FANTASY E MUSICA
di Chiara Salvioni


L'intenzione di questo articolo è proseguire lungo la strada idealmente iniziata qualche numero fa, quando su questi stessi schermi abbiamo analizzato in breve il cinema fantasy degli ultimi decenni, tracciandone storia passata e prospettive future. Il genere fantasy, come abbiamo avuto già modo di sottolineare in precedenza, ha vaste diramazioni anche in forme d'arte estranee alla letteratura. Basti pensare alle arti visive, di cui magari parleremo più approfonditamente in futuro, o, come promette il titolo di questo articolo, all'ambito musicale. L'inizio del Silmarillion di J.R.R. Tolkien, fra i capisaldi della letteratura fantasy, è emblematico a questo proposito. Strutturato in modo da seguire cronologicamente l'evoluzione di Arda (il creato, che comprende la celebre Terra di Mezzo), il libro si apre con la sua nascita. Quest'ultima avviene proprio a suon di musica. Infatti le divinità di Arda, i cosiddetti Ainur, cantano e modellano con le proprie arie il nuovo mondo. Montagne, fiumi, venti: ogni sua caratteristica è plasmata dal canto; persino l'avvento del male è rappresentato dagli accordi dissonanti intonati da Melkor. L'esempio appena citato è senza dubbio eclatante. Tuttavia l'importanza della musica nei lavori di Tolkien non è mai smorzata, e resta una costante anche negli altri romanzi della saga: se ne incontra di ogni qualità, dalle raffinate melodie elfiche alle popolari e divertenti canzoni privilegiate dagli Hobbit (una delle aspettative più recondite e irrealizzabili, poi disillusa, che nutrivo verso il film "La Compagnia dell'Anello" di Peter Jackson, era forse quella di vedere messa in musica la sfrenata ballata "E la mucca saltò al di là della Luna" cantata da Frodo alla Taverna del Puledro Impennato). La musica è compagna di viaggio anche nei lavori di altri autori fantasy, di qualunque risma essi siano, da Terry Brooks a Pratchett. Possiamo tuttavia immaginare che essa, in ambito fantasy, vada oltre l'essere semplice dettaglio letterario.

In breve, il dilemma è questo: possiamo definire un genere propriamente fantasy oppure la musica (come le colonne sonore, ad esempio) rientra nelle categorie fantastiche con una pura funzione di accompagnamento? I sostenitori della prima ipotesi sono molti. Ed è in effetti vero anche agli occhi di chi non ne è estimatore, come la sottoscritta, che possa esistere un certo filone musicale capace di essere ricollegato per testi e ispirazione (non atmosfere, dato che per esse la questione è soggettiva) al mondo fantasy.
I primi da citare sono senza dubbio i vecchi Jethro Tull. Il cantante del gruppo, Ian Anderson, è ritratto sulla copertina dell'album "Broadsword and the beast" come un folletto, e la sua immagine è circondata da rune ben note a chi conosca il romanzo "Lo hobbit". A essi vanno aggiunti gli Uriah Heep, che con il loro album del 1972 "Demons and Wizards" resero evidente quel legame tra la musica metal e la letteratura fantasy che persiste tuttora, rappresentato principalmente dal cosiddetto 'epic metal'. Esiste infatti un grande numero di appassionati che ritiene quest'ultimo essere la musica fantasy per eccellenza. Io non sono d'accordo, ma questo dipende dal fatto che tale genere non riscuote affatto un grande entusiasmo in me. L'ispirazione è evidente, e i testi sono esplicitamente ispirati ad autori fantasy: si parla di epiche battaglie ed eroi immortali, spaziando da atmosfere dell'antica Grecia fino al medioevo. Tuttavia, se devo pensare all'immagine evocata dalla parola 'fantasy' nella mia mente, essa non potrebbe proprio essere accompagnata da questo tipo di musica (un giudizio personale, per carità). Fra i principali esponenti del genere possiamo citare i Manowar, gli italiani Rhapsody, e soprattutto i Blind Guardian. I primi sono noti per avere pubblicato un album ("Triumph of Steel") che rappresenta una messa in musica dei momenti più avvincenti dell'Iliade: certamente un'impresa coraggiosa, quella di avvicinarsi secondo criteri sonori sfacciatamente moderni al poema omerico. Anche i tedeschi Blind Guardian hanno fatto qualcosa di simile, ma dedicato a un romanzo invece che a un poema epico: i Blind Guardian hanno infatti inciso nel 1998 un album dedicato interamente al Silmarillion di Tolkien. Inoltre hanno prodotto svariati brani sempre concentrati sul fantasy, fra cui va citata (non fosse altro che per il titolo) la canzone "The Lord of the Rings".

Senza dubbio molto più vicine a ciò che ritengo fantasy, nonostante ancora lontani dal mio genere musicale preferito, sono gli interpreti Enya, Loreena McKennitt, David Arkenstone e Caroline Lavell, di cui la prima è stata coinvolta anche nella preparazione della colonna sonora del film "La compagnia dell'Anello". Spostandoci verso la musica classica, troviamo il compositore Johan de Meij, autore di una sinfonia ispirata al Signore degli Anelli, e il Tolkien Ensemble. In un quadro più particolare va citato il gruppo Broceliande, autore di un album in cui i testi dei brani sono quelli scritti da Tolkien stesso, sparsi per i suoi vari romanzi; una nota particolare riguarda il fatto che parte delle musiche è stata scritta da Marion Zimmer Bradley in persona.
E si potrebbe andare ancora avanti, citando i Glass Hammer, i Mostly Autumn, Bo Hansson... Spingendoci oltre arriviamo a una zona di confine in cui le ispirazioni fantasy sono sempre più sottili e ardue da riconoscere. In definitiva, ma forse questo deriva dal mio personale odio per le categorie (di norma ho da obiettare anche sull'ordine dello scatolame al supermercato), mi sembra inutile dovere per forza impacchettare ogni cosa. Tuttavia qui si ricade sempre nell'annosa questione del 'de gustibus': da appassionata di Tolkien, ad esempio, se proprio dovessi scegliere una musica che mi riportasse in mente le sue opere continuerei a preferire i lavori di Loreena McKennitt e Caroline Lavell, e più in generale melodie celtiche, o nate dal folk irlandese; e questo nonostante i Blind Guardian siano oggettivamente legati ai suoi libri in modo più stretto. Ma oramai sembra esserci un unico accompagnamento musicale davvero imprescindibile per una lettura del Signore degli Anelli... Ed è la colonna sonora di Howard Shore (o almeno, le prime due parti, dato che manca un anno per vedere completata l'opera).

Per concludere il discorso, infatti, pare inevitabile fare ancora riferimento (e questo continuerà ad accadere per anni, ogni volta che si parlerà di fantasy) alla traduzione filmica del Signore degli Anelli. Il 10 Dicembre è uscita negli Stati Uniti l'attesa colonna sonora del film "Le due torri", prossimo capitolo cinematografico (che in Italia, ahimè, grazie alla Medusa verrà distribuito con il mese di ritardo -19 Gennaio!- che già ci aveva funestato l'anno scorso). A un ascolto immediato, devo ammettere che la colonna sonora pare tenere fede alle elevate aspettative; si tratta di un lavoro più cupo e complesso del precedente. Della prima colonna sonora avevo apprezzato moltissimo alcune tracce in particolare: frugando nella memoria, potrei citare quella di Lothlorien (con l'affascinante lamento per Gandalf, cantato dalla sublime Elizabeth Frasier ex-Cocteau Twins), oppure "A knife in the dark", e ancora "The bridge of Khazad Dum"; avevo invece detestato la nenia "Concerning Hobbits". Questa volta non ho odiato nulla in particolare, mentre ho comunque trovato brani in grado di colpirmi immediatamente. Proprio come è accaduto per la Compagnia dell'Anello, la lista dei pezzi segue fedelmente lo svolgimento della sceneggiatura, e leggere l'elenco delle tracce vuole già dire avere rilevanti informazioni sulle scelte del regista rispetto alla trama originale di Tolkien (almeno per la sottoscritta, che di anticipazioni sul film non ne ha proprio voluto sapere: non dopo i criminali spoiler dello scorso anno, quando si diceva proprio di tutto, che avevano causato stati di panico e tragedie greche immotivate).
Un esempio è il terzultimo titolo, "Samwise the brave", probabile accompagnamento delle scene conclusive. Le parole 'Samvise il coraggioso' evocano gli avvenimenti successivi all'incontro con la malvagia Shelob, eppure tutti erano convinti che "Le due torri" sarebbe finito prima di quest'ultimo. Cosa aspettarci dalla sceneggiatura, dunque? Brani altrettanto enigmatici paiono "Evenstar", "The leave talking", "Breath of life", che tuttavia si può pensare di associare, almeno in parte, alla relazione tra Aragorn e Arwen, descritta più esplicitamente su grande schermo che nel romanzo. Da sottolineare la presenza della singolare canzone "Gollum's song", cantata dall'interprete islandese (di padre italiano) Emiliana Torrini. Trovo questo brano, e se non siete d'accordo perdonate i rozzi gusti, bellissimo perché calza alla perfezione il personaggio e ne evoca la malinconia, profonda quanto i luoghi oscuri da cui proviene. Ne è prova il testo:

Where once was light, now darkness falls.
Where once was love, love is no more.
Don't say goodbye.
Don't say I didn't try.
These tears we cry,
Are falling rain
For all the lies you told us,
The hurt, the blame.
And we will wait
To be so alone.
We are lost,
We can never go home.
So in the end,
I'll be what I will be,
No loyal friend,
Was ever there for me.
Now we say goodbye,
We say you didn't try.
These tears you cry,
Have come too late.
Take back the lies,
The hurt, the blame.
And you will wake
When you face the end alone.
You are lost,
You can never go home.
You are lost.

La melodia di questo brano, dolce e malinconica, evoca la duplicità del personaggio di Gollum, diviso fra la propria identità di schiavo dell'Anello e quella di Smeagol, vecchio e stanco Hobbit.

E adesso scusatemi, ma devo proprio andare. Sto scrivendo in una ghiacciata sera di Dicembre; il riscaldamento è bene acceso; l'albero di Natale lampeggia felice (e speriamo non prenda fuoco, dato che le modifiche fatte da mio padre alla presa elettrica per ottenere l'effetto a intermittenza non sembrano molto stabili); ovunque mi giri vedo Babbi Natale di ogni forma e dimensione piazzati su mensole e tavolini, numerosi nonostante abbiano subito un genocidio dovuto agli attacchi dei miei gatti; e si sta persino avvicinando il mio compleanno. Insomma, casa mia più che essere immersa nel clima natalizio ci sta annegando. Questo è proprio il periodo in cui, da sette anni a questa parte, trovo un po' di tempo per dedicarmi a una rilettura del Signore degli Anelli. E quest'anno avrò addirittura il lusso di potere scegliere fra due colonne sonore come accompagnamento musicale alle mie letture... Godiamoci la pacchia finché dura, perché dall'anno prossimo inizieremo a sentire un'incontrollabile nostalgia.


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