IL VRIL
di Davide "Questor" Galati

Questo mese sono finito ad occuparmi di Borderline ed ho pensato di parlarvi di una strana energia, il Vril. Per farlo vi presento le due notizie principali che ho trovato al riguardo, poi sta a voi decidere se approfondire l'argomento per i fatti vostri oppure scrivermi se volete saperne di più.
Iniziamo allora da Robert Charroux, che nel libro "I Grandi Enigmi" del 1962 e temo ormai introvabile ci racconta un'insolita storia. L'anno è il 1890, il luogo Filadelfia, negli Stati Uniti. Lì vive Karl Kuntze, che gestisce una drogheria. Insieme alla moglie abita nelle stanze dietro il negozio. La loro stanza da letto confina con un'enorme locale che prima veniva usato come deposito di ferri vecchi e ora è affittato ad un signore taciturno e riservato. Si chiama John Worrel Keely e dice di essere un elettrotecnico a cui lo stanzone serve per fabbricare un nuovo motore elettrico. Passa un po' di tempo e iniziano le cose strane. I signori Kuntze si svegliano nel cuore della notte al suono di un violino, che proviene dal laboratorio di Keely. La cosa si ripete tutte le notte e anche durante il giorno. Si tratta di un suono oltretutto insolito, poche note ripetute con lievi differenze di tonalità. Passa il tempo e ormai quel suono è diventata un'insolita abitudine con cui convivere. Per vent'anni Keely si reca ogni mattina al laboratorio, invecchiando ogni anno di più e palesando i segni di una vita non certo agiata, anzi. Nessuno si è mai avvicinato al laboratorio e anche coi coniugi Kuntze il rapporto si limita ai saluti quotidiani.
Ecco perché risalta parecchio il giorno in cui nel laboratorio arrivano un uomo ed una donna. Queste visite vanno avanti per qualche mese, finché l'attività all'interno dello stanzone non cessa del tutto.
Dopo pochi giorni si vede uscire dalla stanza una grande colonna di fumo nero e accorrono in molti, convinti che il magazzino stia bruciando, comunque la comparsa del signor Keely tranquillizza tutti assicurando che stava solo bruciando vecchie carte. Quello fu l'ultimo giorno in cui qualcuno lo vede e il laboratorio rimane chiuso per un intero mese fino all'apparizione di due agenti, un magistrato, degli uscieri del tribunale e l'uomo e la donna che ogni tanto avevano fatto visita a Keely. La donna ha con sé la chiave e tutti entrarono all'interno dove stendono un verbale che dice:" Noi qui sottoscritti, soci della Dynaspheric Company, dichiariamo che essendo deceduto il signor John Worrel Keely di Filadelfia, siamo autorizzati secondo l'atto costitutivo della Società, che alleghiamo, a prendere possesso degli apparecchi e documenti esistenti nel laboratorio situato… ecc… ecc…".
In realtà il tutto si rivela vano perché gli appunti erano stati bruciati e i macchinari resi inservibili. I due soci rivelano a quel punto che Keely aveva scoperto ed era riuscito a controllare una "forza vibrante elettromagnetica" che aveva chiamato Dinasferica. In questo modo poteva annullare e controllare la forza di gravità. Aveva poi costruito un motore che senza essere collegato ad alcun filo o ad altre fonti di energia, posto sopra un tavolo a rotelle, con il piano in vetro trasparente, veniva spostato con il solo suono del violino. Era sufficiente che Keely raggiungesse una certa tonalità col violino per metterlo in moto e variando le note si muoveva a piacimento. I due avevano assistito più volte alle dimostrazioni ed una volta addirittura il tavolino aveva girato su se stesso sempre più velocemente fino a rompersi. Dicevano che Keely aveva costruito pure un modello di dirigibile che si muoveva sempre secondo le modulazioni del violino. Altre volte una sfera di un quintale era stata sollevata , fatta levitare e poi appoggiata sul pavimento grazie solo alle note del violino. A quel punto avevano, tutti e tre, costituito una società per lo sfruttamento pratico dell'invenzione, però dopo pochi mesi dovettero scioglierla per la mancanza di soldi e per l'incredibile ostilità del mondo scientifico che non voleva neanche assistere ad una dimostrazione.
John Worren Keely, ormai vecchio e sconsolato, aveva distrutto tutto il suo lavoro portando con sé nella tomba il suo segreto. Nel laboratorio l'unico oggetto rimasto integro era il violino, un normalissimo violino.
Questa energia misteriosa fu chiamata Vril.
Ho trovato però un'altra versione sulle scoperte di John Keely, che vi riporto di seguito . Ecco cosa dice al riguardo il giornalista Marco Paletti, se vi interessa potete trovare l'articolo completo su http://www.edicolaweb.net/edic0361.htm : "Keely utilizzava il suono prodotto da strumenti simili a canne d'organo, o da corni di ottone, propagato attraverso un filo metallico composto da oro, argento e platino (come alcuni gong tibetani), o da un semplice filo di seta e sollevava sfere, composte dai tre metalli, al solo suono di una nota. Keely affrontò il concetto di vibrazione per simpatia. Per raggiungere lo scopo si avvalse da molte apparecchiature da lui inventate. Una consisteva in una grossa sfera di rame di trenta centimetri di diametro, bloccata da un sostegno verticale. Al suo interno una serie di piatti metallici e tubi risonanti. Al disotto una serie di aculei di metalli che pizzicati emettevano un suono simile al diapason. Il tutto era chiamato "Liberatore". Un lungo filo composto da tre metalli: oro, platino e argento, era collegato ad un altro apparecchio "Risonatore" poggiato su di un altro tavolo a 90 centimetri dalla sfera. Era composto da un cilindro metallico di quindici centimetri di diametro, alto venti, costituito da tubi metallici verticali, sui quali si trovava una coppa di ottone e vetro, al cui interno si trovava una bussola con l'ago verso il Nord magnetico.
Gli aculei sollecitati producevano una nota che veniva regolata sul giusto tono, poi l'inventore suonava una tromba e l'ago della bussola ruotava impazzito. Keely, con i suoi strumenti, riusciva a fare molte cose, come far galleggiare sfere di 900 grammi sulla superficie dell'acqua contenuta in un recipiente. La cosa straordinaria era che le tre sfere rimanevano a galleggiare anche dopo che Keely cessava di suonare il suo corno. Solamente al suono di una nota diversa da quella iniziale le sfere affondavano nel liquido; riuscì a farle fluttuare anche nell'aria e di conseguenza fece volare un modello in scala di velivolo di quasi quattro chili.
Inventò anche uno strumento che doveva divenire l'elemento principale di un nuovo motore meccanico: l'arcolaio. Centinaia di sfere, tamburi e ruote, che producevano una potenza inaudita che impressionava le persone che assistevano ai suoi esperimenti. Costruì un cannone a vibrazioni per la marina militare, ma risultò troppo complicato nel suo funzionamento.
Tutte le sue apparecchiature funzionavano con svariati strumenti musicali e a volte col solo fischio. Ridusse le dimensioni del suo Liberatore, rendendolo grande quanto un orologio da taschino, ma era il procedimento che complicava la realizzazione fuori del suo laboratorio. Era necessario trovare l'accordo di massa, ossia trovare la giusta intonazione fra le vibrazioni corporee di Keely, di risonanza della stanza, degli apparecchi e quelle emesse da eventuali visitatori. Quindi tutto doveva essere preventivamente sintonizzato. Scoprì anche che le vibrazioni per simpatia erano in grado di disintegrare il quarzo e altri tipi di roccia dura usando la nota giusta. L'accordo di massa sulla prima ottava produce 42.800 vibrazioni al secondo sufficienti allo scopo.
Ideò quindi un disintegratore che poteva venire impiegato nell'industria mineraria. Gli imprenditori minerari dell'epoca finanziarono ulteriori ricerche e Keely modificò di nuovo il Liberatore.
Rifiutò comunque di rivelare la natura della forza "eterea" utilizzata e il conflitto che si venne a creare con i suoi finanziatori, lo spinse, in preda all'ira, a distruggere parte di quanto aveva scoperto e creato. Morì povero e dimenticato.
Gli effetti del suono hanno contribuito a catalogare le vibrazioni e enumerare quaranta leggi riguardanti la "vibrazione simpatica". Sono gli argomenti della fisica teorica, delle stringhe e delle Superstringhe, secondo cui l'universo sarebbe la manifestazione dell'energia vibratoria. Dall'analisi della materia emerge che questa è un insieme di vibrazioni contenute nella sua struttura atomica. Le molecole sono composte da atomi, questi da leptoni, da fermioni, da fotoni, da i quark e infine dai mesoni. Quindi alla base esiste una "sostanza" formata da particelle fini che possiedono una frequenza, ossia vibrano e si trasformano in materia.
Esistono onde in movimento, frequenze sensibili alla luce, al calore, al suono, che percorrono l'etere e divengono energia, con i suoi poli negativi e positivi, che si attraggono e si respingono, mantenendo l'onda in movimento, in oscillazione che viene misurata in ottave."
A questo punto le teorie si sprecano, comunque sia è evidente che se la storia di John Keely è vera, egli aveva scoperto qualcosa di veramente interessante, peccato che la scienza ufficiale non sembri intenzionata ad occuparsene oltre.



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