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SUPERMEGAFANTAKIRK
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Il
rovescio della medaglia di essere uno dei più acclamati eroi della fantascienza
è di essere, allo stesso tempo, anche il più odiato.
Questo è il destino
di James T. Kirk, l'unico vero eroe inteso in senso classico - ovvero l'eroe
come l'essere senza macchia né paura che affronta nemici più potenti, ma li
sconfigge grazie ad una superiorità non tanto fisica quanto morale - di tutta
la saga di Star Trek.
Milioni di fan nel mondo amano la figura del capitano dell'astronave Enterprise, perché è sostanzialmente un essere umano come
loro. Non ha superpoteri di dono divino o fantastico.
Che ci vuole ad essere un supereroe se hai la forza di cento braccia,
la vista a raggi X, la velocità di una lampadina e magari sei pure un
bell'uomo che fa strage di cuori? Il minimo che puoi fare è mettere a
disposizione le tue capacità per il bene del prossimo. Se non lo fai sei
proprio una carogna, oppure ti impegni per sfruttare il tuo potenziale
per prevaricare il prossimo. Insomma Superman è tutto tranne che un super
eroe, tantomeno un eroe. Idem i vari Acquaman, Flash, Magnifici 4 e così
via. L'unico eroe vero dei fumetti che si avvicina alla figura di Kirk
è Batman, uomo travestito da pipistrello, ma pur sempre solo e soltanto
uomo.
Eppure negli ultimi anni l'astio verso Kirk è andato crescendo, confondendosi
credo con la naturale antipatia che suscita William Shatner, l'attore
canadese che per trent'anni ha regalato il suo volto a quello del capitano
stellare, ricevendone in cambio gloria, fama e palanche a volontà.
Trovo
tutto questo ingiusto, anche perché tale trattamento è stato riservato
solo a Shatner, scordandoci di altri attori Trek che un calcetto nei denti
se lo sarebbero proprio meritato, vedi Avery Brooks, alias il capitano
Sisko, che nonostante debba tutto alla serie Deep Space Nine sta facendo
di tutto per venire dimenticato, con atteggiamenti schivi e l'aria da
"fratello nero uniamoci nella lotta" con cui è comparso a qualche convention
che mi avrebbero fatto venire la voglia di salire sul palco per dargli
uno scappellotto urlandogli "tiratela di meno!".
Oppure Robert Beltran, conosciuto come il maquis di origini pellerossa
dell'equipaggio della Voyager, che non ha mai fatto mistero di detestare
la serie per cui lavorava, il suo personaggio e perché no pure tutto il
fandom. Nonostante tutto certe trekkers di sesso femminile non vanno a
dormire felici se non hanno accarezzato il suo poster almeno una decina
di volte.
Comunque sia l'antipatia verso l'attore in carne ed ossa è rimasta separata
dal suo personaggio sul piccolo schermo, tranne che per Kirk, che da eroe
sta diventando sempre più uno sbruffone di periferia, uno smargiasso di
quarta segata, un capitano col parrucchino (come se portare un parrucchino
fosse chissà quale reato, dimenticandosi che l'eventuale tupé è proprietà
di Shatner e non di Kirk), uno che è stato solo fortunato, uno che Picard
gli
faceva pipì in testa ecc. ecc. travasando quelli che sono gli atteggiamenti,
condivisibili o meno, dell'attore che gli ha dato il volto, sul suo personaggio.
Tutto in nome di quella grande scemenza che ci propinano gli attori, quando
affermano di avere messo parte di loro nel personaggio che interpretavano.
Stronzate che Hollywood propinava già negli anni venti.
Ragazzi, sono
giusto alla conclusione che è tutta invidia. Mostruosa, gigantesca, inarrestabile
invidia fanciullesca, che porta persone che normalmente considereresti
dotate di una ratio sopra la media a scagliarsi in campagne al limite
del paradossale pur di affossare la figura di James T. Kirk.
E solo contro di lui. Perché paradossalmente questi untori esaltano le
figure dei comprimari, quali Spock e McCoy al solo scopo di mettere ancora
più in ombra il capitano.
Spesso si sente dire che se non ci fosse stato Spock, il povero Jim sarebbe
crepato alla terza puntata, o l'Enterprise sarebbe andata a sbattere contro
il primo asteroide della domenica. Fingendo di non sapere che la forza
della TOS stava proprio nel triangolo Kirk-Spock-McCoy e che tutti e tre
i protagonisti, presi singolarmente non avrebbero fatto molta strada,
senza l'aiuto dei compagni.
La Tos è anche, fra le altre cose, un grande omaggio all'amicizia fra
gli uomini e sull'importanza di essa per potere andare avanti insieme
e superare le difficoltà. Invidia e gelosia.
Anche gelosia. Spesso chi denigra Kirk è un fan accanito di una delle
altre serie trek, quale Tng o Voy e non vuole accettare che nel mondo
Kirk lo conoscono praticamente tutti, mentre Picard, Sisko e Janeway o
non si sono mai visti o sono già stati dimenticati. Per molti questo è
inaccettabile e sono disposti a gare di glass climbing pur di dimostrare
che la Tos è una serie schifosa ed arretrata e che solo quella per cui
tifano loro vale la pena di essere menzionata.
Ma più grande è la rabbia più è evidente che è grande la loro intima consapevolezza
che non potranno mai, per quante parole versino, cambiare lo stato delle
cose. La Tos è entrata nella storia in un qualche modo, è parte della
nostra cultura occidentale, ha modificato il linguaggio, ha aperto qualche
frontiera, ha sicuramente divertito milioni di spettatori e
tutto ciò che ne è seguito aveva il sapore inevitabile del già visto.
Del già vissuto.
Insomma la prima volta è davvero l'unica che non si scorda
mai e niente potrà cambiare questa grande verità. L'Italia è uno dei paesi
dove è più evidente la cosa: provate a fermare un tizio qualunque per
strada e chiedetegli se conosce il capitano Picard. Scommetto che dovrete
farne passare parecchi prima di trovarne uno che vi dia una risposta quanto
meno sensata, ma provate con la figura del capitano Kirk…
Invidia mista a gelosia che porta molti fan ad assumere un atteggiamento
di superiorità spesso ingiustificato, che li porta a sparare sulla serie
più famosa e quindi sul pesce più grosso, ovvero Kirk, in una specie di
campagna di denigrazione. Come ad affermare che non potendo i propri beniamini
competere l'unica strada che resta è screditare l'avversario. In certi
ambienti del fandom, affermare di essere dei fan di Kirk significa vedersi
attaccati su tutti i fronti, come se fosse qualcosa di cui vergognarsi,
come un letterato che affermasse di adorare la serie Harmony, o un cuoco
d'alta scuola che gradisse il Mc Donald's.
Ma il paragone non regge.
Kirk & Co.
non sono la parte meno nobile della saga, non sono materia per bambocci
legati ai pianeti di cartone ed agli alieni improbabili, anzi ne sono
l'espressione più genuina, più vera, di chi per primo si è avventurato
in un territorio nuovo ed inesplorato e ha dovuto tracciare la via.
Picard,
Sisko, Janeway, tutti bei personaggi, ma esistono grazie a quel capitano
Kirk, la cui personalità è piaciuta e ha contribuito a fare grande la
Tos e sono in un qualche modo tutti e tre misurabili, definibili, identificabili
come dei Kirk con qualcosa più di questo o quello e qualcosa meno di quell'altro.
Kirk unità di misura e non solo di paragone.
Esagero? Non importa, non conta essere obbiettivi, capaci di misurare
il valore di un eroe con il calibro. Kirk si ama e basta. Chi lo odia
lo invidia. E più grande è l'odio maggiore è l'invidia, di persone che
sanno intimamente di non essere nemmeno lontanamente all'altezza.
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