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STIGMA
di Susanna
Ricci
In
America sono riprese le trasmissioni di Enterprise, dopo una pausa di
circa 30 giorni. Se avessi saputo che per ottenere delle storie qualitativamente
migliori avrei dovuto scrivere un articolo su una semisconosciuta webzine
italiana, lamentandomi della piattezza delle storie fino ad ora narrate
nella seconda stagione, beh, signori bastava dirlo! Avrei scritto l'articolo
molto prima!
A parte gli scherzi, pare che l'interruzione, programmata o no che fosse,
abbia giovato.
Non tantissimo, ma un po'.
La storia narrata in "Stigma" riprende un argomento sociale
attuale, inserendolo in un contesto alieno, ed offrendoci un punto di
vista diverso attraverso il quale discuterne.
C'è anche una discreta dose di continuity, anche se solo interna ad Enterprise,
e non in generale coerente a tutto il resto dell'universo trek.
In un telefilm della prima stagione "Fusion", l'Enterprise
incontrava una nave di Vulcaniani atipici, dediti alla ricerca di un modo
di sperimentare le proprie emozioni controllandole, senza per forza doverle
reprimere. Tra le sperimentazioni portate avanti da questo gruppo non
ortodosso vi era anche la fusione mentale: una tecnica ai più sconosciuta,
ritenuta estremamente pericolosa e di gran lunga troppo intima.
Uno dei giovani del gruppo, attratto da T'Pol, cerca di farla avvicinare
a queste idee sovversive e la induce ad una fusione mentale, rifiutandosi
di interromperla quando la vulcaniana si rende conto di non voler spartire
con lui i propri pensieri e forzandola con la violenza a continuare.
Era per fortuna finito tutto per il meglio.
Forse.
In
realtà veniamo ora a scoprire che la fusione mentale non era stata senza
conseguenze: da circa un anno T'Pol è sotto stretta osservazione medica,
a causa di un virus contratto durante l'esperienza.
Il virus provoca la Pa'nar Syndrome e colpisce i collegamenti
sinaptici del cervello, portando progressivamente alla morte. La malattia,
poco conosciuta, non ha una cura efficace. Fino ad ora il dottore non
ha fatto altro che cercare di rallentare i sintomi e di tenere sotto controllo
la paziente.
Poiché l'Enterprise si trova in orbita attorno ad un pianeta sul quale
si sta tenendo un importante simposio medico, il dottor Phlox decide di
chiedere l'aiuto del team vulcaniano. T'Pol non è d'accordo ed è anzi
molto preoccupata del fatto che si possa venire a sapere della sua malattia,
per le conseguenze che questo comporterebbe.
Per farla breve si viene a scoprire che il gruppo di vulcaniani incontrati
un anno prima fa parte di una minoranza assolutamente invisa alla maggior
parte del popolo di Vulcano. La pratica della fusione mentale è qualcosa
di "osceno", cui nessuno dovrebbe indulgere, ed il fatto che possa essere
il veicolo di una pericolosa malattia non fa che aumentare i pregiudizi
nei confronti di coloro che ne sono affetti. Ma non solo: visto che la
fusione mentale viene praticata di norma da questa minoranza di persone,
considerato che in questo modo solo loro ne rimangono affetti, non è logico
perdere del tempo e delle risorse per la ricerca di una cura adeguata.
Dopotutto sono loro, quelli della minoranza, che vogliono correre il rischio
di rimanere infetti, praticando qualcosa che viene considerato contro
natura, quindi devono accettarne le conseguenze.
Vi ricorda qualcosa?
Così come nel bellissimo "The Outcast (Il diritto di essere)"
di Next Generation si parlava dell'omosessualità e dei pregiudizi cui
"la minoranza" veniva sottoposta, così ora si parla di AIDS e di come
venga messo sulla pubblica piazza il sentimento più diffuso e meno sbandierato
nei confronti di questa terribile malattia: l'indifferenza.
Assieme ovviamente all'intolleranza.
Peccato
che l'argomento non sia nuovissimo e che la storia punti il dito su un
problema che era pressante quindici anni fa, ma che ora, non senza difficoltà,
si sta cercando di superare.
Per carità, parlarne aiuta sempre e comunque a riflettere, ma il modo
in cui viene presentata la storia sa un po' di datato: se questo telefilm
fosse stato prodotto all'inizio degli anni '90 avrebbe fatto molto scalpore.
Ora raccoglie una timida accoglienza.
T'Pol, smascherata nonostante le precauzioni prese dal dottore per non
rivelare i motivi del suo interessamento nei confronti della malattia,
viene deferita al Comando Centrale e viene sollevata dal suo incarico
di osservatrice a bordo dell'Enterprise.
Il Capitano, che non vuole perderla, insiste perché lei riveli alla commissione
di medici i motivi che l'hanno portata a contrarre il virus, e cioè il
fatto che lei non fa parte della minoranza di paria, che vivono ai limiti
della legalità vulcaniana, ma che è stata violata durante una fusione
non consenziente.
Ma T'Pol non vuole rivelare questo particolare, perché, sebbene non sia
d'accordo con le idee della minoranza, non ritiene nemmeno giusto il modus
operandi del governo ufficiale di Vulcano. In particolare non ritiene
giusto che le persone colpite dal virus non solo vengano allontanate dalla
società, ma non vengano nemmeno curate come dovrebbero, e abbandonate
alla loro sorte. Come se in fondo si fossero meritate la malattia, vista
la loro condotta amorale.
Un
altro punto debole, che caratterizza in realtà tutta la serie di Enterprise,
è rappresentato dal fatto che vengano scelti proprio i vulcaniani come
protagonisti di questa diatriba.
La logica dovrebbe andare al di là del pregiudizio.
La logica delle infinite diversità in infinite combinazioni dovrebbe far
sì che anche dalle minoranze interne si possa imparare qualcosa di nuovo
e di buono. Ma l'impronta data dagli autori a questi vulcaniani di qualche
secolo fa (!), sembra essere quella di sapienti bacchettoni, pieni di
sé, sicuri di essere i soli ad avere la ragione dalla loro parte.
Esattamente tutto il contrario di quanto abbiamo sempre saputo su di loro.
Come dicevo nell'articolo del numero scorso è una scelta ben precisa,
ma estremamente discutibile.
Secondo quanto abbiamo imparato da Spock (che personalmente ritengo essere
la fonte ufficiale più accreditata in fatto di usi e costumi di Vulcano),
la logica e la filosofia di Surak sono praticate sul suo pianeta da millenni.
Quindi da molto prima del primo contatto.
Quindi da molto prima delle disavventure di Enterprise.
Ritengo improbabile che un popolo come quello descritto in questi telefilm,
pieno di pregiudizi, rigido, con una apertura mentale di qualche micron,
paranoico e stizzoso, possa essere evoluto tanto da partorire menti come
quelle di Sarek e Spock nel giro di soli due secoli.
Cosa stanno cercando di comunicarci gli autori? Che prima di conoscere
gli umani della terra i vulcaniani erano antipatici quanto lo zucchero
nel letto e solo dopo aver conosciuto noi ed averci frequentato per due
secoli sono diventati un popolo illuminato e di larghe vedute?
Va bene l'alta opinione che Roddenberry aveva del genere umano, ma mi
sembra che in questo caso si esageri.
Eppure
così i Vulcaniani vengono dipinti, intransigenti bacchettoni. Forse in
questo caso il contrasto tra ciò che viene professato come ideale e la
cruda realtà del pregiudizio viene ancora più sottolineato.
Ma quanto stridono quelle orecchie a punta su quelle facce così poco logiche!
Nel telefilm esiste anche una sottotrama, più leggera, ma sempre in argomento,
che mette in evidenza come anche gli illuminatissimi esseri umani del
22esimo secolo possano essere preda di vedute troppo ristrette.
Il dottore ha tre mogli, ognuna delle quali ha a sua volta diversi altri
mariti, in una sorta di famiglia molto allargata nella quale nessuno è
geloso di nessuno, ma tutti sono felici della felicità dei propri partner.
Una delle belle mogli del dottore fa visita al marito, per aiutarlo a
sistemare gli strumenti ottici nel laboratorio medico.
Poiché tra Trip e Phlox sinceramente nemmeno io avrei alcun dubbio su
chi dei due scegliere, Feezal (la moglie) comincia a fare delle avance
al bell'ingegnere, totalmente esplicite e altamente maliziose.
Trip
è imbarazzatissimo, soprattutto per il fatto di essere attratto a sua
volta dalla donna, e ritiene opportuno avvertire il dottore di quanto
sta accadendo, in quanto mai al mondo un gentiluomo del sud come lui potrebbe
insidiare la moglie di un amico.
Quando il dottore gli spiega che sul suo pianeta è normale comportarsi
in questa maniera e che anzi lui sarebbe molto felice se Feezal e Trip
potessero arrivare a conoscersi meglio, il giovane ha quasi un tracollo
scandalizzato e declina l'offerta.
Alla fine del telefilm marito e moglie si guardano sorridendo, dopo che
Trip ha salutato entrambi, ancora una volta in preda all'imbarazzo, e
ghignando alzano gli occhi al cielo sbuffando "Humans!"
Già.
Umani!
Danno dei punti a chiunque in quanto ad apertura mentale, e poi si comportano
come verginelle scandalizzate non appena è una donna a fare il primo passo,
rifugiandosi dietro al vecchio cliché del "gentiluomo".
Se non altro il comportamento di Trip è coerente rispetto a come si comporta
l'essere umano medio, anche nel 22esimo secolo.
Il comportamento vulcaniano medio mi sembra invece molto più erratico…
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