7di9
di Susanna Ricci


Ma quanto è bella 7di9?
Mi rendo conto che non è molto serio iniziare un articolo con una frase del genere, ma effettivamente è una cosa che non si può negare.
Ricordo tutte le polemiche che hanno infiammato il mondo di Star Trek.
Le virtuali urla di indignazione per il fatto che venisse eliminato un personaggio come quello di Kes per essere rimpiazzato da una bambolona gonfiata.
Le rimostranze per il fatto che il suo unico scopo era quello di far aumentare di nuovo gli ascolti, che, dopo la fine della terza stagione, erano andati fragorosamente a picco.
Eppure se ripenso agli episodi in cui compariva Kes e li confronto con quelli in cui compare 7di9, mi trovo a pensare che proprio non esiste paragone: né a livello di simpatia del personaggio, né a livello di complessità di interazioni umane, né a livello di approfondimento psicologico.
7 batte Kes di parecchie lunghezze (e non parlo solo di gambe).
Ho avuto modo di vedere recentemente l'episodio "Human Error", della settima stagione, nel quale Seven cerca di migliorare ed aumentare il proprio coinvolgimento con il resto dell'equipaggio, cercando di fare sempre un passo in più, per quanto faticoso possa essere, verso la comprensione delle proprie emozioni e della propria individualità.
Ovviamente ci prova con un programmino olografico creato appositamente, nel quale, oltre a non avere più impianti Borg visibili, Seven si permette di sperimentare anche nuove capigliature e nuovi vestiti.
Di fronte a tanta grazia del Signore, se fossi stata un uomo sarei entrata in roboblocco.
Ma siccome un'attrice (così come un attore) se è bella deve faticare il triplo di qualsiasi altro attore per dimostrare di essere anche brava (chi crede che Brad Pitt sia solo bello da fare spavento, si riguardi "L'esercito delle 12 scimmie" e "Fight club", e poi ne ridiscutiamo), ecco che Jeri Ryan ci regala telefilm come "Body and Soul" (settima stagione).
In questo caso siamo di fronte ad un episodio che è un vero gioiellino, uno di quelli in cui la serietà degli eventi cede il posto al lato comico, che serve a spezzare la tensione del ritorno a casa.
Uno di quegli episodi in cui il Dottore, insomma, combina qualche cosa di tipicamente "olografico".
Come quando in "Tinker, Tenor, Doctor, Spy" (sesta stagione), aveva migliorato le proprie subroutine inserendo anche l'attività di daydreaming, ed arrivando ad eseguire pezzi unici, come il seguente brano, cantato splendidamente sulle note di "La donna è mobile":

Tuvok, I understand
You are a Vulcan man
You have just gone without
For seven years--about.
Paris, please find a way
To load a hypospray
I will give you the sign
Just aim for his behind
Hormones are raging
Synapses blazing
It's all so veeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee . . .
...rrry . . . illogical

(Tuvok, lo capisco
Sei un uomo di Vulcano
Sei stato in astinenza ormai
All'incirca da 7 anni, più o meno
Paris, per favore, cerca un modo
Di passarmi una hypospray
Ti farò un cenno
Mira da dietro
Gli ormoni stanno aumentando
Le sinapsi si stanno friggendo
Tutto questo è veramente mooooooolto illogico)

(Lo so, la traduzione non fa rima e non è cantabile, ma la versione originale è una vera chicca)

Ma torniamo all'episodio di cui stavamo parlando e cioè "Body and Soul". Uno di quegli episodi, dicevamo, in cui il Dottore ne combina una delle sue.
Ne combina ben più di una in realtà: il Delta Flyer ( per chi non sapesse che sia questo velivolo ecco la sua descrizione "rubata" su www.hypertrek.info : costruito nel 2375 con lo scopo di inseguire una sonda e catturarla, il Delta Flyer è nato da un'idea di Tom Paris. Questa navetta è un misto di tecnologia della Flotta Stellare, design vulcaniano con qualche aggiunta di Paris, tecnologia ispirata ai Borg per le armi e lo Slipstream, un nuovo tipo di propulsione in grado di arrivare nel quadrante alfa in pochi mesi, ma la navetta purtroppo può portare solo poche persone (sei), e non può fare la spola con un equipaggio di quasi 150 persone poiché i componenti dello Slipstream si degradano col tempo. Tra le caratteristiche della navetta ci sono un profilo molto aerodinamico, gondole retrattili, copertura parametallica dello scafo costruito in una lega di tetraburnio e duranio, scudi a matrice unica. La strumentazione include degli elementi retrò ispirati alla holonovel di Captain Proton. Il Delta Flyer ha un dislocamento di circa 180 tonnellate.) con a bordo Kim, Seven ed il Dottore è in missione ed incontra una razza che è in guerra con un popolo di ologrammi in rivolta. Una navetta di ricognizione attacca il Flyer perché rileva emissioni fotoniche al suo interno, pertanto il dottore deve assolutamente sparire.
Quale modo migliore che scaricare il programma del nostro Doc negli impianti Borg di Seven?
Il Dottore prende "possesso" del corpo di Seven, la cui coscienza rimane vigile, ma in secondo piano: vede e percepisce tutto ciò che le succede, ma non ne ha il controllo, in quanto tutte le sue funzioni sono sotto la gestione del Dottore.
Sappiamo benissimo che Robert Picardo è fantastico.
Ma qui non è Picardo che recita la parte del Dottore: anzi il Dottore si vede ben poco. È Jeri Ryan che imita il MOE e lo imita così bene che l'illusione è pressoché perfetta.
Tutti gli atteggiamenti, il modo di ammiccare, di camminare, di parlare, di assaporare finalmente con il corpo e con il sangue il significato della vita, sono resi in maniera perfettamente credibile, tanto che si ha l'impressione di trovarsi di fronte veramente al nostro Dottore olografico preferito.
Sarà anche bellissima, ma è veramente anche brava.
Il Dottore, nel corpo di Seven, apprezza tutto ciò che fino a quel momento ha potuto solo immaginare: respirare diventa un'esperienza mistica, mangiare una torta dà origine ad orgasmi multipli, bere vino dà alla vera Seven un mal di testa da nausea, per non parlare del mal di stomaco derivante dalle troppe libagioni (fantastico quando Seven, tornata per qualche minuto se stessa, guarda il Dottore con occhi fiammeggianti, intimandogli di stare più attento alla sua linea!!!). Quando poi la trama si infittisce ed il Dottore deve cercare di sedurre il capo della nave nemica, mentre in realtà è attratto dalla dottoressa, trovandosi in un corpo che ha, purtroppo, il genere sbagliato, si entra nel pieno della commedia americana anni '50. Mancano solo Rock Hudson e Doris Day ed il quadretto sarebbe stato completo.
E Jeri Ryan si barcamena in tutto questo in maniera ammirevole, reggendo l'80% dell'episodio praticamente da sola.
Una prova della sua capacità nel fare imitazioni l'avevamo avuta anche in un altro bellissimo episodio "Infinite Regress" (quinta stagione), nel quale Seven viene tormentata dai ricordi di infiniti droni borg, le cui memorie erano rimaste addormentate all'interno dei suoi impianti. Sono tutti gli esseri che Seven ha aiutato ad assimilare, le cui vere personalità ed i cui ricordi si fanno strada fino al suo livello conscio, prendendo il sopravvento per pochi minuti. E per pochi minuti ogni volta, 7 si trasforma in un Klingon (e cerca di accoppiarsi con B'Elanna), in un Ferengi (e cerca di contrattare con Janeway parti di astronave), in una bambina che ama giocare e divertirsi (e che trascorre momenti di tranquillità con Naomi Wildman).
E pensare che quando interpreta Seven, Jeri Ryan sembra solamente legnosa. Legnosa come un ex drone borg.
Bella come la regina delle fate.



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