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IL MONDO DI STAR
TREK
Thomas Richards
Loganesi & C.
di
Riccardo
"Summer" Palazzani
In
Italia abbiamo il professor La Polla che si impegna di scrivere dei saggi
interi per tentare di dare una spiegazione più profonda al fenomeno Star
Trek.
Negli Usa hanno T. Richards, professore universitario di Letteratura
che ha avuto il merito di svolgere le proprie mansioni anche all'Università
di Harvard, che si è dedicato alla stesura di una esauriente saggio sul
mondo di Star Trek osservandolo con l'occhio di un letterato, non alla
ricerca di Yati ma dei significati profondi e letterari di cui è intrisa
l'intera saga e che ai più sicuramente sfuggono.
Il tomo risale al 1997 ed è stato pubblicato l'anno successivo in Italia
da Longanesi, ma purtroppo solo ora ne sono venuto in possesso grazie
alle incredibile capienza della libreria privata della nostra direttrice
Marchiselli (che mi ha fornito romanzi Trek inediti in grado da coprire
questa rubrica per un paio di eoni!).
Richards fa un'analisi approfondita della saga soffermandosi quasi sempre
sulla Serie Originale e su The Next Generation, che considera i cardini
della Saga, dove le caratteristiche principe dell'intero prodotto televisivo
spiccano maggiormente. Lascia meno spazio a Deep Space Nine e Voyager,
che considera affini alla saga di Star Trek, ma che in un qualche modo
ne ribaltano i concetti base e quindi possono essere definiti prodotti
di fantascienza che hanno intrapreso un'evoluzione narrativa difforme
dai loro predecessori.
Richards si sofferma sul significato su cui è investito l'uomo, visto
quale centro, con la sua individualità mai prevaricabile, dell'intero
universo di star trek e su come la collettività vada invece messa su di
un piano secondario.
La centralità dell'individuo in Star Trek non si discute ed essa si sviluppa
all'interno delle storie che formano il continuum della serie, che sono
anche però, come fa notare l'autore, vere e proprie trappole da cui i
personaggi tentano di sfuggire. Storie, ecco da cosa è composto l'universo
di Star Trek. Centinaia di storie concatenate fra loro che aiutano a costruire,
pezzo per pezzo, indizio su indizio, un'intera galassia ove l'uomo ha raggiunto
un tale livello tecnologico e di benessere da potersi permettere di viaggiare
nello spazio impunemente.
Tanto impunemente che ipotetici esseri superiori intervengono ogni tanto
a ricordarci che più l'uomo espande i propri orizzonti, maggiore è il
rischio di andare incontro a novità sgradite, capaci addirittura di portarlo
alla distruzione.
L'esempio è l'episodio L'attacco dei Borg in cui Q da un lato mette
in pericolo l'Enterprise di Picard, ma dall'altro dà un colpo basso all'ottimismo
un po' spaccone della Federazione relativamente alla capacità dell'uomo di
affrontare da solo ogni situazione che l'esplorazione galattica man mano gli
porterà in contatto.
Star Trek contiene tutti gli elementi per fare un'analisi completa delle
basi letterarie e mitologiche che stanno alla base della civiltà occidentale,
che fanno talmente parte del nostro retroterra culturale che non siamo
nemmeno in grado di rendercene conto. Un esempio è la luce. Luce che nel
mondo occidentale è sempre portatrice di energia.
E difatti ecco che phaser, strumenti medici, campi di forza, sono rappresentati
come variazioni di fasci di luce.
Noi accettiamo tutto questo senza battere ciglio, così come non ci sorprendiamo
di fronte ai miracoli giornalieri a cui assistiamo nei vari episodi, grazie
a macchine potenti e fantastiche in grado di fare cose che per noi oggi
sono assolutamente impossibili. Eppure noi sospendiamo la nostra credulità
ed accettiamo quel che ci viene proposto, addirittura come parti di una
quotidianità fantasiosa. Il saggio ha un solo grosso difetto.
È piuttosto lento e noioso in alcuni suoi passaggi, in cui l'autore si
incarta letteralmente sui suoi concetti finendo con il riproporli più
volte nel giro di poche pagine dandoci un senso continuo di deja vù o
più semplicemente di noia, che tenta il lettore a saltare interi passi.
Se lo riusciste ancora a trovare in qualche libreria approfittatene perché
comunque ne vale la pena, per gettare un'occhiata sulla nostra serie preferita
da un punto di vista nuovo ed culturalmente autorevole.
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