Privo
delle debite introduzioni alla storia ed ai personaggi che hanno caratterizzato
il primo film della serie, Harry Potter e la pietra filosofale,
questo adattamento del romanzo di J.K.Rowling ha un inizio promettente.
Tutti
i fan (me compresa) non han quindi di che lamentarsi: il regista Chris
Columbus trasforma questo libro , con poco sforzo, in un buonissimo film,
con toni più dark del primo, e a mio parere molto più soddisfacente.
Si
comincia dal breve soggiorno estivo di Harry Potter (Daniel Radcliffe)
presso i suoi zii "babbani" (per chi non si ricordasse, così
vengono chiamati i "non maghi"), e con la chiassosa visita di
un elfo domestico di nome Dobby, che nel tentativo di salvarlo
da un qualche pericolo, pur di non fare tornare a Hogwarts (la scuola
di arti e magia frequentata da Harry), fa in modo che Harry venga rinchiuso
nella sua stanza dagli zii infuriati.
Il
periodo di prigionia domestica si conclude con la liberazione del nostro
eroe da parte dell'amico Ron Weasley (Rupert Grint), coadiuvato
dai fratelli gemelli George e Fred, a bordo di un'automobile volante dotata
di magici poteri.
Harry
viene portato quindi a casa dei Weasley, detta "La Tana", dove
finalmente conosciamo quasi tutti i componenti della famiglia, e riusciamo
a scoprire quelle che sono le "normali abitudini" e la quotidianità
di una "normale" famiglia di maghi.
In seguito,
mentre tutti si recano (e con che mezzo di trasporto!) a Diagon Alley
- lo ricorderete, è la Londra nascosta ai babbani nella quale si
trovano i negozi di magia -, Harry fa la sgradita conoscenza del padre
del suo nemico scolastico Draco Malfoy (Tom Felton), l'oscuro Lucius
Malfoy (Jason Isaacs).
I guai ricominciano quando nè Ron nè Harry riescono a raggiungere
la piattaforma 9 e 3/4 per prendere l'Espresso per Hogwarts, e decidono
di prendere a prestito la macchina volante del padre di Ron.
Il
loro viaggio verso la scuola si conclude con l'incontro-scontro con il
Platano Picchiatore (per realizzare questa scena sono state distrutte
14 auto), e con un altro confronto con il Professor Piton, Capo
della casa Serpeverde e docente di Pozioni, un Alan Rickman in
splendida magica forma.
A
Hogwarts i due amici si riuniscono con l'ultima componente del trio, Hermione
Granger (Emma Watson) e Harry ha l'ennesimo litigio con Draco, culminante
in una fantastica sfida volante durante la partita di Quiddich Serpeverde
- Grifondoro.
Nel frattempo si verificano misteriosi eventi, alcuni studenti vengono
trovati pietrificati, Harry affronta situazioni pericolose una dopo l'altra
(compreso un duello di magia ed una visita ad un terrorizzante covo di
insetti), mentre tutto sembra legato a frasi scritte con il sangue rinvenute
sui muri della scuola:"La camera dei segreti è stata riaperta".

Ron e Harry trovano un enigmatico diario appartenuto ad uno studente di
Hogwarts di 50 anni prima, Tom Riddle (Christian Coulson), un diario
che coinvolge Hagrid Rubeus (Robbie Coltrane), ed Harry fa la scoperta
inquietante di avere alcune caratteristiche in comune con Lord Voldemort,
il cui ricordo di violenza, terrore e malvagità aleggia come un'ombra
su tutto il film.
Purtroppo
ai più famosi attori è concesso un tempo di apparizione
limitato: il sempre più diafano professor Silente (Richard
Harris, purtroppo prematuramente scomparso), la professoressa McGrannitt
(Maggie Smith), ed il fantasma della casa di Grifondoro, Nick-quasi-senza-testa
(John Cleese) sono relegati a brevi cameo ed a poche battute.
Le
stelle del film sono Gilderoy Allock (il pluripremiato Kenneth
Branagh), narcisistico insegnante di Difesa contro le Arti Oscure:
sono momenti memorabili le scene in cui ammicca ai suoi ritratti animati
che a loro volta ammiccano a lui, e Lucius Malfoy; finalmente un
cattivo convincente, senza sfumature ironiche o farsesche, satanico e
tagliente, con un'assoluta crudeltà camuffata con una vernice di
perbenismo che convince al massimo.
Il
ruolo di Gilderoy Allock era stato originariamente offerto a Hugh Grant.
L'attore ha dovuto però rifiutare per incompatibilità con
altri suoi impegni.
Neppure l'interprete di Tom Riddle (sottolineo che il termine inglese
"riddle" significa indovinello, enigma") riesce
a dare quella sfumatura di "male assoluto" che irradia da Malfoy.
Spero
davvero che verranno girati gli altri film per poter presto rivedere questo
personaggio.
Il film raggiunge l'acme quando anche Hermione viene trovata pietrificata
e quando si viene a sapere che la sorellina di Ron, Ginny, è
stata rapita da chi ha riaperto la camera dei segreti: il compito primario
dei nostri eroi sarà quindi di trovarla, e sconfiggere il più
temibile dei mostri finora apparso a Hogwarts.
Il
film è più lungo del precedente, con diversi effetti speciali
(la solita Industrial Light & Magic) e creazioni animate di
ottima qualità (l'elfo Dobby, le mandragole, il basilisco, la civetta
Edvige) e con la musica impareggiabile del sempre geniale John Williams
(anche con lui gli Oscar sono innumerevoli).
Appena
un anno è passato dal primo film, ma si nota senza dubbio che i
piccoli attori che interpretano il dinamico trio sono cresciuti.
I loro personaggi mantengono le caratteristiche del film precedente, ma
ne acquistano altre che meglio definiscono il loro carattere, mentre si
aggiungono nuovi particolari che sempre di più ci permettono di
soddisfare le nostre curiosità sul magico mondo di Harry e dei
suoi amici.
Daniel
Radcliffe è decisamente entrato nella parte con grande entusiasmo,
ed ha dato prova di maturità recitativa interpretando diverse scene
in cui i personaggi sono stati successivamente creati al computer.
Per la cronaca, Daniel interagiva guardando una palla verde fissata all'estremità
di un bastone.
Se
mi chiedeste quale sia la scena che preferisco di tutto il film vi direi
subito: quando Harry, nell'ufficio di Silente dopo avere combattuto nella
Camera dei Segreti, controbatte a Lucius Malfoy che dice: "Speriamo
che il signor Potter sia sempre qui a salvarci" con una intonazione
degna del più classico Clint Eastwood: "Non si preoccupi:
io sarò sempre qui."
Le
scene più spettacolari sono invece quelle della partita sui manici
di scopa (seduta sulla poltrona del cinema, mi scansavo mentre volano
i bolidi e successivamente quando l'azione si sposta in mezzo alle travature
del campo di Quiddich) e quelle che si svolgono nella misteriosa Camera
dei Segreti (i primi piani della creatura verso l'obiettivo sono imprevedibili).
Le
pecche del film sono poche: una di esse, a mio parere, è l'assenza
di molti dettagli importanti. Una delle scene più divertenti, che purtroppo
non appare, è quella del "Complemorte" di Nick-quasi-senza-testa
(è il 31 ottobre, Halloween).
C'è
da rimarcare anche la scarsa presenza del professor Piton; e personalmente
disapprovo un finale allegro a tutti i costi, con la gioiosa riunione
di Hagrid a studenti e professori dopo la sua breve permanenza nel carcere
di Azkaban.
Curiosità:
J.K. Rowling appare in un piccolo cameo.
È la strega in nero che sorride ad Harry in Nocturne Alley; in
una vetrina della stessa strada si intravedono tutti i libri di Harry
Potter.
Nello studio di Silente, tra i ritratti dei grandi maghi, c'è un
quadro che ritrae Gandalf il Grigio (sopra la porta a destra di
Harry).
Errori:
Un errore evidente scovato nel film riguarda la scena
in cui Harry e Ron tentano di attraversare la parete della stazione per
accedere al binario 9 e 3/4 e la gabbia di Hedwig si spalanca con l'impatto:
nell'inquadratura successiva, risulta però di nuovo chiusa.
Nelle
scene immediatamente successive all'arrivo di Harry Potter nella camera
dei segreti, i detriti e le pietre che gli si posano sul colletto cambiano
posizione e dimensione da un'inquadratura all'altra.
Che dire di più?
Due
cose: se avessi potuto avrei usato tutte le foto che sono riuscita a trovare
sulla rete per metterle in questo articolo, da tanto che ho apprezzato
questo film; potete ben capire che incitarvi a vedere il film non ha quasi
senso, visto che questo secondo episodio della saga di Potter è
destinato a scalare le classifiche sino in vetta, ed è imperdibile
per giovani e meno giovani.
Un consiglio a tutti gli appassionatissimi: restate fino alla fine,
fino a dopo tutti i titoli di coda: c'è ancora qualcosa
da vedere.
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