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TRASH...
E TRE!
di Domenico
Ciccone
Come ho scritto nel precedente articolo
a proposito dei film della serie "Porky's", spesso il confine tra "trash"
e "cult" è quanto mai labile ed indefinito, non solo per una questione
di gusti personali ma anche per l'evoluzione (o involuzione) dei canoni
di qualità dei critici televisivi e cinematografici. Basti pensare, in
questo senso, alla rivalutazione di qualche anno fa dei film anni '70/'80
sulle varie "soldatesse alle grandi manovre" e affini.
Ci
rituffiamo nel dilemma per parlare di una "guest-star" della serie classica,
Frank Gorshin. Gorshin ha partecipato all'episodio TOS
della terza stagione "Sia questa l'ultima battaglia",
ritenuto uno dei più belli per il forte messaggio antirazzista della storia.
Si parla di due abitanti del pianeta Cheron, dal colore
della pelle metà bianca e metà nera, che dimostrano un reciproco odio
per questioni che si riveleranno poi essere di stampo razziale: la morale
sottintesa è, per l'appunto, dimostrare l'assurdità e l'inutilità di questo
tipo di pregiudizio.
Gorshin interpreta Bele, uno dei due cheroniani, interpretazione
per la quale ha anche ricevuto una nomination all'Emmy Awards.
Ebbene, in quegli stessi anni Gorshin vestiva i panni dell'Enigmista,
uno dei cattivi storici dei fumetti di "Batman" trasposti,
all'epoca, in una serie televisiva di grande successo negli States. Per
chi non l'avesse mai vista sono necessarie delle precisazioni: anzitutto
chi etichetta le uniformi della TOS come pigiamini può agevolmente constatare
che le suddette uniformi diventano creazioni di Lord Brummel a confronto
dei costumi di questa serie.
La foto a lato, infatti, mostra Gorshin-Enigmista (Riddler
nella versione originale) con Burt Ward, l'attore che
interpretava Robin, in tutto il loro splendore pigiaminico
technicolor.
Non solo. Dimenticate anche i rovelli esistenziali dei personaggi del
bat-fumetto e, in parte, dei bat-film; i personaggi della bat-serie sono
dei cialtroni assoluti, con Batman stile vigile urbano che dispensa consigli
amorevoli al pupillo Dick Grayson, perfetta incarnazione
dell'adolescente americano anni '60 come-vorremmo-che-fosse: pulito, rispettoso
degli adulti e della bandiera, non fumatore, non trombatore. Il commissario
Gordon e il sergente O'Hara sembrano
invece due lobotomizzati che senza chiamare Batman al telefono rosso non
saprebbero nemmeno tenere in mano una penna. I cattivi (non solo Riddler
ma anche Joker, Catwoman, Penguin
e compagnia bella) dei perfetti idioti che tentano sempre di uccidere
i bat-eroi con sistemi del tipo legarli ad una caffettiera gigante mentre
il liquido bollente scende pian piano o metterli sotto una mannaia retta
da una corda che si consuma man mano che un ignaro micio termina il suo
pasto in una ciotola. Il tutto immerso in un profluvio di scazzottate
sottolineate da enormi scritte onomatopeiche sullo schermo del tipo "SBONK"
"TUMP" "OUCH" "YEEOOW".
Trash? Come ho detto all'inizio, non è un giudizio scontato. Alcuni hanno
fatto notare, per esempio, che le scenografie degli ultimi due bat-film
fanno sembrare quelle della serie un modello di sobrietà. Stesso discorso
per la profonda espressività recitativa di Schwartzenegger
come Mr. Freeze, sempre nell'ultimo film. Il dibattito
è sempre aperto.
Passiamo
ad un'altra guest-star molto amata, nonostante la poca presenza in video:
Kai Opaka, leader spirituale e politico del popolo bajoriano.
Kai Opaka è stata vista nell'episodio pilota di DS9, dove identifica il
comandante Sisko come Emissario dei Profeti,
ma soprattutto nell'episodio "Guerra per sempre". In
questo episodio il runabout dove la Kai viaggiava con altri membri della
stazione, precipita su un planetoide del Quadrante Gamma, e la donna rimane
uccisa.
Dopo poco, però, la si ritrova viva a vegeta, grazie a microbi artificiali
presenti nell'atmosfera capaci di rigenerare qualsiasi danno organico.
Sfortunatamente la natura di questi microbi rende impossibile abbandonare
il luogo. Opaka accetta la situazione come un segno della volontà dei
Profeti, che volevano che lei restasse lì ad aiutare dei prigionieri incarcerati
su quella luna portando loro la pace. Opaka riappare in altri tre episodi
di DS9, sempre come visione, due volte a Sisko e una a Vedek Bareil.
Molti
hanno sottolineato che il personaggio di Kai Opaka avrebbe meritato una
maggiore visibilità nella serie, grazie anche alla bravura della sua interprete,
Camille Saviola. L'attrice, a differenza di altri personaggi di cui abbiamo
parlato, ha un curriculum cinematografico di tutto rispetto, che non comprende
magari ruoli di primissimo piano, ma sempre in produzioni di una certa
importanza. Ha lavorato fra l'altro in tre film di Woody Allen
("Broadway Danny Rose", "La rosa purpurea del
Cairo", "Ombre e Nebbie"), e le sue apparizioni
televisive si sono sempre tenute lontane dalle navi dell'amore e dalle
vecchie scrittrici menarogna (è stata, ad esempio, una vicina rompiscatole
in un episodio di "Friends").
Suscita
quindi molto interesse la vera e propria perla che rifulge in questa dignitosissima
carriera: il film comedy-horror Nightlife (1989).
La trama narra della vampiressa Angelique che si risveglia dopo un sonno
centenario in un cimitero di Città del Messico, e scopre che il suo sposo
vampiro dell'epoca, Vlad, che lei detesta, la sta ancora cercando. Vagando
per la città nel tentativo di fuggire dal marito, va a finire in un ospedale,
dove vive le sue avventure. Da sottolineare che il nosocomio suddetto
è un po' sul modello "L'ospedale più pazzo del mondo", con i pazienti
che ne combinano di tutti i colori. La nostra Saviola è Rosa la
pazza, una delle pazienti che si aggirano intorno alla vampiressa.
Fra le scene che fanno di questo film un imperdibile modello del genere,
cito quella in cui la vampiressa viene scambiata per una paziente e le
vengono fatti gli esami del sangue, scoprendo così che è anemica (oddio,
solo a pensarci mi scompiscio dalle risate…vampiro..sangue..anemia… capito
che umoristi???). Menzione d'onore anche per la scena della paziente che
balla con una tazza del cesso vuota.
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