ALIEN FACTOR
Stan Lee - Stan Simmons
Ed. Mondadori - Urania n.1457
Trad. Antonella Pieretti
Voto: 6,5

di Paolo "Exidor" Longarini



Non so perché, ma mi fa una certo effetto essere qui a parlare, criticare o semplicemente dare un giudizio su di un libro di Stan Lee.
Eppure lo faccio tutti i mesi per gente che, se vogliamo, ha scritto cose decisamente più importanti e migliori. Mi rendo conto di tutto ciò, ma è anche vero che non ho fatto per nessuno di loro quel che ho fatto per leggere i fumetti scritti da questo signore. Per i quattro che non lo conoscessero dico che il Signor Stan Lee, detto "L'uomo", è l'autore/inventore dei personaggi più famosi del fumetto nordamericano: l'Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, gli X-Men e decine di altri.
Questo anche per giustificarmi.
Ancora prima di acquistare questo libro sapevo che mi sarebbe piaciuto.

La storia

Siamo nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, lo sbarco in Normandia non c'è ancora stato e le V2 sono ancora un progetto segreto conosciuto più o meno da tutti. Nei pressi di una fattoria nella Francia occupata, due anziani contadini ed il loro piccolo nipotino sentono degli strani rumori provenire dal granaio, si avvicinano convinti che si possa trattare del pilota di un aereo alleato abbattuto la sera prima, quando sono interrotti dalla ronda nazista. Il solo nipotino entra nel granaio scoprendo la vera identità dell'occupante: un alieno. Il bimbo lo scambia inizialmente - a dire il vero per tutto il libro rimane convinto che sia in realtà un angelo mandato dal cielo per liberare la Francia e fare di lui la versione maschile di Giovanna D'Arco. Grazie a strane sfere che sembrano donare l'invisibilità, i tedeschi non si accorgono della presenza dei due.
La contraerea tedesca ha abbattuto un disco volante.
Da qui in poi partono le rocambolesche avventure (scusate, non ho saputo resistere) del capitano Logan per arrivare ai segreti degli alieni prima che i nazisti, ed in particolare l'oberführer Borck, possano scoprire qualcosa che gli permetta di cambiare le sorti della guerra o di stipulare un'alleanza con esseri decisamente più avanzati dei terrestri.

Ora, so benissimo che la trama non vi fa pensare a nulla di straordinario o di particolarmente rivoluzionario, so bene che i personaggi che vi ho descritto (l'eroe, il cattivo ed il bambino sono quanto di più classico esista. Manca solo il ciccione, la ragazza e lo svelto ed abbiamo fatto il classico gruppo dei cartoni giapponesi) non vi fanno certo pensare né ad Obi Wan né tanto meno ad Alexej Karamazov, tutto quello che vi chiedo è di comprare o farvi prestare questo libro per quei giorni in cui non volete sorprese e non ne cercate, ma volete una storia classica, raccontata da una persona che vi racconta storie da quando eravate bambini.
Per una sera lasciate stare Matrix, il cyberpunk, tizi che vanno in giro con tubi al neon che fanno swoosh.

Il vecchio Stan ce l'ha messa tutta, credetemi.
Al di là dell'infausto nome scelto per il protagonista, cioè John Logan (nome dello sceneggiatore di Nemesis e de "Il Gladiatore", unico film nella storia di Hollywood in cui i consulenti storici erano pagati per tacere), se chiudete gli occhi non faticherete a riconoscervi Nick Fury, accompagnato naturalmente da Dum Dum.
Nel primo caso non ha messo la benda sull'occhio e nel secondo ha omesso la bombetta, ma sono loro due.
Per una volta scegliete gli spaghetti al pomodoro anziché il sushi.



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