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"FREQUENZE
DI CHIAMATA APERTE"
Omaggio a Tasha
di Matteo "Norton"
Bistoletti
"Niente addii, solo…bei ricordi!"
Tasha Yar, La pelle del male
Natasha
Yar, capo della sicurezza a bordo dell'Enterprise NCC 1701-D nel suo primo
anno di missione, è un personaggio che ha colpito da sempre il cuore di
molti appassionati e che non è mai stata dimenticata da nessuno (spettatori,
attori, scrittori e produttori) tanto che, nonostante la sua morte alla
fine della prima stagione, il suo personaggio, o "derivati" da esso, compare
nel corso di tutta la serie in svariati modi.
Vediamo quindi di fare un po' di ordine e di conoscere meglio questo personaggio.
In
fase di pre-produzione e nella prima bozza della serie di The
Next Generation, il suo nome era Macha Hernandez, e, sempre nel
ruolo di capo della sicurezza, doveva però essere una donna latina (spagnola
per l'esattezza).
Marina Sirtis, poi interprete del consigliere Deanna Troi, fu inizialmente
scelta per ricoprire proprio quel ruolo. Finché, un bel giorno, non comparve
la bionda e sexy Denise Crosby per un provino proprio per il ruolo poi
toccato alla Sirtis e fu così che i loro ruoli vennero invertiti.
Data la scarsa "latinicità" del fisico della Crosby (anche se decisamente
non meno affascinante della Sirtis) si decise di cambiare nome ed origini
alla ragazza, preferendo un più orientaleggiante Natasha Yar.
Tasha è sicuramente un personaggio innovativo, anche se doveroso, per
l'epoca in cui fu girato TNG. Dopo aver abbastanza bistrattato i ruoli
femminili nella serie classica, Roddenberry volle dei personaggi femminili
di rilievo tra le file dei protagonisti della nuova serie, senza però
che esse perdessero la loro identità di donne. Quale ruolo più difficile
per rappresentare questo piccolo contrasto se non affidare ad una donna
un ruolo tipicamente maschile, ossia quello del capo della sicurezza?
L'esperimento
fu ben riuscito: Tasha risultò fin da subito tutto fuorché, come spesso
si dice in gergo, un 'maschiaccio mancato'; benché fosse una donna forte
e decisa, essa non si trovò mai a dover rinunciare ad una personalità
molto dolce e sensuale.
Il personaggio di Tasha viene inoltre corredato di un background molto
affascinante: essa nasce su Turkana IV, pianeta dove
regna il caos e la legge del più forte, governato da bande di clan criminali
e rivali tra loro. Ella rimane presto orfana. Per sfuggire alle bande
di stupratori e malviventi, Tasha si fa le ossa nel suo continuo fuggire
e vagabondare finché decide di abbandonare il pianeta natale alla volta
di una nuova vita che le viene offerta in seno alla Federazione.
Destino simile a quello del suo successore Worf, anch'essa viene come
adottata dalla Federazione. Picard la noterà in seguito, durante un'azione
di salvataggio, e la vorrà al suo fianco come capo della sicurezza sull'Enterprise.
Tasha si fa subito notare fin dal pilot della serie, "Incontro
a Farpoint".
Benché il suo ruolo non sia determinante (è una puntata corale dove tutti
i personaggi hanno un loro spazio senza però prevaricare mai), le sue
battute e le sue scene sono ormai storiche: non si lascia intimorire e
tanto meno mettere i piedi in faccia nemmeno da Q, che la castigherà sia
qui, congelandola, che in seguito ne "Il ritorno di Q"
mettendola in castigo (l'ho sempre interpretato come una sorta di avvertimento
da parte di Q contro la sua impulsività che la porterà alla morte), ribatte
perfino agli ordini di Picard e nemmeno visivamente parlando passa inosservata.
Da lì a poco avremo una puntata che la vede come protagonista: "Codice
d'onore" non verrà certo ricordata però come la migliore puntata
di Star Trek (anzi, è tendenzialmente in lizza tra le peggiori), ma offre
l'opportunità a Tasha di farsi conoscere maggiormente.
Ma
ce n'era davvero bisogno? L'episodio è infatti preceduto da "Contaminazione"
dove tutto l'equipaggio è in balia di un virus che rende i protagonisti
molto, troppo, euforici.
In una delle scene più celebri e spassose della serie, una super sexy
Tasha Yar seduce e conquista (e porta a letto) un Data pronto a farle
scoprire ogni possibile forma di piacere per cui è stato programmato.
Lei sembra aver gradito molto. Lui ribadisce nuovamente di essere privo
di emozioni, ma da questo singolare episodio il rapporto fra i due diverrà
qualcosa di unico e davvero speciale. In effetti il forte legame sentimentale,
o forte amicizia se preferite, tra i due è un elemento che notiamo forse
poco, se non in qualche frase o sguardo particolari, all'interno della
prima stagione in cui Tasha è viva, ma che diverrà molto più ovvio ed
esplicito nel corso della serie, quando vedremo Data possedere nel suo
alloggio un suo ritratto olografico ("La misura di un uomo"
e "Il collezionista") o quando parlerà esplicitamente
del suo legame intimo con Tasha con altre persone ("Il vincolo",
"Sorelle" e ancora ne "La misura di un uomo").
L'affetto di Data verso Tasha è una delle cose che mi hanno sempre più
commosso e affascinato di questi due personaggi.
Dopo
un inizio di stagione appunto esaltante, con azioni e ruoli sempre abbastanza
centrali, nel seguito il personaggio di Tasha viene sempre via via più
trascurato. Non che non ci fosse molto da dire su di lei, ma è ben noto
il fatto ormai che la prima stagione di TNG non fu eccelsa per svariati
motivi e che la gestione dei personaggi, non solo delle storie, ne fu
una dimostrazione. In fondo se Tasha veniva trascurata, cosa dire dei
poveri Worf, La Forge e Troi, completamente dimenticati a loro stessi?
Ma a Denise Crosby la cosa non andava giù e minacciò
di lasciare la serie, visto che inoltre le venivano proposti ruoli interessanti
in ambito cinematografico.
Lei stessa disse che, se gli scrittori non l'avessero trascurata in quel
modo, non avrebbe mai lasciato la serie, ma stare lì a dire solo "Frequenze
di chiamata aperte" quando fuori il mondo del cinema la chiamava, non
era per lei soddisfacente.
È ovvio che l'attrice in seguito si pentì in parte di questa scelta: capì
che lo scarso spazio dedicato al suo personaggio non era dovuto al suo
insuccesso, bensì alla scarsa esperienza della serie e dei suoi collaboratori,
che ancora faticavano a dare il giusto spazio a tutto e a tutti. Per ridicolo
che possa sembrare però, Tasha ebbe uno sviluppo ancora maggiore dopo
la sua morte che nelle puntate della prima stagione.
Il
segno del definitivo declino del suo ruolo lo notiamo già per esempio
ne "L'età della ragione", verso i due terzi della prima
stagione, dove Remmick, un ufficiale addetto ad investigare su una possibile
cospirazione a bordo della nave, interroga tutto gli alti ufficiali e
si dimentica proprio del capo della sicurezza. Una vera e propria negligenza…
Un ultimo ruolo notevole lo abbiamo ne "L'arsenale della libertà"
dove essa svolge egregiamente ancora una volta il suo compito, poi eccoci
giunti alla botta finale ne "La pelle del male", episodio
da molti odiato, da altri amato (io appartengo ovviamente alla seconda
schiera).
Il personaggio di Armus, essenza del male, vera buccia gettata via da
una razza che si è voluta privare del proprio lato di malvagità, è affascinante.
Armus è un cattivo per eccellenza e provoca morte e distruzione senza
nessuna causa apparente, se non il fatto di poterlo fare e che la cosa
quindi sembra divertirlo, in quanto egli trova in questa azione un senso
alla sua misera esistenza. Ma la puntata non deve certo la sua bellezza
interamente ad Armus: la morte di Tasha è davvero toccante ed unica.
Innanzitutto
ella non muore da eroina, ma da persona semplice nell'adempimento del
suo lavoro. Ho trovato questa scelta degli scrittori davvero azzeccata
e, anche se rischiosa, davvero profonda. Dopo che il cinema ci ha imbottito
la mente di morti eroiche, avvenute nel sacrificio, allo scopo di salvare
altre vite, Tasha muore assolutamente inutilmente, mentre compie il suo
dovere di ufficiale di sicurezza.
Ma la sua morte, come la morte di tutti coloro che muoiono nell'adempimento
del loro dovere, benché forse banale, non deve alterarne il profondo significato
alla pari di morti più eroiche.
Nel finale di puntata Tasha si congeda dai suoi amici con un ologramma
preparato in precedenza, dedicando ad uno ad uno un personale saluto.
Ancora una volta ne viene fuori una figura molto sensibile e amorevole,
anche se forte e decisa.
Ringrazia Picard, e la Federazione con esso, per essere stati quella famiglia
che lei non ha mai avuto e la puntata si chiude con un appunto molto delicato
e commovente di Data, che rispecchia un lato umano della morte spesso
un po' trascurato.
Se
nella puntata successiva in ordine di produzione vedete ancora Tasha,
smettete però di sperare che "La pelle del male" sia
stato solo un brutto sogno o un episodio sbagliato. Tasha fa una sua ultima
apparizione in un episodio che, cronologicamente, ovviamente, verrà in
seguito trasmesso prima de "La pelle del male".
La motivazione? Semplice: i produttori si erano resi conto che Tasha non
aveva mai avuto nessun dialogo con Wesley, bensì egli venisse, mesto,
al suo funerale e lei lo "saluti". Ecco quindi che abbiamo così l'occasione
di vedere ancora una volta Tasha in azione, e all'episodio viene aggiunta
in extremis la predica, fin troppo retorica e che sa in effetti di posticcio,
che Tasha fa a Wes sulla droga.
Poi da "Ricordare Parigi" ecco comparire Worf alla postazione
tattica. L'inizio di una lunga carriera ma, soprattutto, di una lunga
crescita e sviluppo per il personaggio di Worf, che molti reputarono possibile
solo grazie alla "dipartita" della Crosby.
Non sono certo della veridicità di tale ipotesi, ma tanto resterà pur
sempre tale.
Ci vorranno solo due anni per rivedere in scena la nostra Denise nel ruolo
del tenente Yar, ovvero nell'ormai storico e mitico episodio "L'Enterprise
del passato". Anche se il personaggio è stato citato più volte
nel corso delle due stagioni senza di lei, rivediamo Tasha in un presente
alternativo dove la Federazione è in guerra coi Klingon e dove l'Enterprise
non ha mai quindi esplorato il pianeta dove ella è morta.
Guinan è l'unica ad accorgersi che Tasha è fuori luogo e non dovrebbe
esistere in quanto Guinan è l'unica ad avvertire le differenze tra i due
presenti. In uno struggente dialogo tra le due (Guinan confessa che loro
due non dovrebbero affatto conoscersi dato che non si sono mai viste)
Tasha Yar si sacrifica in una morte, questa volta eroica, tornando insieme
all'Enterpise C nel passato pronta a dar battaglia ai Romulani, ridando
perciò onore a quella battaglia ed evitando così una guerra terribile.
Il personaggio di Tasha viene ancora esplorato, nonostante lei non appaia
affatto, nell'episodio "Sorelle" in cui l'Enterprise
visita il suo pianeta natale ed incontra proprio la sorella Ishara.
I sentimenti dell'equipaggio, Data in primis, verso Ishara, sono pieni
di affetto e cercano di vedere in lei una nuova Tasha.
Ma il DNA non basta, ed Ishara si dimostrerà essere una persona diversa
da Tasha, tradendo le persone che le avevano dato tanta fiducia e lasciandole
col cuore infranto, perfino il povero androide.
Alla fine della quarta stagione e nella quinta Denise ritorna in un nuovo
ruolo: essa compare in tre puntate ("Con gli occhi della mente"
- solo un'ombra e una voce - "La via dei Klingon" e "Il
segreto di Spock") nelle vesti di Sela, un comandante
romulano.
Sela è figlia di quella Tasha che dal presente alternativo è "emigrata"
nel passato a combattere contro i Romulani con l'Enterprise C. Essa viene
catturata dai Romulani e fatta prigioniera su Romulus, dove avrà una figlia
con un senatore del posto. Nel tentativo di fuggire ai Romulani con la
figlia Sela, anche la Tasha alternativa viene uccisa e Sela viene cresciuta
dal padre senza nessun rimpianto nei confronti della madre morta.
Sela risulta però un espediente abbastanza inutile e fin troppo intricato
per far tornare l'attrice sul piccolo schermo, la sua psicologia inoltre
è piatta e senza sfumature. Il piacere di rivedere la Crosby non può in
questo caso bastare.
L'idea di un ritorno nella vesti di Tasha Yar viene sventolato già per
"Universi paralleli" ma poi l'idea viene scartata (viene
messo Wesley al posto di Yar) per non anticipare il suo ultimo grande
ritorno nelle vesti del capo della sicurezza per l'ultima grande puntata
"Ieri, oggi, domani".
Picard, nell'episodio finale, rivive i primi giorni a bordo dell'Enterprise,
dove Tasha è ancora al suo fianco come capo della sicurezza (nonostante
un confuso Picard poi commetta una gaffe imperdonabile e incarichi Worf
di mansioni che spetterebbero invece a lei).
Ecco quindi che possiamo dire che Tasha abbia avuto uno sviluppo nel corso
dei tutti e sette anni del telefilm e sia rimasta a tutti gli effetti
uno dei personaggi principali della serie, nonché uno dei più amati e
ricordati.
"Au revoir, Natasha!"
Picard, "La pelle del male"
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