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IL
SIGNORE DEGLI ANELLI - LE DUE TORRI
Regia di Peter Jackson
di Maurizio "Zeno"
Corò
La
Compagnia si è spezzata, e un nuovo legame è sorto tra la torre di Isengard
e Barad-dûr… Sauron è pronto a sommergere
la Terra di Mezzo con la sua ombra nera, ed un esercito
di diecimila Uru-kai sta già marciando verso il Fosso
di Helm, al solo scopo di spazzare via per sempre il regno di
Rohan.
Molti di coloro che hanno visto La Compagnia dell'Anello
sono usciti dalle sale ed hanno immediatamente iniziato il countdown per
questo secondo capitolo. Un anno è passato e finalmente possiamo goderci
il seguito del film che, volente o nolente è uno dei più importanti fenomeni
cinematografici di tutti i tempi.
A lungo si è parlato e sentito, soprattutto nell'autunno scorso… Tutti
sanno, ormai, di come Peter Jackson abbia investito sette
anni della sua vita (due solo per adattare la sceneggiatura) per portare
sugli schermi la trilogia de Il Signore degli Anelli;
ma anche di come due dei più grandi illustratori Tolkieniani siano stati
coinvolti nel progetto e di come fu della New Line l'idea di fare tre
film…
Fortunatamente questa attesa è stata meno assediata da spot pubblicitari,
da speciali in tv, da format, discussioni e quant'altro. Tutti, o quasi,
ne hanno parlato, spesso a bassa voce, aspettando l'arrivo nelle sale
de Le due torri come si può attendere l'arrivo della
pioggia dopo una lunga siccità.
L'attesa è terminata.
La Medusa, casa di distribuzione per l'Italia, durante
l'anteprima italiana a Milano, ha sottolineato la grandezza di questo
nuovo film e come certamente supererà il successo del primo. Certo non
è un dato trascurabile il fatto che oltre 900.000 famiglie italiane possiedono
in casa il VHS o il DVD de La Compagnia dell'Anello e
i dati provenienti dall'estero lasciano ben sperare… in Germania Le
due torri è il film che ha incassato di più in assoluto, da sempre,
e in generale in tutta Europa è già un incredibile trionfo… ci aspettiamo,
quindi, che l'Italia non riserverà un'accoglienza inferiore… Però c'è
dà dire una cosa molto importante su questo secondo film, e cioè che è
una grandissima delusione.
Per
chi non conoscesse la storia, possiamo brevemente ricordare che la Compagnia
si è spezzata e che i membri superstiti sono ormai divisi. Merry
e Pipino sono stati rapiti dagli Uru-kai;
Frodo e Sam sono abbandonati al loro
destino e cercano disperatamente di raggiungere Mordor;
Aragorn, Legolas e Gimli
sono sulle tracce degli Uru-kai. L'intero film (così
come nel libro) osserva questi personaggi separatamente, alternando gli
avvenimenti degli uni a quelli degli altri, intrecciandosi in maniera
oggettivamente intrigante; ed ecco quel che accade:
Sam e Frodo incontrano Gollum
e lo convincono a guidarli a Mordor. Sulla strada vengono
catturati da Faramir, figlio di Denethor
e fratello di Boromir e anche lui, come il fratello,
si lascia catturare dal desiderio di portare l'Anello del potere a Gondor
per usarlo contro il Signore Oscuro. Faramir rapisce
i tre viandanti e li porta verso il proprio regno, finché non vengono
tutti attaccati dai Nazgul e, a termine della battaglia,
si rende conto che la causa di Frodo è giusta e lo lascia
libero.
Merry e Pipino riescono, complici inconsapevoli
un manipolo di cavalieri di Rohan, a fuggire dagli Uru-kai
e si rifugiano nel bosco di Fangor. Qui incontrano gli
Ent, i pastori di alberi. Barbalbero,
il più saggio e antico di tutti (tanto che, anche se nel film non viene
ricordato, l'altro nome di Barbalbero è proprio Fangor),
li accoglie e li protegge finché, quando si accorge di quel che Saruman
ha fatto agli alberi di Isengard, scatena la sua furia: gli Ent
entrano in guerra e assaltano il dominio dello stregone bianco, mettendo
a soqquadro la sua fucina.
Aragorn,
Legolas e Gimli, dopo aver inteso della
fuga dei due amici Hobbit, ripiegano verso Rohan.
Qui incontrano il vecchio re Theoden che, avvelenato
nella mente dallo stesso Saruman attraverso il Vermilinguo
(il più viscido dei suoi servitori) regna di fatto sui possedimenti del
Signore dei Cavalli. Liberato Theoden
i sudditi di Rohan vengono ammassati nel Fosso
di Helm, una fortezza che nelle ere antiche era stata per loro
fonte di salvezza dagli attacchi dei nemici. Un'intera guarnigione di
elfi, mandati da re Elrond, raggiunge i nostri e tutti
assieme, meno di mille uomini, affrontano l'assalto degli Uru-kai.
Questi sono gli avvenimenti. Di fatto si tratta di qualcosa che era possibile
raccontare in mezz'ora di film… tutto il resto è arricchimento ispirato
alla poesia di Tolkien, ma che, al contrario della prima
volta, non raggiunge il livello sperato. In sintesi buona parte del film
è noiosa e ridondante, mentre mancano alcune parti semplicemente geniali:
quelle che donano al libro lo spessore che lo ha reso immortale.
EFFETTI SPECIALI
Non tutto è negativo, però, gli effetti visivi sono
di qualità eccezionali, esattamente come ne La Compagnia dell'Anello.
Molte sono le cose da citare, e mille parole non basterebbero: certe scene
vanno viste assolutamente per essere apprezzate. Gli Ent
sono semplicemente eccezionali; Gollum è perfetto; i
Nazgul, nella nuova terribile sembianza assunta, sembrano
reali; le Paludi Morte sono incredibili; gli olifanti
lasciano a bocca aperta, così come la terribile battaglia col Balrog.
Le scene sono sempre stupende e, come nel primo film, le location fanno
desiderare di trasferirsi in Nuova Zelanda.
Esteticamente tutto è quasi perfetto, ma volendo a tutti i costi trovare
il pelo nell'uovo, dobbiamo andare a guardare i movimenti dei lupi mannari
(che tutti quelli che hanno letto il Silmarillion desiderano
da sempre vedere sullo schermo), studiati molto bene e dalla resa stupefacente,
ma che, nei movimenti da lontano, sembrano un po' legnosi ed artificiali.
Fortunatamente i movimenti da elfo di Legolas sono ben
resi: eccezionali i momenti in cui salta in sella ad un cavallo e quella
(visibile nel trailer) in cui, in piedi su uno scudo, si lascia scivolare
sulle scale scagliando tonnellate di frecce contro i nemici.
COLONNA SONORA
Le musiche sono quelle del primo film, oppure le ricalcano nello stile.
Erano azzeccate nel primo come in questo: per fortuna non c'è la canzoncina
della diva di turno che (con tutto il rispetto per Enya) non c'entra nulla
col resto. Rimaniamo in attesa nella musica del terzo film, quel capolavoro
che ci hanno fatto assaggiare solo nel trailer della trilogia, oltre un
anno fa.
I PERSONAGGI
Mancando quasi del tutto la storia, è stato dato grande
respiro ai personaggi. Questa è una fortuna ed è, di fatto, la cosa migliore
del film.
FRODO: bellissimo il suo graduale cedere all'Anello,
la sua corruzione che gli serpeggia dentro e che lo rende sempre più simile
a Gollum, unendo i due nel destino. Per più volte rischia
di cedere al volere dell'Unico e, anche se alla fine riesce a riaversi
e a tornare in sé, rimane evidente come l'ombra gli stia oscurando il
cuore. Splendida la scena in cui si trattiene dall'uccidere Sam.
SAMVISE: il personaggio meglio riuscito di questo film.
Assume tutto lo spessore che Tolkien gli aveva donato. Ricordiamoci che
è lui il vero protagonista: colui che ha il compito di narrare le vicende
di questo racconto, e che tramanderà il Libro Rosso di Bilbo
attraverso tutta la Quarta Era (quella degli uomini),
in modo che, passando di mano in mano, venga narrato a tutti… finché non
giunge nelle mani di Tolkien stesso, suo erede spirituale, il quale lo
racconta a noi.
Sam diviene quindi un personaggio a tutto tondo, mostrando il proprio
carattere, il coraggio e, mantenendo la sua fedeltà immutata, assume importanti
decisioni tra cui molte inerenti la salvezza del proprio padrone, insidiato
sia da Gollum che dall'Anello stesso. Semplicemente eccezionale.
GOLLUM: moltissimi non attendevano altro che vederlo
vivo e vero. Adesso lo è. Ora muove le sue mani dalle lunghe dita, parla
con la sua voce misteriosa e sibilante, ed è veramente credibile. Bellissimo,
anche se per i soli cultori del libro, il momento in cui la sua personalità
si sdoppia. Nel racconto vediamo tutto questo nella mente di Sam: Servile
e Scurrile, sono i due aspetti: Smeagol e Gollum.
Una lotta interna per la salvezza. Questo Tolkien vuole insegnarci: a
tutti è data la possibilità di redimersi… fino all'ultimo ognuno di noi
è padrone del proprio destino e della propria anima: Boromir
si riscatta, sacrificandosi ma dimostrando di essere un uomo onorevole
e valoroso; Faramir non cede all'Anello; Bilbo
riesce a liberarsene; Isildur non riesce a resistere al suo oscuro potere;
Gollum lotta fino all'ultimo per scacciare il veleno
della sua mente… ma fallisce.
ARAGORN: è ancora il guerriero che abbiamo conosciuto
l'anno scorso, ma non è più il ramingo de La Compagnia dell'Anello:
è sempre più vicino al Re che diverrà a fine romanzo, cessando per sempre
di essere un uomo d'azione e divenendo un politico. Bello il graduale
passaggio, che comunque lascia ancora spazio al combattente.
LEGOLAS: non assume maggiore spessore, resta l'elfo di
sempre e in questo abbiamo vera coerenza, ricordandosi che gli elfi sono
immortali. Tuttavia inizia a delinearsi la profonda amicizia che lo legherà
per sempre a Gimli e che, a parere di molti, è una delle
cose più toccanti del romanzo.
GIMLI: eccezionale: divertente, ironico, fiero, semplicemente
stupendo. Le piccole caratteristiche che ci facevano sorridere nel primo
film, qui diventano intere scene di spasso assoluto, senza cadere nemmeno
per un istante nella macchietta. È di certo il personaggio più divertente
e commovente di tutti, soprattutto per il modo in cui ostenta la fierezza
tipica della sua razza, reprimendo malamente slanci di affetto per i compagni
e nascondendo le brutte figure in cui incappa. Esaltante vederlo combattere,
dotato di un orgoglio coinvolgente: chiunque ami il Fantasy e i nani (da
Dragonlance in poi) sarà veramente soddisfatto da Gimli,
figlio di Gloin.
THEODEN: il re di Rohan non parla moltissimo, ma quando
lo fa dimostra di essere un vero sovrano: cocciuto ma orgoglioso, un vero
guerriero che non si tira indietro quando vede minacciato il suo popolo.
Inoltre è dotato di una bellissima armatura che è il costume più bello
di tutto il film.
ÉOWIN: Bella, senza essere eccessiva; fiera e combattente,
ma meno in luce rispetto al libro, anche se, come tutti sanno, le donne
non hanno alcuno spazio fisico in Tolkien, ma bensì un ben più importante
ruolo spirituale: ispirazione, amore, protezione.
ARWEN e ELRON: non dovrebbero nemmeno
comparire, ma sono due grandi attori, e quindi…
GANDALF: ebbene si, se qualcuno ancora
non lo sapeva (ma saranno in due in tutta Italia) il Grigio Pellegrino
sopravvive alla lotta col Balrog… o meglio: risorge,
poiché lui è mandato direttamente dai Valar (gli "dei")
allo scopo di trovare l'Anello. Ritorna come Gandalf il Bianco,
più potente di prima. Purtroppo è anche molto meno "umano", è più distaccato
ed estraneo: un mero esecutore dei propri scopi. Il suo bastone non è
più nodoso, la sua barba e i suoi capelli sono ordinati e luminosi come
il marmo e, purtroppo, diventa una figura quasi di secondo piano; cosa
che, come accadeva anche ne Lo Hobbit, è forse giusto
che sia, ma che dà un grande dispiacere a chi aveva in lui il proprio
eroe. Dimenticate il Gandalf de La Compagnia dell'Anello,
questa è un'altra persona. (Di certo, ma non era in discussione, Sir
Ian McKellen è un grandissimo attore).
VERMILINGUO: bellissimo e credibilissimo. La creatura
più viscida dell'universo. Per moltissimi sarà l'incarnazione dell'immaginario
sorto col libro, esattamente come per Gollum.
SVELTOLAMPO: putroppo è stato tagliato, come per Tom
Bombadil. Un vero peccato.
REGIA
Sappiamo già che Peter Jackson è un grandissimo professionista ed amante
di Tolkien. Ancora una volta dimostra un grandissimo coraggio: rimescola
le carte in tavola pur lasciando invariata la sostanza, la sua non è certo
un'opera per i perfezionisti, e di nuovo dà una sostanza più materiale
ad Arwen rispetto a quando non ne aveva nel libro, tuttavia sappiamo come
questa sia stata una decisione presa fin dal principio, fin da quando
venne stesa la prima sceneggiatura. Una scelta che, tirando le somme,
rispettiamo.
LA PERLA
Esattamente come un anno fa: ognuno avrà la propria. Per noi sono i Nazgul.
LA SCENA MIGLIORE
Senza
dubbio la Battaglia del Fosso di Helm.
L'unico modo per darne un'idea e riportare alla memoria i primi minuti
del prologo de La Compagnia dell'Anello, quando vediamo
gli eserciti umani ed elfi contro l'armata di Sauron. Bene, immaginate
che quella scena della lunghezza di quaranta minuti, e vi assicuriamo
che passa in un attimo: assolutamente straordinaria.
Veri eserciti che si fronteggiano con asce, lance, cavalli, e soprattutto
frecce e spade… è il momento più emozionante ed entusiasmante. Meravigliosa
la gara tra Gimli e Legolas su chi elimina
più Uru-kai e meravigliose anche le perle che ci regalano
i due durante il combattimento.
Assolutamente splendido, infine, il momento in cui i cavalli irrompono
sul ponte facendo precipitare gli Uru-kai!
PERCHÉ DELUDENTE?
Abbiamo parlato quasi sempre bene del film, tranne che nell'introduzione
dell'articolo, per cui può nascere spontanea la domanda in oggetto.
La verità è che il film, questa volta, risulta davvero troppo lungo e
in ampi tratti non scorre bene come il primo. Se La Compagnia
dell'Anello è un capolavoro da vedere e rivedere (soprattutto
in DVD nella versione con le scene tagliate), Le due torri è invece un
film adatto soprattutto per gli amanti del libro, e che difficilmente
susciterà la voglia di essere visto una seconda volta (escluse certe,
poche, scene).
Molto è dovuto, riteniamo, anche alla scarsità degli avvenimenti che caratterizzano
il secondo libro della trilogia, tuttavia viene a mancare pesantemente
quella carica emotiva che accompagnava il primo film: ci riferiamo a scene
come quelle del prologo, che danno brividi lungo la schiena; quelle della
Contea, che emanano calore; gli sguardi di Gandalf, pieni di amore; l'emozione
di Arwen ed Aragorn sotto il chiaro di luna a Gran Burrone; la scalinata
di Moria e l'arrivo del Balrog… tutte le emozioni associate a quelle scene
sono, qui, solo un ricordo. Davvero un peccato per un'attesa così lunga.
Speriamo nel capitolo conclusivo, ma invero sappiamo già che non sarà
paragonabile al primo.
SHELOB
Se non sapete chi è, allora tenete presente che è la creatura a cui fa
riferimento Gollum nella scena conclusiva nel film, quando dice a se stesso:
"li faremo uccidere da Lei".
Chi invece sa chi è, ebbene, ora sappiamo che La vedremo, ma che sarà
solo l'anno prossimo.
IN CONCLUSIONE
Non c'è molto da aggiungere, e la delusione è grande, per cui è meglio
chiudere subito l'articolo sperando ne Il ritorno del Re. Ci sono diverse
scene che lasciano a bocca aperta per lo stupore, ma il film non può competere
col primo. C'è da chiedersi se vale la pena acquistare il DVD.
A tal proposito una nota per il voto dato a La Compagnia dell'Anello
nell'articolo dell'anno scorso. Nel DVD - Extended Special Edition compaiono
venti minuti di scene in più, sparse qua e là in tutta la storia. Queste
scene non sono banali aggiunte e danno uno spessore incredibile al film,
colmando i buchi rimasti: il voto per La Compagnia dell'Anello
è 1000/1000.
SCHEDA
Voto globale: 750/1000
Prerequisiti: La Compagnia dell'Anello - il film; Il
Signore degli Anelli - il libro
Cibo migliore: qualsiasi
Controindicazioni: se non siete dei patiti vi annoierà, se siete dei patiti
vi deluderà
Effetti benefici: vi sentirete un elfo, un nano o un ramingo, a seconda
del vostro eroe preferito
Compagnia migliore: qualcuno che abbia visto il primo, altrimenti vi chiederà
cose in continuazione
Collocazione in videoteca: ovviamente accanto al primo, sul primo scaffale
(ricordate?)
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