STARGATE SG-1
di Matteo "Norton" Bistoletti




Una delle serie che negli ultimi anni sta spopolando tra gli appassionati di fantascienza non è, come verrebbe ormai logico supporre, l'ultima serie di Star Trek (scegliete voi se Voyager o Enterprise, ma di poco si scosta la loro non eccelsa popolarità, peraltro dovuta più al nome glorioso che le contraddistingue piuttosto che al loro reale seguito) ma bensì una serie, ormai giunta alla sua sesta stagione, e, miracolosamente, arrivata anche in Italia sia in televisione che in formato DVD.
Questo mese infatti ci occuperemo proprio di "Stargate SG-1", serie di fantascienza nata proprio dal lungometraggio omonimo interpretato da Kurt Russel e James Spader e diretto da quell'Emmerich divenuto poi ancor più celebre grazie a "Indipendence Day". Il film fu inizialmente concepito come primo di una trilogia, almeno in una bozza iniziale, ma i seguiti non videro mai la luce. Il film non fu però dopotutto un insuccesso e, pur non rientrando nei classici della fantascienza, ha sicuramente fatto passare due ore piacevoli a diversi appassionati, e non, del genere. Diversi anni dopo si pensa però di ripescare l'idea non per un sequel, ma bensì per una serie televisiva, processo inverso a quello che alla fine degli anni '80 avvenne per Star Trek.

La serie, che riprende lo stesso titolo del film con l'aggiunta di 'SG-1' che altro non è se non la sigla di identificazione della squadra di ricognizione protagonista delle varie puntate, ottenne fin già dal principio un successo non indifferente che le consentì di svilupparsi negli anni, creando non solo una vera e propria saga ma anche una folta schiera di fan ed appassionati che ne seguirono, e tutt'oggi ne seguono, le vicende. E mentre oggi la serie prosegue il suo cammino (anche se dal futuro più incerto e col cast non più al completo), si pensa già ad un nuovo lungometraggio mentre sugli schermi ritroviamo anche una serie animata ad essa ispirata.
Scopo del mio articolo non è però quello di descrivervi dettagliatamente le varie caratteristiche della serie, in quanto penso esistano persone molto più esperte ed appassionate di me che potrebbero farlo ed anche in modo molto più completo ed esaustivo (già imploro venia per eventuali sviste o imprecisioni), ma piuttosto intendo analizzare la serie dal punto di vista critico, ponendo dubbi, interrogativi e analizzando quelle caratteristiche di un telefilm che, a mio avviso, è stato anche un poco sopravvalutato. Ovviamente non potrò limitarmi nel non fare paragoni, da appassionato di Star Trek quale sono, ma ricordo che ovviamente ogni parola che verrà detta sarà del tutto soggettiva e altamente libera alla replica e critica, purché costruttiva.

L'idea di base

Il tema principale di 'Stargate SG-1' è indubbiamente affascinante, anche se di per sé non nuovo: l'esplorazione. Vi dice già qualcosa? Beh, certo, forse Star Trek l'ha preceduta di circa 30 anni, ma non penso che il tema dell'esplorazione sia stata una prerogativa inventata da Gene Roddenberry né tanto meno sia stata la causa prima del successo planetario che fu, ed è, Star Trek. Credo che piuttosto sia stato il modo di compiere questi viaggi, l'arte di raccontare queste storie di esplorazione di strani e nuovi mondi che abbia reso Star Trek unica e stupenda. Stargate parte dallo stesso presupposto, ma affronta fin da principio le cose in maniera molto diversa.

Da un punto di vista molto spiccio e concreto, l'esplorazione non avviene tramite un astronave, costruita da un'umanità progredita e del futuro, ma viene effettuata da uomini del nostro presente, tramite un macchinario alieno che consente loro di viaggiare tra un pianeta e l'altro nell'arco di pochi secondi. In queste poche righe di paragone, ritroviamo però già la più grande e sostanziale differenza tra le due serie di fantascienza. In Stargate l'esplorazione di altri mondi non è stata frutto di un lungo e lento evolversi della razza umana e delle sue tecnologie, ma bensì un caso fortuito, una tecnologia aliena (lo Stargate, per l'appunto) giunto all'improvviso tra le mani, guarda caso, dell'esercito degli Stati Uniti (anche se poi si scoprirà che non sono gli unici ad averlo…indovinate un po'…)
L'esplorazione che si compie in Stargate e molto più grezza e meno elegante di quella proposta in Star Trek: innanzitutto essa fa parte di un programma governativo e militare assolutamente top secret, inoltre non viene affrontata da preparati ed illuminati professionisti del futuro bensì da militari a volte ben lungi dal poter essere definiti lungimiranti.
L'atmosfera di Stargate è fortemente militare e fin troppo "attualizzata", tanto da, secondo me, perdere un po' di spazio in quella che potremmo definire la dimensione fantastica e surreale della serie.

Le storie

A volte, soprattutto all'inizio, rimanevo sconcertato dal livello delle storie: il più delle volte, infatti, le storie erano di una banalità e semplicità sconcertante. Ma la cosa che più mi irritava era il fatto che spesso queste storie prendessero spunto e fossero palesemente ispirate a concetti e idee tipiche, o quantomeno già viste, della fantascienza, non solo non aggiungendo nulla di nuovo, ma addirittura rendendole ancora più semplici e dirette. Mi chiedevo come tanta scontatezza potesse appassionare così tante persone, dopo che eravamo abituati a sceneggiature di un calibro pari a quelle di TNG o, per cambiare un po' il titolo di paragone, quelle di X-Files degli anni migliori. Il mio dubbio inoltre era come questa serie riuscisse a entusiasmare di più rispetto a, per esempio, Voyager, che, pur non avendo mai avuto molto seguito neppure tra noi Trekker, continuava a proporre sempre più spesso (soprattutto negli anni "centrali) storie di altissima qualità ed approfondimento.
Poi forse ho cominciato a dedurre che la forza della serie era proprio il metodo spiccio e diretto con cui le storie venivano presentate. Insomma niente fronzoli o seghe mentali, niente problematiche morali o domande esistenziali: il tutto si riduceva ad una piacevole avventura di 45 minuti, raccontata con classe e ad alto tasso di intrattenimento. Sotto quest'ottica la serie risultava guadagnare in smalto ed io cominciai a capirne il successo ed entrare nello spirito giusto per poterla, quanto meno, gustare.

La saga

Fin dal pilot Stargate punta a portare avanti, come è ormai trend di tutte le serie, un discorso ed una mitologia interna lungo l'arco di alcune delle sue puntate. Ecco quindi che abbiamo una complessa ed elaborata razza nemica con relativi capi e guerrieri ed ispirata, come forse ricorderete già dal film, all'antico Egitto, un traditore tra le fila dei protagonisti, la moglie di un altro dei protagonisti, il cui loro figlio sembra avere un ruolo chiave nella vicenda; abbiamo poi una razza tecnologicamente avanzata che sembra tessere le fila della galassia e ancora un gruppo di rinnegati della razza del nemico che combattono, almeno in parte a fianco dei terrestri, la guerra contro i sopraccitati Goa'uld. In questa fitta trama di personaggi e situazioni si compiono svariate vicende e situazioni, tanto che risulta sempre difficile per lo spettatore casuale poter cogliere ogni dettaglio che sembra però essere molto coerente (a differenza di, forse, X-Files dove la mitologia era spesso e volentieri anche volutamente contraddittoria).
Essendo una serie di stampo militare non potevano poi mancare le varie questioni politiche e militari con relativi complotti e cospirazioni governative, da cui saltano fuori anche (come vi avevo lasciato ad intendere già sopra) proprio loro: i Russi.

I personaggi

Sono essenzialmente quattro più uno.

- Jack O'Neill: non ho mai capito se l'idea di sfruttare la popolarità dell'attore divenuto famoso col suo Mc Gyver sia stata o meno una buona idea. Di sicuro il nome di Richard Dean Anderson ha sicuramente fatto fin dall'esordio da gran richiamo per la serie. Il suo personaggio, a capo della squadra SG-1 e, almeno sulla carta, protagonista assoluto della serie, è relativamente stereotipato ma comunque di abbondante impatto. Sfacciato e sfrontato, preparato a difendere chi subisce delle ingiustizie alla faccia di ogni protocollo o ideologia assurda, sempre pronto alla battuta ironica (spesso addirittura molto riuscite) e alle avances più sfacciate laddove il caso e l'etichetta lo permettono, ma anche sempre fedele al suo ruolo e ai suoi colleghi e amici, il personaggio di Jack è il degno successore di mille altri eroi del piccolo e grande schermo, un misto, tra gli altri, di Kirk, James Bond e , ovviamente, Mc Gyver.

- Amanda Carter: la donna del gruppo, scienziata nonché arruolata, e di sicuro non meno determinata dei suoi colleghi uomini. In due righe anch'ella racchiude tutti gli stereotipi del caso. Per fortuna nel corso della serie, forse anche grazie all'attrice, il personaggio ha acquisto un carattere più smussato e decisamente sfaccettato rendendola più tridimensionale e concreta. Interessante, anche se da manuale, la sua cotta per Jack.

- Daniel Jackson: forse il personaggio più riuscito (già dai tempi del film). È l'unico civile (nel senso di non membro dell'esercito ovviamente) del gruppo, nonché il cervellone, posto a supplire alle imbarazzanti, e talvolta esagerate per una persona col suo ruolo, lacune culturali e scientifiche del suo capitano Jack.

- Teal'C: membro della razza nemica convertito alla nobile causa dei terrestri, Teal'C è l'occhio alieno del gruppo e della serie e ricalca un po' molti occhi alieni già visti in passato. Burbero e scontroso ma fedele protettore del gruppo come Worf, fino a goffo imitatore o logico critico della cultura umana come rispettivamente Data e Spock. Il risultato non è spesso pienamente soddisfacente e il personaggio è quello che risulta a me meno simpatico.

- Ma il premio 'mancata simpatia' va sicuramente al personaggio "sfondo" della serie, il Generale Hammond, ovvero l'autorevole capo nonché responsabile del progetto Stargate. Il classico integerrimo e di conseguenza piuttosto limitato militare medio su cui sembrano gravare le sorti del mondo e dalle quali labbra escono solo parolone quali "sicurezza mondiale" (intendendo ovviamente solo la propria nazione), "dovere" e… "dovrò informare il presidente".

Come forse avrete notato nell'esposizione di questa mia carrellata, ambientazione, atmosfera, storie e personaggi convergono tutto su una caratterizzazione fortemente militare della serie. Lungi da me dire che sia a priori un difetto, rende però la serie a mio avviso troppo JAG e troppo poco Trek. Questa "militarizzazione" ha poi un forte connotato patriottico e "america-centrico" come spesso accade in alcuni film e telefilm di questo tipo. Un ambientazione più surreale e fantastica avrebbe secondo me giovato maggiormente alla serie e ai suoi personaggi. Ma questa resta senz'altro una mia ipotesi od idea.
Sicuramente però Stargate ha saputo affascinare molti appassionati di fantascienza, quindi i suoi indubbi meriti li ha e non li nego. Ma ritengo che con Stargate ci troviamo davanti ad una serie di ben altro spessore rispetto a Star Trek.



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