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PASSATO
ANTERIORE E FUTURO REMOTO
di Fabiano
"Langley" Piccione
Ogni
show ha la sua storia portante, un suo fil rouge. Gli
americani, che amano tanto dare definizioni nel campo cinematografico
e televisivo, e che, in effetti, ne hanno tutti i diritti data la loro
prolificità nell'ambiente, lo definiscono "main plot":
la storia di fondo, quella che accompagna una serie dal suo esordio alla
sua fine; che ogni tanto fa capolino fra una puntata e l'altra e che ogni
tanto sparisce, resta latente, a beneficio di puntate maggiormente autoconclusive.
Ci sono serie tv che hanno main plot più accentuati, altre meno.
X-Files, Voyager e DS9, per esempio, sono tutte serie in cui il ciclo
"antologico" di puntate è contornato ed intervallato da puntate a sé stanti,
cioè il cui svolgersi non ha nessun legame, o quasi, con l'evoluzione
della trama portante principale. Ebbene, Enterprise appartiene a questa
schiera di serie "a 2 livelli". Ed è qui che l'analisi viene condotta
dalla vocina di trekker che risiede in me: Enterprise per me è una serie
a due livelli anche qualitativamente, oltre che come struttura. Questa
doppia struttura mi porta quindi ad un'analisi su due fronti.
Partendo
dal livello più basso, cioè quello che chiamerò "B",
secondo me ci si inoltra in un livello basso non solo di nome, ma spesso
anche di fatto, perché pieno di banalità e contraddizioni come solo Enterprise
sa fare. Nonostante ci siano alcune puntate molto "entertaining"
(capaci di intrattenere piacevolmente), innumerevoli sono a mio avviso
quelle in cui la banalità è di casa.
Ma una cosa ancora peggiore della noia è la contraddizione, nella mia
piccola testolina bacata! Gli Y.A.T.I. ("Yet Antother
Trek Inconsistency"- Di nuovo un'altra inconsistenza Trek. ) non si contano
davvero più, perché questa serie sta distruggendo tutto quello che noi
trekker avevamo assunto come dogmi nell'arco di quasi quarant'anni.
Facciamo
un piccolo test sui dogmi fideistici del trekker medio, cioè il patrimonio
nozionistico che ognuno di noi ha tratto dal guardare le serie trek partite
dal 1966 e finite nel 2001 (non dovete prendere carta e penna come si
fa con i test sulle riviste di "altissimo livello", per fare conti di
quanti punti avete ottenuto per ogni risposta per vedere se, alla fine,
siete abbastanza colti in "storia-trek" o se avete sempre dormito davanti
alla tv: il test è breve e un po' di memoria è sufficiente).
Esprimetevi con "vero" o "falso" relativamente alle seguenti affermazioni:
1)
I Vulcaniani sono una razza dedita alla logica.
2) I Vulcaniani hanno tutti particolari doti psichiche innate.
3) I Vulcaniani sono votati alla pace.
4) I Vulcaniani non sono soliti effettuare azioni di spionaggio e di manipolazione
verso altre razze.
5) I Vulcaniani credono nella filosofia "IDIC" ("Infinite
Diversità in Infinite Combinazioni") e sono conseguentemente tolleranti.
6) L'Enterprise NCC-1701 è stata la prima nave della Flotta Stellare a
portare quel nome.
7) Gli esseri umani dell'epoca di Enterprise, non avendo ancora realizzato
un traduttore davvero universale, non sono in grado di capire le lingue
di nuove razze da loro mai incontrate prima.
8) Il primo contatto diretto fra dei Borg e Flotta Stellare è stato effettuato
da Picard a bordo della NCC-1701-D. Prima di allora i Borg non erano mai
entrati nel Quadrante Alfa.
Ora il risultato del test:
-
Se almeno per 7 affermazioni su 8 avete detto "VERO", rientrate nella
categoria "TREKKER D.O.C.", che sta per "Demente O Cerebroleso",
cioè siete uno di quegli individui bizzarri e sconcertanti che (come me)
credono ingenuamente di avere capito l'universo Trek "SOLO" perché i poverini
si sono cuccati tutto quello che aveva come titolo "Star Trek" ed è stato
scritto o prodotto per 37 anni. Oltre a ciò questi poveri dementini credono
di avere una sorta di diritto, per lo meno morale, di non vedere manipolato
e sovvertito tutto il mondo fantastico a cui hanno affidato i loro svaghi
mentali per fuggire dalla quotidianità per così tanto tempo e in cui hanno
investito tante energie e mensilità.
-
Se a più di un'affermazione su 8 avete esclamato "FALSO": complimenti,
rientrate nella categoria "C.Q.S.", cioè "Coerenza Questa
Sconosciuta".
Iniziatori di questa cerchia anarchico-insurrezionalista sono Brannon
Braga e Rick Berman (chissà perché il mio correttore ortografico continua
a correggerlo automaticamente in "Barman"….chissà…).
Essi prima erano D.O.C. praticanti, ma da un paio d'anni a questa parte
hanno subito una "seconda chiamata" e hanno rinnegato la loro fede precedente,
scindendosi dalla fede D.O.C.e fondando una nuova setta, in cui molti
canoni precedenti vengono rifiutati e contraddetti e in cui l'anarchia
è la filosofia dominante e gli Y.A.T.I. si distribuiscono come ostie alla
Comunione.
Il
test era breve, ma sufficiente per farvi capire una cosa: chi guarda Enterprise
e vuole rimanere un D.O.C. convinto….deve inevitabilmente fare come faccio
io: per non subire problemi di dualismo di personalità è necessario attuare
una grossa, grossa sospensione dell'incredulità e rispondere alle contraddizioni
in video con un bel "beh, si tratta di un universo parallelo…anzi di vari
sotto-universi paralleli…sicuramente!", oppure con un "vedrai che alla
fine della serie tutto acquisterà senso…vedrai, dev'essere per forza così".
Un
po' come ha scritto Susanna Ricci nell'articolo precedente a proposito
della speranza che un plausibile Deus Ex Machina riporti alla fine l'universo
visto in Enterprise a combaciare con quello accettato e conosciuto da
noi D.O.C.
Altrimenti come si possono guardare puntate come "Canamar" in cui, oltre
alla travolgente noia imperante, si assiste attoniti a Trip e ad Archer
che parlano con alieni di diverse razze mai incontrate prima….senza perdere
il senso nemmeno di una sillaba del perfetto inglese che questi pronunciano,
come se mai avessero parlato altro in vita loro. Che Hoshi debba prepararsi
ad essere cassaintegrata dopo nemmeno due anni di professione?
"Vedrai
che tutto acquisterà senso…vedrai…" è una frase interiore che per me acquista
importanza anche per quanto riguarda le regole che la stessa serie Enterprise
ha scritto per sé, quindi, e che sembra contraddire grossolanamente.
"No…non può essere….vedrai che tutto avrà senso…..lo avrà….prima o poi".
Ma, oltre ad essere un coacervo di contraddizioni e inconsistenze, oltre
che una lunga serie di puntate abbastanza noiose e molto poco originali,
per me Enterprise ha anche qualcosina di buono.
Ebbene
si, nella mia GRANDISSIMA capacità astrattiva, riesco perfino a trovarci
del buono. Del buono per davvero, intendo dire! Non parlo della bravura
degli attori, né delle scenografie, né degli effetti speciali! Né per
il fatto che ci sia un cane molto simpatico a bordo! Prendetemi sul serio!!
Parlo del plot "A": ovvero di quello della "guerra fredda temporale",
che per me è decisamente affascinante: sulla prima nave esplorativa della
Flotta Stellare uomini ancora non molto avvezzi al profondo spazio affrontano
non solo le incognite dell'esplorazione "lineare", ma anche la possibilità
di essere il fulcro attorno al quale eventi in grado di cambiare il futuro
ruotano e si avvicendano.
Pezzetti
di questo futuro si staccano e, alla deriva, giungono fino a loro, come
la navetta del trentesimo secolo vista nella bella "Future Tense".
Oppure li investono intenzionalmente, come in "Shockwave"
e tutti gli episodi precedenti in cui i Sulibani, mossi
da misteriose figure che si celano nell'ombra del proiettore olografico,
attraverso il quale dettano loro gli ordini, tentano di cambiare il corso
degli eventi.
Tutto questo verso un fine non ancora chiaro e con fazioni in lotta non
ben definite. Tutte queste puntate antologiche, sparpagliate qui e là,
aggiungono pezzetti di un puzzle che si preannuncia essere, a giudicare
da quanto si è visto fino ad ora, di enormi proporzioni: un futuro che
potrebbe essere riscritto a partire dal passato. Se
vogliamo, in virtù della mancanza di malizia che noi trekker abbiamo ottenuto,
dopo centinaia e centinaia di ore passate a farci venire gli occhi a forma
di televisore pur di vedere la nostra saga cult per eccellenza, queste
contaminazioni dal futuro non dovrebbero nemmeno farci fresco. Ne abbiamo
viste di storie simili e potremmo dire di esserne anche stufi. Ed è per
questo che mi sono chiesto con stupore cosa io trovi di interessante,
nonostante il mio forte scetticismo verso Enterprise, in questo "plot
A". Cosa rende "interessante" il main plot transtemporale della serie,
ai miei occhi, nonostante la mia fede me lo impedisca?
IO NON SONO UN C.Q.S.!
Beh,
mi sono risposto: il fatto che il futuro non incontri il presente, bensì
il passato. Il passato rispetto alla linea temporale alla quale i D.O.C.
sono soliti collegare Star Trek. Si perché i D.O.C. soffrono di quello
che comunemente viene definita "sindrome della consecutio lineare": cioè
possono essere avvezzi al fatto che da altri punti nel tempo possano giungere
interferenze con il presente dello show. Ma il trekker D.O.C. medio come
sono io non è invece solito concepire il "prequel", cioè
vedere cosa è successo prima. A questo esemplare di trekker può succedere
di vedere spesso dei flashback che mostrino cos'è accaduto prima nella
vita di un personaggio… ma non è solito vedere un flashback lungo potenzialmente
7 anni… lungo 170 e passa puntate.
Questo
è insolito per il D.O.C. medio… e, se unito al fatto che in questo lungo
flashback ci siano pillole di flashforward (flash dal futuro), il mix
davanti al quale il Trekker ortodosso si trova risulta abbastanza sconcertante.
Forse vittima dello sconcerto, o forse vittima delle risposte che la mia
voce di fan si ostina a darmi per sospendere sempre di più la mia incredulità
riguardo al suddetto livello "B", mi trovo a denti stretti
ad affermare che, da tutto questo marasma temporale, in cui il passato
è comunque il nostro futuro e il futuro è un futuro remotissimo ma che
agisce e si impernia sul passato… che a sua volta è per noi futuro… mi
sento incuriosito.
Archer,
tendenzialmente un bietolone, acquista un minimo di peculiarità quando
è alle prese con la notizia che il futuro della galassia, o forse dell'universo
intero, dipende dalla sua piccola… grande missione esplorativa a bordo
di un vascello che nemmeno può superare warp 5; che neanche ha gli scudi
protettivi e i siluri fotonici per farsi strada fra le insidie del suo
tempo (quindi figuriamoci fra le insidie del XXX secolo).
Archer, così come i suoi sottoposti, ha spesso una parvenza di vero e
proprio astronauta, e non di uomo nato fra le stelle come gli altri capitani.
Spesso…ma non sempre. Anche qui ogni tanto Enterprise cade in contraddizione,
secondo me, perché dopo così tanti anni di show volere dare un gusto retrò
allo spettacolo può avere i suoi pregi, ma di certo può finire col risultare
una scomodità in più di cui gli scrittori devono tenere conto mentre compongono
uno script.
Eppure…eppure
il tema della piccola barchetta, indifesa nella tempesta furiosa di un
mare dalla vastità infinita e minacciosa, mi ha sempre affascinato: era
quello che vedevo in Voyager, seppur armata di tutto punto e molto più
tosta di quanto le sue dimensioni non dimostrassero. Ora lo rivedo occasionalmente
in Enterprise, in cui la NX-01 e i suoi occupanti incontrano tecnologie
ben al di là delle loro aspettative o fantasie e sono testimoni di incroci
di vari momenti temporali in cui quasi tutto è ancora oscuro; quasi anarchico.
La loro è un'esplorazione spesso su due fronti: spaziale e temporale;
e l'Enterprise NX-01 è spesso il campo di battaglia, nonché forse territorio
da conquistare per essere sottratto all'avversario… in questa guerra in
cui è in gioco il futuro come dovrebbe essere. Questi piccoli elementi
rendono Enterprise uno show di entertainment per me talvolta abbastanza
piacevole (senza esagerare). Forse è anche la mia perenne sete di sci-fi
che rende digeribile tutto questo, ma ciò nonostante le puntate le guardo…
e se devo trovare un perché… quello che ho scritto qui sopra è quanto.
Ma
ora una domanda senza risposta, come spesso amo porgere, sorge inesorabile:
considerando che il futuro in gioco in Enterprise e nella sua guerra fredda
temporale è anche e prima di tutto il "presente" visto nelle serie Trek
dalla Classica a Voyager, oltre che quello che verrà poi nel XXX secolo
e oltre, per volerci assicurare che esso sia come lo conosciamo da tanti
anni a questa parte e che tanto amiamo… per quale fazione dovremmo parteggiare?
Dato che, per amore di semplicità, amo dicotomizzare ironicamente il mondo
in buoni e cattivi, giusto e sbagliato, male e bene… mi spiego meglio:
prendendo come assioma il fatto che il futuro "GIUSTO" che deriverà da
Enterprise e dagli esiti della guerra fredda temporale sia prima di tutto
il presente che abbiamo conosciuto in TOS, TNG, DS9 e VOY… io per quale
fazione dovrei parteggiare?
Chi
mi dice che i padroncini dei Sulibani non vogliano fare in modo che il
futuro del XXIII e XXIV secolo sia come lo abbiamo sempre visto? E che
l'altra fazione del XXX secolo non voglia impedirlo per una qualche ragione?
Per chi devo tifare io? Per la Flotta Stellare & Cottolengo Vulcaniano
o per i Sulibani & oscuri personaggi olografici dal futuro remoto e profondo?
Ditemi per chi devo parteggiare e lo farò! Tutto purché gli eventi finiscano
per fare sì che l'Enterprise di Kirk vaghi fra i suoi pianeti di cartapesta
come le ho sempre visto fare; tutto purché Picard beva un Earl Grey nel
suo studio a bordo della stupenda Enterprise di classe Galaxy, fantasticando
su Beverly Crusher in infermeria; tutto perché DS9 sia di nuovo sottratta
ai Cardassiani e purché la Voyager solchi gli spazi del Quadrante Delta
per sette lunghi anni e poi torni a casa.
Nemmeno impedire che Sette di Nove finisca con Chakotay è un motivo sufficiente
per spingermi a volere che il XXIII e il XXIV secolo di Star Trek siano
diversi. Sul piatto della bilancia è un piccolo prezzo da pagare.
Quando avrete capito chi sono i "buoni" ditemelo. Ma dovete esserne assolutamente
sicuri.
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