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a cura di Paolo "Exidor" Longarini

Buongiorno e ben trovati su questo bat-canale.
Cadevano le prime ombre della sera, facendosi anche male (questa la ricordano solo gli over 35), l'odore della città sfumava lasciando il campo al profumo dei tetti (Dio, che poeta), gli orrori del giorno scomparivano in un angolo nascosto degli occhi della ragazza.
Il ragazzo la guardava non credendo ancora alla fortuna che gli era capitata: sua sorella aveva comprato Cosmopolitan, lui, cercando donne nude aveva letto di sfuggita un articolo sulla New Age (non aveva capito in particolare perché dovessero sprecare del buon liquore buttandoci dentro dei fiori) e sui miti celtici, trasformandolo da gazzella della Gazzetta a "tipo interessante".
La guardò negli occhi (naturalmente dopo aver fatto la classica carrellata sulle tette) e con voce di un tipo che voleva davvero dire qualcosa gli disse: "Ci credi ai folletti?". Lei rispose di no.
"E a tutti gli altri aspirapolvere?".

Non avete sbagliato rubrica, ma due cazzate prima di iniziare ci stanno tanto bene.

TORNA A CASA, LEONARD

Il buon vecchio Leonard Nimoy, alla veneranda età di 115 anni, ha deciso di smettere di recitare e di dedicarsi completamente alla fotografia.
"Sono stanco di stare così tanto fuori casa e trascurare la famiglia, spostarmi in continuazione da posti caldi a posti freddi e così via".
All'immancabile domanda se farà o meno di nuovo la parte di Spock (se un giornalista non gliela fa, se lo chiede da solo), ha di nuovo risposto che no, non c'è la minima possibilità che Spock torni dalla sua missione segreta tra i Romulani, che no, parlare del suo periodo Trek non gli interessa più, che ancora no, non entrerà in nessuna delle prossime produzioni Trek (e non perché nessuno si sogna anche lontanamente di chiederglielo, ma perché lui tanto direbbe di no) e che sì, il suo ultimo libro di foto è fichissimo.
Per la cronaca, le sue ultime apparizioni come attore si limitano ai vecchi film trek, alla voce di uno dei personaggi di "Atlantis" un film Disney e ad un cameo in un serial americano.
Diciamo che è come se domani, a Stadio Sprint, Giacomo Bulgarelli annunciasse di aver deciso di appendere gli scarpini al chiodo.
Oltretutto aggiungendo che d'ora in avanti vuole parlare solo della sua nuova carriera di falegname artistico e non più del suo passato calcistico.

STAR TREK X

Non ce la faccio più a scrivere di questo film.
È finalmente uscito in America, ci sono dei comuni ma fortunati mortali che lo hanno visto, si sono addirittura degnati di farci sapere cosa ne pensano.
I critici cinematografici sono divisi.
Alcuni pensano che sia una cazzata mostruosa e lo dicono apertamente (scrivono quasi tutti su siti Internet), altri invece hanno visto una fesseria allucinante ma scrivono la solita recensione lodando i costumi, il trucco, gli effetti speciali e bla bla bla.
Fermo restando che tanto, anche se ci dicessero in duemila che questo film è una fesseria, andremmo a vederlo tutti comunque, quello di cui parlano quasi tutti male è la storia ed i buchi di sceneggiatura.
Un clone venuto fuori dal nulla, il potere conquistato in poco tempo neanche fosse nato ad Arcore, tecnoblabla e trek sballato (a great friend of mine, Mark dell'Illinois, dice che un astronave senza scudi si lancia contro una con ancora gli scudi funzionanti, anche se parzialmente. Mi racconta di come il futuro della Federazione, dell'universo stesso e di tutto l'archivio Panini venga deliberatamente messo nelle sole mani di Picard anziché "…io dico decolliamo e nuclearizziamo", insomma cose che nell'insieme della storia danno un certo fastidio.
Ma chissenefrega.
Forse, però, prendere uno sceneggiatore ed un regista che avessero visto, in vita loro, almeno una puntata di Star Trek avrebbe aiutato. Non dico di dare il timone un'altra volta a Frakes, dopo Insurrection non gli affiderei neanche un nuovo film dei Power Rangers, ma uno dei vecchi registi non avrebbe sfigurato. Oddio, anche uno dei registi delle puntate, uno tipo Kolbe, avrebbe fatto bene.
Stando ai dati americani sembra essere, per quanto riguarda gli incassi del primo weekend, il peggior film da Star Trek VI. Nemesis ha incassato 18,75 milioni di dollari (battuto da un film con Jennifer Lopez), contro i 30 di Primo Contatto, i 23 di generazioni ed i 22 di Insurrection.
Ah, già. Un folle recensore ha addirittura avanzato la possibile candidatura di Brent Spiner all'oscar per il miglior attore.
Se lo vince lui, voglio Paperino come ministro degli esteri.

TUTTI A LONDRA

Se anche voi siete come me, se anche per voi Marsiglia è una fermata di traghetto dopo Civitavecchia, se anche voi prima di andare al lavoro andate a far colazione a Rimini (se siete di Rimini non vale), se anche voi, come me, avete più piloti Alitalia che parenti a darvi del tu, se anche voi avete fatto il giro del polo in motoslitta, scalato il K2 con il solo aiuto dell'attrezzatura di Big Jim, se anche voi, come me, sparate un sacco di cazzate e avete finito la raccolta punti sulla tessera delle madonne, sarete certamente interessati alla notizia che nientemeno all'Hyde Park di Londra dal 18 dicembre si tiene la più grande mostra su Star Trek finora costruita. Un budget stimato di 50 milioni di sterline, la ricostruzione di molte navi della storia trek, il bar di Quark, mostre e memorabilia varie, insomma, una cosa decisamente seria rispetto alle mostre a cui siamo abituati noi italioti in cui troviamo un modellino squallido dell'Enterprise con lo sfondo delle stelle del presepe ed un phaser ricavato da un gumbody meliconi.

Niente rubrica del mese, stavolta. Se avete foto degne, mandatele.

Alla prossima volta, ragassuoli, state buoni se potete, se dormite non russate, se accendete, poi spegnete.




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