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I
WADI
di Riccardo "Summer"
Palazzani
Prima
che Deep Space Nine venisse completamente assorbita dal tema ricorrente
della guerra senza esclusione di colpi con il potente quanto temuto Dominio,
capitava di tanto in tanto di imbattersi in nuove razze, provenienti dal
Quadrante Gamma dopo aver attraversato il tunnel spaziale bajoriano.
Fra queste vi sono il popolo dei Wadi, che incontriamo nella prima stagione
e che costituiscono quasi un'eccezione per tutta la serie. Essi sono i
primi a provenire dal Quadrante Gamma per cercare un contatto diplomatico
con la Federazione.
Primi e praticamente ultimi. I Wadi sono una razza di umanoidi (tanto
per cambiare...) per tutto simili agli esseri umani se si esclude la statura,
nella media superiore a quella terrestre, ma in linea con una tribù di
Vatussi.
Portano sul volto dei segni che non ci è dato sapere se si tratti di tatuaggi,
come quelli del buon Chakotay, quindi artificiali, o se siano macchie
naturali della pelle come
quelle che riscontriamo sulla seconda generazione dei Trill (i primi Trill
conosciuti in TNG non avevano macchie ma in compenso possedevano una fronte
bitorzoluta). La delegazione giunta su Ds9 è abbigliata in modo sfarzoso
e luccicante, con abiti intarsiati d'oro e d'argento.
Portano con loro doni e prodotti locali come il nettare di Ribes Alfa
e gemme di svariato tipo e possiedono una curiosa valuta, assimilabile
al latinum, sotto forma di bastoncini chiamati Klon Peag.
A capo della delegazione diplomatica è Falow, detto Gran Maestro, che scopriremo
dopo essere un titolo riferito alla sua maggiore abilità nel districarsi
all'interno dei giochi.
Sisko & Co. si
aspettano uno scambio culturale di tipo standard, se vogliamo pure un
poco noioso, dove oltre ai convenevoli ci si scambiano informazioni sui
rispettivi popoli, usi e costumi, baci ed abbracci e poi via ognuno a
casa propria.
Invece i Wadi si presentano come una società che tiene in gran conto il
gioco. La loro prima richiesta, non appena giunti sulla stazione, è di
poter accedere ai giochi tipici del Quadrante Alfa. Essi utilizzano il
gioco come metro di giudizio per interagire e misurarsi con le altre culture.
Tanto più i giochi di un popolo sono interessanti, articolati, impegnativi,
tanto più quella cultura merita rispetto. In fondo il gioco è una delle
espressioni universali che caratterizzano tutti i popoli. Sulla Terra,
ogni popolo ha i suoi svaghi. Il gioco è parte integrante dell'identità
umana e attraverso i modi prescelti per svagarsi si può trarre un ottimo
spunto per comprendere culture lontane.
E per divertirsi in modi sempre nuovi. I Wadi si interessano dei giochi
presenti nel bar di Quark, dove spopola il Dabo, una specie di roulette
del ventiquattresimo secolo le cui regole precise ci sono sconosciute.
La cultura Wadi è talmente improntata alla comprensione dei giochi nuovi,
tanto che viene da pensare che i Wadi esplorino l'universo non alla ricerca
di forme di vita ma dei loro divertimenti, quasi che fossero terribilmente
annoiati dai propri, che ben presto si impratichiscono delle regole del
Dabo ottenendo devastanti vittorie per i profitti del Ferengi che si vede
costretto a porre rimedio truffando i visitatori, i quali però ben presto,
grazie al loro particolare feeling con i giochi in genere, si rendono
conto dell'inganno.
I Wadi, essendo un popolo che dà grande importanza al gioco, danno uguale
importanza anche all'onestà ed alla correttezza con cui ci avvicina allo
stesso e considerano l'imbroglio durante una competizione come una delle
peggiore offese
che
si potrebbe rivolgere loro.
Decidono pertanto di punire Quark nel modo più logico per una società
come la loro, ovvero attraverso un nuovo gioco che si sono portati da
casa. Sfoderano uno dei loro giochi migliori, che si dimostrerà essere
una specie di "Giochi senza Frontiere" in tre dimensioni denominato Chula
(che pessimo nome...) che coinvolgerà loro malgrado l'equipaggio principale
della stazione, con Quark come inconsapevole mossiere. I Wadi sembrano
essere fieri di poter mostrare al ferengi la loro tecnologia ludica e
traggono molto divertimento dalle difficoltà che Quark deve affrontare
per portare a compimento l'intero percorso, senza, tra l'altro, aver minimamente
compreso le regole dello stesso.
Durante il gioco alcuni pedoni, che corrispondono ad ogni singolo personaggio
di Ds9 vengono sacrificati lungo il percorso, tanto che quando Odo spiega
a Quark che quelle che lui crede siano semplici pedine sono in realtà
il capitano Sisko e la sua ciurma, cala un'atmosfera di reale tensione.
Il gioco a quanto pare, senza che i Wadi ne avessero fatto menzione, è
mortale e sbagliare mossa può causare danni irreparabili a qualcuno dell'equipaggio.
Ma i Wadi non sono esseri crudeli che traggono divertimento dalla sofferenza
altrui, anche se evidentemente preferiscono tacere a Quark l'assoluta
innocuità del gioco solo per potersi divertire un poco alle sue spalle,
punendolo per la sua disonestà e goderselo mentre si inginocchia disperato
chiedendo di non dover proseguire il gioco pur di non rischiare di perdere
tutti i suoi pedoni.
Infatti al termine del gioco, che si sia vinto o che si sia perso tutti
i contendenti tornano a casa sani e salvi, cosi come i Wadi ritornano
sulla loro nave, probabilmente delusi per la scarsità di giochi riscontrati
sulla stazione e sottilmente orgogliosi di avere dimostrato la superiorità
della loro scienza ludica.
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