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TREKARIS
di Francesco
Spadaro
Il sottoscritto Kirk Celsius,
psicologo, invia la presente relazione a proposito dei misteriosi fenomeni
verificatisi nella zona denominata 5074315, l'esistenza della quale è
nota solo alla base governativa "Nediquanedilà", destinataria del presente
rapporto.
Fui
inviato presso la Zona 5074315, che per brevità indicherò in seguito come
Zona 5, allo scopo di indagare sulle stranezze che da tempo venivano riscontrate
nei sempre più scarni rapporti inviati dagli unici tre scienziati rimasti
nella zona: l'ingegnere Sardus, il dottor Squaraus, il Professor Barbajan.
Mi trovavo non distante dalla Zona 5 quando il Capo di Nediquanedilà mi
chiamò per telefono.
Ero dalle parti di Rimini, in Italia, a una Convention di fans di Star
Trek. Vivo in Italia oramai da 20 anni, nonostante mia madre sia russa
e mio padre svedese, ero andato a quella riunione per incontrare degli
amici e perché guardare i telefilm di Star Trek è uno dei miei passatempi
preferiti.
Fui informato della necessità di recarmi nella Zona 5, presso la Stazione
Segreta situata nei pressi delle correnti di acqua calda generate dal
sottosuolo della montagna che si trova dove è noto solo a "Nediquanedilà".
La zona è recintata e occultata, l'esistenza delle acque è un segreto
inviolato. Tutto questo perché si è supposto, sin dall'inizio della scoperta
della falda idrica, che la particolare natura del fenomeno avesse caratteristiche
differenti dai fenomeni fisici abituali, qualcosa a che fare con un'intelligenza
aliena. Strane forme prodotte dalle correnti, particolari radiazioni e
frequenze rilevate nelle acque, fecero presupporre che si trattasse di
una specie di entità pensante, un cervello liquido, una creatura con la
quale cercare di comunicare. Sapevo di tutto questo come Consulente di
Nediquanedilà, e del fatto che si era tentato di trasmettere particolari
flussi di onde sonore attraverso le acque nella speranza di avere risposte,
e che gli esperimenti sulla Zona 5 non avevano ancora dato risultati soddisfacenti,
al punto che il progetto, dapprima affidato a decine di ricercatori, vedeva
ora solo la presenza di tre scienziati sul posto. Ma adesso avrebbero
mandato anche me, perché vi erano avvenimenti nuovi.
La
Stazione pareva abbandonata. Nessuno ad accogliermi al mio arrivo. Vagai
per i corridoi, di aspetto non accogliente e pieno di cartacce, con diverse
lampade non funzionanti. La mancanza di personale ausiliario si faceva
notare.
Giunsi di fronte alla stanza del Dottor Squaraus, bussai, ma la porta
si aprì da sola. Squaraus non sembrava affatto soddisfatto nel vedermi,
mi invitò insistentemente a contattarlo più tardi, dopo essermi riposato
dal viaggio, e mi informò che il Professor Barbajan aveva abbandonato
la stazione da un paio di giorni. Aggiunse: "Se dovessi vedere qualcosa
di insolito non impressionarti, non impaurirti, ricordati che questo posto
è diverso da tutti gli altri".
E in effetti vidi qualcosa di insolito. Sapevo che sulla stazione c'eravamo
solo io, Squaraus e Sardus, ma so che vidi chiaramente passare dall'altra
parte del corridoio una signorina in bikini, sui pattini.
Non ebbi migliore accoglienza da Sardus. Quando bussai alla sua porta
uscì sulla soglia, mi disse: "Entrare tu non puoi. Sulla porta uscirò
io" e sbarrò col suo corpo l'entrata del suo alloggio. Si sentivano strani
rumori, e la porta veniva percossa come se qualcuno volesse uscire fuori
dalla stanza. Sardus ebbe parole di disprezzo per Barbajan, criticando
la sua fuga dalla stazione. Poi, d'un tratto, nel gesticolare, lasciò
uno spiraglio della porta aperta. Ne uscì un ometto, una specie di gnomo
dalla pelle azzurra con un cappuccio bianco, poi un altro uguale a lui
ma con gli occhiali, poi un altro, con la barba bianca e il cappuccio
rosso. Puffi. Sardus aveva la stanza piena di Puffi. Sardus esclamò: "In
pace tu lascia me. Nervosi diventano se a quest'ora la salsapariglia non
prendono. Puffo Burlone in astinenza va, e comincia a mordere il divano".
Tentai di chiedere spiegazioni, ma Sardus rientrò in camera dopo aver
raccolto i Puffi, e chiuse a chiave.
Cercai
una stanza pulita per me, ce n'era una distante una cinquantina di metri
da quella di Sardus, e mi sdraiai. Il silenzio durò poco. Sentii chiaramente
una voce ripetere: "Hic haec hoc, huius huius huius…". Una voce inconfondibile.
Era quella della mia Professoressa di Latino della Scuola Media.: "E adesso
ripeti, Celsius… hic haec hoc, huius huius huius…". Era proprio lei, uguale
a come l'avevo vista diversi lustri prima. Stava seduta su un armadietto.
Mi recai subito da Squaraus. "Non si tratta di allucinazioni" mi disse
"Da quando le acque della Zona 5074315 sono state sottoposte ad un bombardamento
di raggi x, le persone nei ricordi degli scienziati della base hanno cominciato
a materializzarsi e ad interagire con loro. In realtà non sono persone
vere, ma cloni composti da neutrini". Spostò una tenda, e accovacciato
per terra c'era un signore in smoking che mangiava pane e salame.
"Sembra Sean Connery da giovane" dissi.
"Dovrebbe essere James Bond" rispose Squaraus "Non avrei dovuto guardare
troppe volte tutti quei film".
Chiesi poi a Squaraus se potevo usare il suo bagno, visto che quello del
mio nuovo alloggio era sprovvisto di sapone, ma lo scienziato mi disse
che non potevo, perché era occupato dalla versione Roger Moore.
Tornai nel mio alloggio, la vecchia Professoressa era ancora lì: "Caesari
cum id nuntiatum esset eos per provinciam nostram iter facere…"
Ci misi due minuti a immobilizzare l'ammasso neutrinico con sembianze
di Docente di Lingue Morte e distruggerlo nell'inceneritore.
Sardus sopraggiunse immediatamente dopo, mentre stavo spegnendo la macchina
per incenerire. "Non così facile è. Tante volte distrutto Puffi ho. Nuovi
Puffi uguali tornano. Incenerito Puffetta sei volte ho. Sempre Puffetta
torna. Spero che le acque prima o poi facciano un Gargamella. Ma con la
fortuna che mi ritrovo, una Cristina D'Avena un giorno spunta".
Si allontanò canticchiando: "Puffi di qua, Puffi di là, loro ti vedono
sai…".
La missione aveva assunto in poche ore un aspetto inquietante. Ma ero
lì per indagare e andai a dire a Squaraus che lo attendevo nella Sala
Biblioteca per parlare.
Giunse dopo due ore, accompagnato da una specie di Pierce Brosnan e da
un clone di Timothy Dalton.
"Parlami di Barbajan" gli dissi.
"Uno scienziato eccellente. Lavorava anche dodici ore al giorno, i suoi
calcoli inerenti la Zona 5074315 erano sempre precisi ed esaurienti, si
concedeva solo una pausa di mezzora dopo cena e dopo pranzo, ascoltando
i suoi dischi di Mino Reitano, mangiando i Pocket Coffee e rivedendo le
registrazioni dei balletti di una artista italo-americana…".
"Heather Parisi?" chiesi.
"Quella
lì!" rispose Squaraus "ma poi cominciò a non stare più in pace. Dopo il
bombardamento di raggi x delle acque, cominciò a essere circondato da
cloni di suo cognato, agente di assicurazione. Non uno, ma mezza dozzina
di assicuratori che gli impedivano di concentrarsi proponendogli Polizze
Vita, Fondi di Investimento, Pensioni Integrative…".
Si aprì la porta della biblioteca. Entrò la Professoressa: "Ad rivum eundem
lupus et agnus venerant, siti compulsi. Superior stabat lupus, longeque
inferior agnus. Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit…".
Cercai di ignorarla, "Capisco la fuga di Barbajan" dissi.
"Ma c'è dell'altro" mi disse Squaraus "Credo che il potere di questa mente
aliena contenuta in queste acque sia molto più grande. Gli abitanti della
Terra tutta non si rendono conto, ma io e Squaraus sappiamo che prima
che Barbajan andasse via da qui il mondo era diverso. Te lo assicuro,
Celsius, un attimo prima che Barbajan lasciasse la stazione Mino Reitano
non era senatore a vita, e il Premio Nobel non era nelle mani dell'inventore
del Pocket Coffee. Pare che i desideri più intimi di ciascuno si debbano
realizzare appena fuori di qui, una volta che le acque ti hanno sondato
la mente. Barbajan è tornato a casa, e ha trovato per lui una moglie che
lo aspettava, una moglie che io so che prima non aveva, la ballerina Heather
Parisi".
I cloni di Bond lo portarono via, mentre la Professoressa di Latino aveva
ricominciato: "Consul nominativo, Consulis genitivo, Consuli dativo…".
La storia riferita da Squaraus era troppo incredibile, ero disposto ad
accettare un posto dove i sogni divengono corpi tangibili, ma che ciò
potesse estendersi a cambiare l'Universo in base ai nostri pensieri… No!
Andai a riposare, o almeno ci provai. Ci volle un'ora per addormentarmi,
il tempo di autoconvincermi che la Prof. che declamava brani dell'Eneide
potesse conciliarmi il sonno:
"…Infandum, regina, iubes renovare dolorem,
Troianas ut opes et lamentabile regnum
eruerint Danai, quaeque ipse miserrima vidi
et quorum pars magna fui. quis talia fando
Myrmidonum Dolopumve aut duri miles Ulixi
temperet a lacrimis? et iam nox umida caelo
praecipitat suadentque cadentia sidera somnos….".
Al mio risveglio, la Prof. stava ancora declamando versi di Virgilio,
mente limava le unghie di un tipo identico al mio Professore di Inglese
della Scuola Media, che appena vide che ero sveglio mi disse:
"Hello, Celsius. The cat is in the bath. The bee is on the flower. Tom's
shoes are black. This is a pencil. The pencil is on the table. What colour
is the pen?".
Non ci pensai due volte. Uscii dalla stazione e presi la jeep. Non c'era
nient'altro da scoprire, non volevo stare un minuto di più in quel posto,
mi diressi verso casa.
E durante il tragitto ripensai alle assurdità dette da Squaraus. Se fosse
stato vero che "i desideri più intimi di ciascuno si debbano realizzare
appena fuori dalla Zona 5, una volta che le acque ti hanno sondato la
mente…", che mondo avrei trovato? Nessuna guerra? Niente più rosticcerie
che rovinano le lasagne mettendoci i pezzi di uovo sodo? Mi sarei trovato
sposato con Alessia Marcuzzi? Con il Conto Corrente di Luca di Montezemolo?
Con i poteri dell'Uomo Ragno?
Arrivai
a casa a mezzanotte. Tutto sembrava uguale a prima. Dormii profondamente.
Fui svegliato dalla radiosveglia, dal solito Giornale Radio Due. Notizie
tutto sommato normali. La sigla però era cambiata, sembrava una sigla
di telefilm. Ma lo speaker era lo stesso. Stavolta in vena di spiritosaggini,
pensai. Perché alla fine del GR si era congedato con un "Lunga Vita e
Prosperità" che mi aveva alquanto sorpreso. E anche innervosito un po',
perché cominciarono a venirmi assurdi dubbi. Quando scesi in strada acquistai
il quotidiano. E i dubbi non erano più assurdi. Erano solo strani, strani
come il fatto che un film di Star Trek avesse vinto l'Oscar come miglior
film. Miglior attore protagonista Patrick Stewart, per un film della serie
"Star Trek". Lo davano in più della metà delle sale, nella mia città.
Ricordo perfettamente, ma probabilmente solo io ricordo perfettamente
che in Italia Star Trek interessava non molta gente fino a pochi giorni
prima, fino a quando le acque della Zona 5 avevano preso da una parte
della mia mente questo assurdo pensiero infantile, che adesso mi faceva
vedere nella pagina della programmazione televisiva innumerevoli appuntamenti
Trek: la Classica su Italia Uno alle 19.45 , Next Generation su Canale
5 alle 18, Deep Space Nine su RaiDue alle 22.00, Voyager su Rai Tre alle
15.30 e alle 22.30, ed Enterprise su Rai Uno, in prima serata. Quel quotidiano
pieno di foto di attori di Star Trek sembrava uno scherzo, eppure era
vero, come la panchina dove stavo seduto, in Via Garibaldi. Non proprio
Via Garibaldi, adesso la chiamate Via Roddenberry.
Cos'altro aggiungere al mio rapporto? Raccomandare che nessuno vada alla
Zona 5, e che nessuno più torni da essa? Perché la realtà non venga distorta?
Ma se tutto il genere umano segue la stessa distorsione e non si accorge
del mutamento? Non sarò certo io a decidere, e non so neanche se crederete
a questa mia relazione. Per quanto mi riguarda, io non credo neanche di
avere avuto sempre questo nome. Forse non sono sempre stato Kirk Celsius,
magari mi chiamavo Kris Celsius o Paolo Celsius.
Un'ultima cosa: lo so che non ve ne importa nulla, ma adesso per ironia
della sorte sono uno dei pochi italiani che non ama guardare Star Trek,
e sto spendendo una fortuna per acquistare videocassette di "Walker Texas
Ranger". Non mandatemi più nella Zona 5, se torno potreste ritrovarvi
Chuck Norris Presidente o Imperatore.
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NOTA:
l'autore ringrazia gli amici che lo hanno convinto del fatto che scrivere
una parodia Trek di SOLARIS, il capolavoro di Stanislaw
Lem, fosse pura follia. Un "Crazy Trek", come il nome di questa rubrica.
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