DAREDEVIL
di Rossella "DrBev" Marchiselli



"Cosa vuoi?"
"Giustizia."


Daredevil
, il diavolo rosso punta di diamante della casa editrice Marvel, è finalmente approdato sugli schermi.

La trama in poche righe: Matt Murdock a soli 12 anni perde la vista, ma in cambio si accorge di avere ottenuto straordinarie capacità sensoriali.

Avvocato adamantino schierato contro il crimine di giorno, al calare della notte si trasforma in Daredevil, uomo senza paura, difensore delle ingiustizie della sua città, giudice e giuria dei criminali sfuggiti al lungo braccio della legge.


I titoli di testa del film sono purtroppo anche una delle parti migliori di esso: le finestre illuminate dei grattacieli si stagliano a comporre in caratteri Braille il nome degli attori della pellicola ed aprono un film che brilla per scarse intuizioni.
Daredevil si apre con il nostro supereroe, ferito e sanguinante, soccorso da un sacerdote (unico a sapere che in realtà lui sia il brillante avvocato Matthew Murdock), e prosegue con il flashback della vita di Matt, su come lui sia diventato Devil, e sugli avvenimenti che han portato quasi all'uccisione del Nostro Protagonista.

Purtroppo, al contrario di Spiderman, Daredevil nasce con un budget limitato che ne restringe l'uso di effetti speciali, ma c'è anche da dire che la scelta del regista di adoperare chiaroscuri gotici (che imitano forse troppo la regia del Batmanesco Tim Burton) non è felicemente portata a compimento.
Il regista Mark Steven Johnson si limita ad una caotica trasposizione del fumetto su pellicola, senza tentare approfondimenti che avrebbero dato il tutto tondo a questa sua opera.
(Una domanda: perché dopo che uscì Batman tutti i Supereroi han preso l'abitudine di andare a appollaiarsi, in chiusura di film, sugli edifici più alti delle città che proteggono? So che non sono la sola a chiedermelo. Ma perché lo fa anche Devil, che non può godere del panorama offerto dalla posizione elevata? Mistero.)

Parecchie scene notturne, infatti, sono tragicamente penalizzanti per l'azione in essa svolte, confuse, con angolazioni assurde: le atmosfere dei sobborghi di Hell's Kitchen sono così buie da sforare l'effetto di decadenza così sapientemente pennellato nel fumetto.

Non convincono infatti i duelli caotici nel locale in cui lo stupratore liberato dai cavilli legislativi, creando solo effetto di confusione, mischiati come sono alle percezioni sonore tradotte in immagine.
E perfino l'allenamento di Matt, il suo saltare sui tetti nella notte, (quando si è fatto il costume? Se l'è cucito lui? Dove sta la spiegazione di come lui abbia deciso di diventare Devil? Tutti momenti persi, purtroppo) ricorda troppo da vicino quello di Spiderman.

Idea molto felice, per l'appunto, sono i lampi di luce e le rappresentazioni 3d (ad esclusivo uso degli spettatori vedenti e paganti) degli effetti sonori percepiti dal nostro eroe: il volto di Elektra (Jennifer Garner), scolpito dalla pioggia, ha strappato un momento commovente.

Altra idea ben sviluppata è la rappresentazione visiva degli impulsi sensoriali uditivi di Matt al suo risveglio all'ospedale dopo un momento di buio totale preceduto dalla rappresentazione computerizzata della lesione del nervo ottico: i flash così ottenuti danno una geniale idea di quello che sia la profondità tridimensionale dello spazio percepito da un non vedente.

Non sono invece d'accordo sull'abuso di ironia che è stato profuso nella pellicola: la lacerazione psicologica che da sempre accompagna questo personaggio nel suo dualismo bene - male, giustizia - vendetta, Legge - regolamento personale di conti purtroppo è reso solo con una infarinatura di quello che è il tema conduttore del fumetto, cioè la violenza a fin di bene, tema che sfortunatamente non viene approfondito nemmeno nella lotta finale (?) contro il cattivo Kingpin, se notate i dialoghi risultano una risciacquatura dei concetti originariamente presenti fra le pagine del fumetto.

Purtroppo a mio parere questo film non rende giustizia al personaggio creato da Stan Lee e Bill Everett ed in seguito approfondito da Frank Miller, ed ai mille risvolti allegorici che sono stati dipinti così magistralmente sulla carta: sono purtroppo affidati solo alla capacità recitativa (sic) di Ben Affleck i richiami alla Giustizia Cieca, al Male usato a fin di Bene, al voler tenere fede alla promessa del padre (un ottimo David Keith) a tutti i costi, ed a mille altre sfaccettature di carattere simbolico che sono la colonna portante del successo di questo eroe.

Parlando di fumetto, molti dei più aficionados sono ovviamente rimasti delusi da come è stato maltrattato il loro eroe, che a mio avviso è il personaggio meglio delineato e più controverso creato da Stan Lee.

Vi sono molte incongruenze con l'originale disegnato: Matt non perde la vista scappando dal padre, ma cercando di salvare un non vedente, la suora fulcro del suo conflitto interiore con la giustizia e la religione è diventata un prete, Kingpin (anche se è qui interpretato a mio parere magistralmente da un grandissimo Michael Clarke Dunkan) era in origine bianco come il latte e non è coinvolto nella morte del padre di Matt, Jack Murdock non era soprannominato Devil, e BullsEye (Colin Farrell) è senza il classico costume, a tratti un po' troppo gigionesco (grande però la scena della vecchietta sull'aereo, l'avrei ammazzata anche io), ma raggiunge la giusta carica di follia.

Un po' troppo tirato per i capelli il primo incontro - scontro - tacchinaggio con Elektra, ricordante troppo da vicino le schermaglie kung fu di Matrix.
Ben Urich (un Joe Pantoliano con recitazione sindacale) mi spiegate che ci fa nel film?

Fra le curiosità vi segnalo che Stan Lee compare nel film (è l'anziano signore a cui Matt impedisce di finire sotto una macchina fermandolo con il bastone), ed anche il regista Kevin Smith.

Moltissimi gli omaggi ai creatori del fumetto: l'assistente di laboratorio si chiama Kirby, il padre di Matt è il grande Jack; padre Everett, in omaggio a Bill Everett co-creatore del fumetto; John Romita (l'avversario di Murdock nel match di boxe), Frank Miller, David Mack e Brian Michael Bendis (autori di Devil, citati come avversari sconfitti sul ring dal padre di Matt).

E che dire della doppia D infuocata che Devil lascia nella metro? Si riflette negli occhiali di Urich, ma non si rovescia...

E l'invito per il ballo in bianco e nero cambia giorno (il primo è per il 14 luglio, il secondo per il 13 agosto)...

Un suggerimento a coloro che devono ancora vedere il film: controllate se nelle scene finali trovate questa scena.
Mentre Matt trova il ciondolo in Braille, chissà chi è la figura in sfondo...
Elektra lives?

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