IL REGNO DEL FUOCO
di Maurizio "Zeno" Corò



In questo periodo in cui il pubblico ha così bisogno di fantasia ed illusione (per fuggire alla realtà quotidiana), un'alternativa al genere fantasy e alla sci-fi è data dalla fusione dei due filoni.
Il regno del fuoco è un esempio molto interessante di come si possano mischiare elementi provenienti dalla mitologia e dalla cultura fantastica con spunti di pura fantascienza.
La storia è un cliché già visto altre volte: un gruppo di uomini, durante alcuni lavori di scavo, risvegliano delle creature addormentate da millenni, le quali ritornano alla vita per governare di fatto il nostro pianeta.
In questo caso sono dei draghi che, destatisi dalle profondità londinesi, mettono a ferro e fuoco tutto il mondo (in modo particolare l'Europa). I potenti della terra, e soprattutto gli Stati Uniti, cercano di abbatterli usando qualunque mezzo a disposizione, non ultime le testate nucleari, col solo risultato di spopolare la terra dei sui abitanti.
I draghi continuano indisturbati ad imperversare, mentre solo piccole comunità di umani resistono con le unghie ed i denti, cercando di sopravvivere.
Il protagonista, un uomo che da bambino ha visto per primo il risveglio del drago, è divenuto, da adulto, il capo di una comunità inglese. Arroccati tra le mura di un castello, questi pochi disperati sopravvivono cercando di superare un inverno in cui non vi è nulla da mangiare, cercando di far divertire i bambini con piccole messe in scena teatrali e di educarli alla sopravvivenza.
In questa comunità arrivano, improvvisamente, un gruppo di americani cacciatori di draghi i quali hanno una teoria sconvolgente: tutti i draghi sono femmine. Vi è un unico maschio che feconda le uova depositate. Ucciso il maschio, la stirpe si estinguerà.

Il film, nel suo complesso, è molto curato e i draghi sembrano effettivamente reali. Vi è molta autoironia di fondo: gli americani sono visti come una sciagura peggiore dei rettili (sono loro che hanno usato l'atomica per primi), e la tecnica di cattura del drago è una vera "americanata" ma, al contrario di film quali Indipendence Day, qui vi è un'ampia ed apprezzabile presa in giro delle loro manie di grandezza.
Altri spunti interessanti vengono dalla storia dei draghi: queste creature avrebbero dominato la terra nella preistoria, avendo causato l'estinzione dei dinosauri e poi, finito il cibo, si sarebbero addormentati attendendo che la terra fosse popolata nuovamente.
Il fuoco del drago è visto come un "napalm naturale": due ghiandole secernono due liquidi che, mischiati, producono una miscela altamente infiammabile.

EFFETTI SPECIALI

Come ogni buon film che si rispetti, ormai da qualche anno, la parte del leone la fanno gli effetti visivi e gli effetti speciali.
I draghi sono veramente stupendi: ottima animazione, fluida e verosimile. Anche nelle inquadrature lente o ravvicinate, il drago sembra vero, così come tutte le sue parti: il fuoco, i denti, la pelle squamosa e, perla suprema, la trasparenza delle membrane delle ali.

FOTOGRAFIA e SCENOGRAFIA

Questa è la vera perla del film. L'ambiente è "medioevale", potrebbe essere adatto per un film storico o mitologico, tuttavia compaiono gli elementi del futuro post-atomico: elicotteri, armi da fuoco e tecnologia elettronica avanzata.
Il mix che ne risulta è una splendida ed azzeccata combinazione di tutti questi elementi che danno alla pellicola un alone di mistero e nebulosa inquietudine.

ATTORI

Non vi sono molte parole da spendere per questa sezione. Gli attori non sono particolamente conosciuti e fanno la loro parte senza troppe pretese. Tuttavia occorre ricordare che tra i coprotagonisti compare niente meno che Siddig El Fadil (o Alexander Siddig come stupidamente si fa chiamare adesso), ovvero il nostro beneamato dottor Bashir che però non ha una grande parte e che termina i suoi giorni arrostito come un agnolotto.
I protagonisti sono Christan Bale (Quinn), ovvero il capo della comunità inglese; Matthew McConaughey (Van Zan), ovvero il cacciatore americano; Izabella Scorupco (Alex), ovvero la pilota dell'elicottero da caccia.
Mattthew McConaughey è comparso anche in "13 variazioni sul tema", "Prima o poi mi sposo", "U-571" ed era il protagonista di "Ed-TV"; è il più credibile della truppa.

REGIA

Rob Bowman, produttore e regista esperto di serial televisivi (X-Files, Quantum Leap, Baywatch, MacGyver, Star Trek-TNG e chi più ne ha, più ne metta), esordisce con un film come "Airborne" per passare, anni dopo a "X-Files - Il film" e "Il regno del fuoco" è la sua ultima opera.
Per quanto apprezzabile nelle serie, ci pare ancora immaturo per produzioni più impegnative. Tuttavia il film si regge in piedi molto bene: né infamia, né lode… per ora.

LA PERLA

La scena migliore, a nostro modesto giudizio, è la recita che il protagonista e la sua spalla mettono in scena per i bambini della comunità: niente presentazioni, né annunci, ma dopo poche battute diventa chiarissimo che si tratta del combattimento tra Luke Skywalker e Darth Vader, tratta da "L'impero colpisce ancora". È un momento molto ironico e commovente, per quel che esiste di contorno in questa terribile realtà.

SCHEDA FINALE

Voto complessivo: 750/1000
Compagnia migliore: nessuno che sia troppo legato al concetto di fantasy puro
Cibo migliore: qualsiasi
Effetti indesiderati: nessuno
Effetti benefici: molto divertente.

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