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STAR
TREK - THE ADVENTURE
Hyde Park, London
di Susanna
Ricci
Tutto
è nato come un gioco di parole. Da una mail. Ma perché mai non ci andiamo?
Detto per scherzo e poi improvvisamente diventato reale, nel giro di tre
giorni avevamo già prenotato tutto e la compagnia dei sei si è messa in
viaggio per un week end di fuoco (notare in particolare l'hobbit biondo
e riccioluto…. Ehm…).
Foto
1 Plancia dell'Enterprise 1701-D:
le due postazioni in primo piano
sono quelle di Data e Wesley Crusher
Una menzione
particolare a Michele Brunelli, senza la macchina digitale del quale in
questo momento non avrei testimonianza oggettiva di essere stata effettivamente
là.
E
voi non potreste gustarvi queste rare, preziose fotografie.
Il biglietto per la mostra era stato prenotato tramite internet, entrata
prevista le 14.00, non un minuto prima, non un minuto dopo (in realtà
poi ci hanno fatto passare ugualmente, nonostante fossimo già scalpitanti
e pronti davanti ai cancelli alle 13.45).
Foto
2 Michele Brunelli
mentre sta per essere attaccato da un tribolo…
Per dei poveri fans italiani, trovarsi a Londra dove i cartelloni di Nemesis
occhieggiano giganteschi,
dove nelle sale gioco ci sono videogiochi sadomaso in cui si può salvare
l'universo dalla minaccia Borg, nella metropolitana ci sono le indicazioni
segnaletiche di quale uscita occorre prendere per poter andare verso Hyde
Park e trovarsi di fronte al capannone della mostra, beh, è tutto un altro
universo. Letteralmente.
Foto
3 Il biglietto!!!
La
struttura in cui hanno allestito la manifestazione è molto grande, come
un paio di capannoni di fiera, ed il percorso da seguire all'interno,
sebbene grossomodo guidato, è lasciato abbastanza alla fantasia ed alle
preferenze dei fan.
Foto
4 Capannone in cui è stata allestita la mostra, in Hyde Park - vista aerea
(no, non abbiamo noleggiato anche un elicottero, ma usufruiamo di effetti
speciali)
I quali erano
di tutti i colori, di tutte le età, di tutte le lingue.
La sala introduttiva accoglie i visitatori con display di vari computer
(principalmente di Next Generation) e modellini delle varie Enterprise
che penzolano dal soffitto in tutto il loro splendore.

Foto 5 Enterprise 1701-A in dimensioni considerevoli,
più di un metro di lunghezza, appesa al soffitto.
Si mormora sia una di quelle effettivamente utilizzate nei film.
Chi
non ha ancora avuto modo di vedere Nemesis (immagino la maggior parte
di coloro che stanno leggendo in questo momento) e non vuole spoiler nemmeno
sull'aspetto visivo del film, è meglio che non continui la lettura, poiché
la prima sala in cui si viene introdotti contiene moltissimi elementi
di scena, compreso il costume indossato da Shinzon (conosco persone che
potrebbero uccidere, per averne anche solo un filo....) e la navetta remana
che Picard e Data trafugano dalla Scimitar per rientrare sull'Enterprise.
Navetta a grandezza naturale, all'interno della quale hanno poggiato le
loro terga sia Stewart che Spiner! Veramente feticistico!
Foto 6 Costumino
cheratinoso di Shinzon
Sullo
sfondo il trailer viene proiettato in maniera continua e le esplosioni
riecheggiano e riverberano sui materiali esposti.
Foto 7 Navetta
remana (di Remus)
Nella saletta
immediatamente successiva ci sono moltissimi elementi dell'ultima serie,
Enterprise, alcuni dei quali assolutamente inediti, tipo i disegni di
prova che erano stati realizzati sia per l'astronave che per i costumi,
nonché i modellini tridimensionali in cartone che mostrano come avrebbe
potuto essere la plancia di comando.
Foto 8 Saletta di controllo dell'Enterprise NX-01
Anche in questo
caso sono presenti monitor sparsi un po' ovunque, sui quali vengono proiettati
in maniera continua documentari di making of, commenti degli autori e
scene dei telefilm.
Da questo momento in avanti invece comincia una miscellanea di costumi,
oggetti, carte stellari, maschere, ognuno con una breve descrizione, alcuni
macchiati ed usurati.

Foto 9 Carte
Stellari
Per esempio
la fascia dorata di Worf, utilizzata per le prime puntate di TNG, è talmente
rovinata da essere veramente orrenda. Il "costumino" di 7 di 9 invece
è leggermente scucito, su un fianco, mi domando come mai...
Foto
10 Costumino di 7 di 9:
di profilo rende molto di più.
La scucitura non si vede, ma esiste.
Sulla destra, proprio sotto… ehm…
Ci sono costumi
della Serie Classica, dei vari film (i vestiti bianchi di Spock del terzo
e quarto film), quelli di Neelix, di Kes, la maschera originale che veniva
applicata sulla testa di Quark, una ricostruzione abbastanza accurata
del ponte di comando dell'Enterprise di Kirk, le bottiglie di kanar, di
birra romulana, la ricostruzione del bar di Quark e lo sfondo della sala
mensa della Voyager, completa di tavolini ai quali ci si può sedere e
mangiare qualcosa.
Ci
sono persino un cubo ed una sfera borg, in versione molto ridotta, anche
loro appesi al soffitto, ma incapsulati in teche di plexiglass: a vederli
in questo modo non fanno tanta paura!
Foto 11 cubo
e sfera borg
In un certo
senso questo è il brutto della mostra.
Da un lato infatti è piacevole vedere tutti questi oggetti, perché ad
ognuno di essi è legato il ricordo di una particolare scena di un telefilm,
ma dall'altro sono oggetti talmente e palesemente finti da smascherare
brutalmente il fatto che tutto l'universo di Star Trek non esiste.
Intendiamoci: non sono una schizofrenica che pensa che da qualche parte
esistano veramente Kirk e Picard, Sisko e Janeway, ma guardare i telefilm,
con tutti i loro effetti speciali, le scene sbriluccicanti, la forza degli
attori, è un conto. Vedere un vestito di scena mezzo sdrucito è un altro.
Ad ogni modo, oltre al fatto di poter rimirare tutte queste meraviglie,
ci sono anche un paio di attrazioni interattive gratuite ed un paio di
attrazioni interattive a pagamento.
Ovviamente, dato il costo totale già affrontato per tutta l'operazione,
ci siamo limitati alle due gratuite.
La prima consisteva nel salire a bordo di uno shuttle della Voyager: una
volta a bordo, sullo schermo della navetta venivano proiettate delle immagini
che simulavano un volo (compreso di battaglie, distruzioni, passaggi a
volo radente tra pezzi di astronavi schiantate ecc), mentre la navetta
si muoveva dando l'impressione di essere sballottati a destra e a sinistra
(gli smorzatori inerziali si erano rotti…).
Una esperienza della durata totale di circa 7/8 minuti, divertente, ma
nulla di eccezionale.
La seconda invece consisteva nel salire a bordo dell'Enterprise di TNG,
veramente ben ricostruita, durante un allarme rosso. Si
partiva dalla sala macchine; si proseguiva su un turboascensore sul quale
venivano a mancare energia e luci e si finiva sul ponte di comando. Anche
in questo caso sballottamenti vari e proiezioni di battaglie con cubi
borg sullo schermo principale del ponte. Il tutto accompagnati da alcuni
membri dello staff che simulavano di lavorare alle consolle e facevano
foto a richiesta ai vari gruppi di partecipanti.
Foto 12 Sala
macchine dell'Enterprise 1701-D
Anche questa
è una esperienza che dura all'incirca 10 minuti e che conclude definitivamente
la partecipazione alla mostra: una volta usciti dal ponte di comando,
infatti, ci si ritrova nella zona merchandising e poi all'uscita.
Una cosa da notare: tutti i membri dello staff erano vestiti con la tutina
da meccanico di Enterprise, il che cozza un tantino con il fatto di trovarsi
su uno shuttle della Voyager o sul ponte di Picard, ma tant'è.
Le due esperienze a pagamento invece consistevano nel fatto di farsi fotografare
o di entrare in un video, assieme a Kirk e compagni, tramite dei sapienti
fotomontaggi.
Dicevamo della zona merchandising.
Come ho già detto, non essendo io sufficientemente feticista, ho gradito
la mostra nel suo insieme, mi sono divertita e ho riso molto nell'essere
sballottata di qua e di là, ma non è che ne sia uscita proprio entusiasta,
fino al godimento fisico.
Contavo molto sul fatto che, assieme alla mostra, avessero allestito anche
parecchio materiale da dare in vendita, e mi riferisco nello specifico
a libri, magari anche edizioni un po' particolari, dvd, e simili. Invece
sono rimasta anche in questo caso abbastanza delusa nel constatare che
le uniche cose in vendita erano magliette, spille, orsacchiotti, tazze,
triboli e qualche sparuto dvd a prezzi insostenibili.
Peccato.
Nel
suo insieme il viaggio comunque è valso ugualmente la pena e ripartirei
anche domani perché Londra è e rimane la città del mio cuore e, ovviamente,
alla mostra abbiamo abbinato la prima visione di Nemesis e la prima visione
del Signore degli Anelli: le due Torri.
Foto 13 Locandina
del film
Se mi è permessa
una digressione...
Nemesis è certamente un bel film, ben costruito, con ottimi momenti di
azione, colpi di scena, battute; la tensione è alta per tutta la durata
della pellicola e, nonostante alcuni svarioni veramente eclatanti dal
punto di vista della logica scientifica, tiene botta molto bene ed è un
piacere da vedere e rivedere.
Diciamo
che nella scala personalissima dei miei valori, è molto meglio di Insurrection,
ma ancora lontano dalle atmosfere dark di Primo Contatto (che ritengo
il miglior film di Star Trek fino ad ora mai realizzato).
Foto
14 Presentazione del film in anteprima
e protagonisti nel loro massimo splendore
Ma
il Signore degli Anelli: le due Torri è una emozione talmente forte da
lasciare senza fiato. E' una prova di cinema all'ennesima potenza, talmente
bello da riempire gli occhi di lacrime, non tanto per le scene emozionanti
in sé, ma per l'intrinseca bellezza della storia e la potenza con la quale
è stata realizzata. Ho rinunciato ad una mattinata di sole (rarissimo
a Londra) e di shopping, per rintanarmi nel cinema di Leicester Square,
ma lo rifarei (e lo rifarò anche in Italia) senza alcuna esitazione.
Se nemmeno quest'anno l'Academy Award lo degna di qualche Oscar un po'
più prestigioso di quelli riservati agli aspetti tecnici, sarà una vera
vergogna.
Foto
15 Il cartellone del film al cinema Odeon in Leicester Square
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Il
Direttore ha ricevuto questa entusiastica mail che pubblichiamo come chiosa
all'articolo di Susanna, e che farà felici molti viste le splendide foto.
È una gioia il vedere che alcuni lettori ci gratificano della loro confidenza
al punto di volere dividere con noi le loro emozioni più belle, e ringraziamo
moltissimo Milcko che ci ha mandato questo suo piccolo reportage e fatto
partecipi della sua esperienza.
Ciao ragasse/i, vi scrivo per ringraziarvi della dritta circa l'esposizione
citata a margine, che mi ha convinto a tornare a Londra dopo... anni di
purgatorio in Ticino (Svizzera).
Infatti, non appena letta la notizia, ho preso il martello e sfondato
(a malincuore) il salvadanaio a forma di NCC - 1701 D; in seguito, ho
trascorso due giorni su internet per prenotare volo, albergo e biglietti
per l'evento del secolo (e qui, non corro il rischio di essere smentito,
credetemi...). Già che c'ero, ho spazzolato la rete alla ricerca di una
sala che ospitasse ST:Nemesis (prenotata anche quella...).
Gli ultimi due giorni prima della partenza sono stati un incubo (nel senso
che non ho chiuso occhio dall'eccitazione), ma poi finalmente è giunto
il momento che ha dato un senso alla mia esistenza: sono arrivato a Marble
Arch (la porta di Hyde Park), ho ritirato i biglietti pre-pagati, ho fatto
la fila diligentemente (anche perché se sgarri, ti espellono dal paese)
e... SONO ENTRATO!
Raga, come diceva il Vulcan più famoso dei quadranti alpha e beta: AFFASCINANTE!!
C'è di tutto: modello NCC - 1701, sparviero klingon, sala macchine NCC
- 1701 D, siluri fotonici, delta flyer, quadri comandi e tattici a iosa,
cubo borg, sfera borg, sala teletrasporto, navette-simulatori, c'è persino
un busto di bronzo del grande Nagus (miii proprio brutto sto ferengi),
oltre alla costumistica ormai quarantennale di questa saga, e ad una sezione
riservata a ST:Nemesis (poco comprensibile per chi non ha visto il film).
La commozione era tanta, ma una lacrima ha rigato il mio viso alla vista
del... ponte di comando originale della prima Enterprise! Avevo voglia
di fare come Scotty in "il naufrago del tempo", quando sentendosi inutile
nel secolo di TNG ha creato un olo-ponte di comando della sua Enterprise,
si è seduto sulla poltrona che fu di Kirk e si è scolato uno scotch whisky
(tanto per non perdere il vizio).
Infine, passaggio obbligato per la simulazione che prometteva di stupire
con effetti speciali (a me ha fatto venire un gran mal di testa stile
Troi quando ha le sue percezioni empatiche), e ciliegina: merchandising,
o meglio furto legalizzato per chi. come me, non sa resistere alle tentazioni
(volevo persino comprare un tribolo formato 6 x 6 metri, ma avevo in precedenza
sapientemente affidato la mia carta VISA al mio accompagnatore...). Nota
dolente: il tanto decantato bar di Quark, per il quale ho scritto a "Chi
l'ha visto?"; probabilmente, mi sono perso nei meandri dell'esposizione,
ma vi assicuro che ho rifatto il percorso due volte, senza tuttavia sentire
il campanellino tipico del gioco del Dabo (ed io che volevo portarmi come
souvenir una ragazza-dabo...) né tanto meno vedere quel simpaticone di
Quark intento a truffare il chicken di turno...
Ma tant'è...
In serata, ho poi assistito alla proiezione di ST: Nemesis, della quale
non riferisco in quanto il tema è già stato ampiamente trattato dal vostro
(mio) magazine; dico solo che, pur non essendo di lingua madre inglese,
e non avendolo studiato se non a scuola (l'ultima lezione risale a 16
anni fa, ormai), sono riuscito a capire il 95% dei dialoghi, ridendo addirittura
in contemporanea con gli spettatori inglesi (e questo vi deve dare l'idea
di quanto travolgente ed incalzante possa essere il ritmo di questo 10.mo
film...).
Allego un paio di foto per le vostre rubriche.
Giolantru,
Milcko
GALLERY
(Milcko) |
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(Susanna) |
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