ma trovarmi di fronte ad un romanzo come questo, tanto banale quanto scontato, per di più pretenzioso, mi sembra davvero troppo.
L'impressione è quella che si prova quando vai al cinema e ti trovi di fronte un bruttissimo sequel, un film che, sfruttando un successo non suo e con un dispiegamento di mezzi impressionante, non è riuscito a non farti rimpiangere i soldi del biglietto. Un prodotto di serie B che invece si vuole spacciare per un piccolo capolavoro. Un "Fuga da Los Angeles" ad esempio, un "Flash Gordon".
Brutto, brutto, brutto.



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