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THEODORE
STURGEON
di Davide
"Questor" Galati
Anche
questo mese sarò io a presentarvi un autore, anche questo mese non propriamente
fantasy, ma se il mese scorso la figura di Lewis Carroll poteva, legittimamente,
rientrare in quella di autore fantastico, questo mese vi presento un autore
di fantascienza che ha scritto anche alcuni episodi di Star Trek e allora
via, iniziamo dicendo che Edward Hamilton Waldo nasce il 26 febbraio del
1918 a New York, ma successivamente verrà da tutti ricordato come Theodore
Sturgeon, nome d’arte col quale firmerà alcuni dei migliori romanzi di
fantascienza di tutti i tempi. Ha solo tre anni quando i genitori divorziano
e ne ha undici quando la madre si risposa con un rinomato professore di
Filadelfia. Il
rapporto col padrino è estremamente conflittuale, questi infatti vuole
per lui una brillante carriera universitaria, ma il giovane Edward non
riuscirà mai ad ottenere molto dagli studi; aveva al contrario una buona
predisposizione per lo sport, ma un problema cardiaco lo costrinse a rinunciare
a soli quindici anni.
Poco dopo lasciò la casa per arruolarsi in marina come cadetto, ma diversi
episodi di nonnismo lo faranno fuggire molto presto, dopo solo tre mesi.
Trova un lavoro nella marina mercantile e comincia a passare il tempo
libero scrivendo. La
sua prima opera viene pubblicata su “Astounding Science Fiction” ed egli
stesso racconta di come la soddisfazione per quella pubblicazione lo porterà
ad abbandonare il lavoro per cercare di guadagnarsi da vivere solo scrivendo.
Purtroppo le cose andranno molto diversamente, infatti nei sei anni seguenti,
dal 1940 al 1946 scriverà e pubblicherà un solo racconto “Killdozer”,
scritto in nove giorni. E’ un racconto lungo, ma decisamente inferiore
alla sua opera consueta, infatti suoi romanzi sembrano riflettere le difficoltà
della sua vita caratterizzata da picchi di entusiasmo e abissi depressivi.
Tra
le sue opere indimenticabili sono “Cristalli sognanti” (1950) e “Nascita
del superuomo” (1953). “Cristalli sognanti” ha come protagonista un bambino
costretto, per una disfunzione genetica, a mangiare formiche in quanto
necessita di una quantità quotidiana e regolare di acido formico. Il bambino
vivrà strane avventure, scacciato da casa e successivamente rifugiatosi
in un circo, ma sempre incomberanno su di lui delle figure adulte cattive,
caricature del patrigno di Sturgeon. C’è comunque uno stacco netto tra
la sua produzione prima del 1940 e quella successiva al 1946. La
seconda è molto più impegnata e basata su una visione etica del mondo
forse semplice, ma sempre valida, ad esempio i malvagi non possono mai
vincere, i poveri troveranno il modo per ribaltare la loro situazione
e così via.
Forse proprio per il suo stile particolare nessuno è mai riuscito o ha
mai voluto imitarlo: mentre esistono diversi epigoni di un autore come
Asimov, Sturgeon è rimasto e rimane tutt’ora unico. E’ infatti uno scrittore
maturo, letterariamente raffinato, capace di trasporre nelle sue storie
tutta la sua possente sensibilità interiore, e di coinvolgere emotivamente
il lettore con un'intensità che ha pochi eguali nella narrativa fantastica.
Oltre ai romanzi ha scritto alcuni episodi di Star Trek (alcuni mai filmati,
come:”The Invaders”, “The Wild Wild West” e “The Joy Machine”), serie
per la quale formula la famosa Prima Direttiva, e altri di “Ai confini
della realtà”.
Muore nell’Oregon nel 1985 all’età di 67 anni.
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