IL TRASH È SEMPRE VIVO, IL TRASH È SEMPRE TRA NOI
di Domenico Ciccone

L'articolo di questo mese si apre con un pietoso sguardo sulla carriera di un altro pezzo grosso della TOS: Walter Koenig, alias tenente comandante Pavel Cechov.
Fra tutti i personaggi dell'Enterprise originale, a mio parere Cechov è quello che ispira più tenerezza, soprattutto per il carattere che ha progressivamente sviluppato nel corso dei film. Un ufficiale di grado non elevato e di mansioni non ben definite, ma nondimeno pronto ad avere responsabilità di comando che assolve con capacità ed intuito.
Il primo film con Koenig nel cast degno di figurare in questa rubrica è "Blonde Justice" del 1996 (come al solito, già il nome dice tutto…"giustizia bionda"). Star di questo film è Cynthia Rothrock, che parecchi conosceranno come l'equivalente femminile di Jean Claude Van Damme o peggio ancora di Steven Seagal. Per chi non la conoscesse, è una campionessa americana di arti marziali che ha al suo attivo una nutrita filmografia basata su un inverecondo campionario di scazzottate e colpi di karate e affini capace di fare impallidire Bruce Lee. Nel capolavoro in questione, la nostra è Janna, una psicologa criminale che scopre di avere poteri extra-sensoriali, e decide di svilupparli per riuscire a scoprire e punire i cattivoni che le hanno ucciso la sorella. Una volta scoperti questi cattivoni, ovviamente li travolge di mazzate, ma poi comincia a pensare che così facendo si stia ponendo sul loro stesso piano, e cominciano i dubbi esistenziali; questi dubbi verranno poi superati grazie anche all'amore di un avvocato. In quest'opera d'arte Walter Koenig interpreta il dr. Breitenheim, lo scienziato che aiuta Janna a sviluppare i suoi poteri ESP.

Tuttavia, il capolavoro assoluto del Koenig-trash lo troviamo con "Moontrap" del 1989, girato praticamente in contemporanea con "Star Trek 5" (sarà solo un caso??). Ma andiamo alla trama; siamo in un non ben precisato futuro (e quando mai…), ed una missione lunare torna sulla Terra con un inaspettato passeggero: un uovo meccanico. Questo uovo, una volta sul pianeta, si trasforma in un robot-killer che, prima di venire distrutto, riesce a seminare morte e distruzione nel centro NASA (una specie di Mork impazzito). La NASA decide allora di mandare un'altra missione sulla Luna per scoprire l'origine di queste uova-killer spaziali, una missione comandata dall'esperto Jason (Walter Koenig) assistito da un baldo equipaggio, nel quale spicca il giovane e rampante Ray (Bruce Campbell - vedi articolo Fantasy su Evil Dead). Dopo una approfondita esplorazione della superficie lunare, gli astronauti scoprono un enorme insediamento di uova-killer, frutto di una tecnologia aliena che secoli prima aveva raggiunto la Luna e l'aveva colonizzata. Gli ovetti erano rimasti tranquilli in stato di animazione sospesa, finché la missione di cui sopra non li aveva risvegliati (quando si dice la scarogna…). Ovviamente le uova-killer fanno strage di tutto l'equipaggio tranne Jason, il quale ottiene l'insperato aiuto di una procace aliena lasciata sulla Luna insieme alle uova per fare loro la guardia. Grazie all'aiuto della tipa, Jason può sfruttare la tecnologia aliena e distruggere le uova, riuscendo anche a tornare sulla Terra (ovviamente con la tipa innamorata di lui…fatti una pippa James Kirk!!!). Ma una sensazione di pericolo rimane sospesa, visto che gli ovetti erano in contatto con il loro pianeta natale: un giorno potrebbero ripiombare sulla Terra.

Come è facilmente intuibile, questo film è ne più ne meno che una invereconda accozzaglia dei peggiori luoghi comuni della fantascienza in genere. Scena clou, la morte di Ray tra le braccia dell'impotente Jason, il cui script in italiano suona più o meno così: Ray (sorridendo con dolore): "Ha ha ha! Sto per morire sulla luna"
Jason: "Ha ha! Sei matto! Tu non morirai! Ha ha!"
[Ray muore, e Jason urla contro il suo corpo esanime per un bel pezzo.]

Last but not least, parliamo del simpatico J. G. Hertzler, indimenticato generale Klingon Martok di tanti episodi di DS9. Prima di arrivare al pezzo forte, gustiamoci l'aperitivo, costituito dal film del 1976 "Il Redentore", girato quando J.G. era praticamente un pupo. Dal nome si può facilmente intuire che si tratti del solito horror-movie di serie strazeta. Il film comincia con la scena di un bambino che esce dalle acque di un lago, vestito con abiti dal taglio antico; prende un autobus e scende in un luogo desolato dove incontra un prete. A questo prete dice, con la solita vocina mistica, che sta per avere un'altra occasione. Flashback su un prete fuori da una scuola popolata da punk idioti, uno dei quali minaccia con un coltello il solito nerd sfigato. Flashback su un cadavere di un uomo anziano con una strana espressione dipinta sul volto. Flashback su un gruppo di ragazzi che entrano in una scuola, ognuno evidente incarnazione di un mondo afflitto da corruzione e mancanza di valori. Azione al tempo presente (era ora!!!): un gruppo di persone si ritrova per una riunione di classe, e vengono fatti fuori ad uno ad uno in modo sanguinosamente creativo. Pare (perché la stessa fonte da cui ho tratto la trama l'ha definita un guazzabuglio terribile) che il bambino fosse una sorta di Messaggero divino mandato per punire i peccati del mondo, arrivati ad un livello di guardia, e che il prete fosse un contraltare del Messaggero, al quale prete era stata data la possibilità di combattere il Messaggero dimostrando che esisteva ancora un sistema di fede e valori. Improponibile.

E ora il pezzo forte: la serie primi anni'90 "Le nuove avventure di Zorro". Il vostro redattore preferito è in grado di fornire una testimonianza diretta, avendo incontrato Hertzler alla convention 2000 dello STIC. Persona simpaticissima e disponibile, ma quando gli ho detto che lo ricordavo soprattutto per quella serie, più volte trasmessa in Italia, devo dire che non ha fatto proprio una faccia felicissima.
Il telefilm, infatti, tentava di rinverdire i fasti della omonima serie anni '50 sul grande eroe mascherato che combatte a favore dei deboli e degli oppressi nel Messico di metà '800, nello splendore del technicolor e di costumi che più kitsch non si può. La serie anni '90, però, non aveva il fascino dell'antico di quella degli anni '50, mantenendo però intatta la carica trash. E allora vai con una Los Angeles di metà '800 formata solamente da una piazza polverosa, una taverna sfigata, la prigione e tre/quattro villette a schiera; un sergente di polizia grosso e idiota oltre ogni misura; un'avvenente taverniera, la senorita Escalante, perennemente in attesa di uno sguardo di Zorro; un alcalde bieco e trucibaldo, ma idiota come, se non di più, del sergente; una massa di poveri contadini reietti e derelitti; e poi lui, il mitico, l'incommensurabile Zorro, nemico del male e dell'ingiustizia che combatte a colpi di frusta in sella al suo lucido cavallo nero. Il buon J.G. interpreta l'Alcalde (cioè il Governatore della città) Ignacio de Soto, ma a partire dalla terza serie del telefilm; infatti sostituisce nel ruolo un altro fior di attore, Michael Tylo, che più che altro si ricorda per essere il marito dell'attrice Hunter Tylo, interprete del ruolo di Taylor nel più famoso monnezza-serial del mondo: Beautiful.
Sempre a proposito de "Le nuove avventure di Zorro", il vostro redattore preferito vi propone un prezioso gadget: la sigla del telefilm, ulteriore elemento che aiuta a comprendere la grandezza trash di questo prodotto.


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