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TORRE DI CRISTALLO
Robert Silverberg
Mondadori
Trad. Riccardo Valla
Voto 7
di
Paolo
"Exidor" Longarini
Silverberg
ha scritto un libro da far leggere a tutti quelli che considerano i lettori
di fantascienza dei poveri cretini o che pensano alla SF come ad una genere
cosiddetto "minore".
Il tema portante del libro è la religione, tutti i modi in cui questa
può essere vista ed interpretata, come questa possa essere creata dal
nulla e come al nulla possa tornare. Il tutto senza disdegnare una bella
analisi di come questa possa effettivamente salvare un popolo o spingerlo
alla distruzione. In un futuro non troppo lontano (quando scrivo cose
del genere non posso fare a meno di immaginarle salire lentamente su di
uno sfondo nero), l'uomo più potente e ricco al mondo è Krug, inventore
dei cloni. Ha scoperto un procedimento per creare la vita dal nulla, ha
costruito delle vere e proprie fabbriche di uomini: da vasche contenenti
liquidi biologici, ottiene gli Alfa, i Beta ed i Gamma, tre diverse forme
di vita umane con maggior intelletto o maggior resistenza fisica a seconda
degli usi a cui destinarli.
Crea schiavi. Con la piena approvazione del resto del mondo che, anzi,
pende dalle sue labbra.
Un giorno viene ricevuta, proveniente dallo spazio, una trasmissione radio
inviata da quella che, senza dubbio, è una forma di vita extraterrestre.
Da quel momento in poi l'ossessione di Krug diventa rispondere a questa
chiamata, e deve essere lui a rispondere poiché sente di essere il prescelto.
Decide di far costruire una gigantesca torre di cristallo, la più grande
costruzione umana della storia, un trasmettitore in modo che lui e solo
lui possa essere il depositario del messaggio alieno.
Completamente stregato da questa "sacra" missione non riesce a vedere
quello che sta succedendo non solo nel mondo ma anche semplicemente intorno
a lui. I suoi schiavi hanno fondato una religione che lo vede come principale
divinità, suo figlio trama contro di lui, la costruzione della torre sta
mandando completamente sul lastrico la sua società, i suoi collaboratori
vogliono silurarlo.
La
parte decisamente più interessante di tutto il libro è sicuramente il
momento in cui Krug, scoperto di essere adorato come un Dio, irride questa
religione, si mostra umano agli occhi dei cloni e ne distrugge completamente
le basi ignaro, o meglio, infischiandosene delle conseguenze terribili
cui porterà questo suo comportamento, sicuro che gli schiavi lavorerebbero
meglio senza essere distratti da un culto a suo nome, fa di tutto per
eliminarlo, convinto che questo possa giovare al raggiungimento della
vera divinità da parte sua, il messaggio stellare.
La guerra civile che ne segue non sembra vederlo tra i responsabili, non
si assume la colpa delle sue azioni, anzi, abbandona la terra al suo destino
salendo su di un astronave che potrebbe portarlo dagli alieni o potrebbe
condurlo a morte certa.
Il libro subisce alcune battute d'arresto grazie ad alcune figure stereotipate
che in realtà dovrebbero solo avere lo scopo di alleggerire la trama e
di permettere una maggiore scorrevolezza, il punto è che di figli scavezzacollo,
di schiave doppiogiochiste e di fedeli servitori pronti all'ultimo sacrificio,
ne abbiamo visti fin troppi. Diciamo che su alcuni personaggi veleggia
una scritta al neon in cui viene descritta, già dalle prime pagine, la
sorte finale.
Libro che consiglio comunque di leggere.
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