FUORI CAMPO - Speciale
di Sergio "Fire Eagle" Raffaele



LA FINE DEL VIAGGIO

Rotto, spezzato in due, come un burattino a cui avessero tagliato i fili, anche respirare ormai era uno sforzo enorme, con i polmoni in fiamme.

Pensare che soltanto poco tempo prima era un ragazzone in forma, era sempre stato un bel ragazzo attraente, l'intensa attività fisica in palestra aveva contribuito a fargli una prestanza fisica decisamente invidiabile.

Tutto crollato, finito con quello stupido germe che l'aveva attaccato e dato il via al sistematico collasso del suo fisico. Stupido germe? Data avrebbe sicuramente obbiettato che quello non era soltanto uno "stupido germe", ma al contrario era un'entità altamente specializzata, programmata da secoli di evoluzione con lo scopo di infiltrarsi in una creatura vivente, insediarsi e duplicarsi, decuplicarsi, centuplicarsi, fino ad infettare tutto con il suo tocco maligno. Null'altro che una forma di vita diversa da quella umana che avrebbe sfruttato per continuare la sua esistenza. Ormai unica fonte di distrazione la mente tornava al ricordo della forma di conquista dei Borg, una civiltà veniva intaccata da un drone, il quale iniettava i suoi naniti che si sarebbero riprodotti, adattando l'ospite alle sue esigenze, facendo così morire la forma di vita originaria. Peccato che da questa sua malattia non ci sarebbe stata nessuna cura, ancora per diverso tempo.

Quante altre volte sarà stato attaccato da germi simili, e quante feroci battaglie si sono tenute al suo interno, mentre lui inconsapevole viveva la sua vita normale, il lavoro, la palestra, gli amici e ......l'amore. Ironia della sorte fu proprio quest'ultima componente della sua vita a incidere in maniera così letale. L'avere un aspetto piacevole l'aveva sempre aiutato nelle conquiste, certamente un bel viso e dei bei muscoli hanno sempre fatto si che l'attenzione delle persone si posasse su di lui, quante occhiate maliziose da parte delle ragazzine scivolavano su di lui, gli occhi verdi, le spalle ampie e le braccia solide, per finire spesso sul suo fondoschiena.

Anche da parte dei suoi amici, spesso le battutine contenevano un fondo lusinghiero e di ammirazione, non soltanto da parte dei suoi amici gay, anche da quelli considerati "normali", come se ci fosse una netta demarcazione tra 'normale' e non normale nel campo della sessualità!

Quante volte si era incazzato davanti a pensieri ormai vecchi di secoli: "quello è 'normale', come può stare con i gay", oppure "non mi hanno accettato nella loro ditta, dicono che non sono 'normale'" ... e tanti casi di inutile, gretta e stupida emarginazione.

Stupidi bigotti, magari sono gli stessi che alla sera, smessi i panni del serio dirigente o del rampante galoppino, se ne vanno in giro in cerca di viados, o vanno in vacanza nei paradisi sessuali, approfittando di bambini e bambine che non si possono difendere o che per campare sono ridotte a vivere la loro verde età sotto eserciti di unti animali ansimanti. Certamente quando tornano a casa loro si permettono di sputare veleno su chi vive una sessualità differente dalla loro ma più rispettosa delle persone.

Ed ora, proprio l'amore l'aveva portato a vivere questa orribile situazione, il germe aveva trovato un inaspettato alleato nel virus che aveva preparato il campo indebolendo la capacità immunitaria del suo corpo, due minuscole entità che unendosi erano riuscite a prendere il controllo di lui. L'avevano ridotto ad essere un'involucro scarno per le sue ossa, qualcosa che non poteva più nemmeno scendere dal letto, solo ed abbandonato da tanti 'amici'. Gli amici, bella cosa, un'amico è per sempre, chi trova un'amico trova un tesoro, quante cazzate! Aveva visto che begli amici che si ritrovava, per un certo periodo era riuscito a nascondere la sua malattia, poi i trattamenti e l'inasprirsi della malattia avevano smascherato ogni suo tentativo, quelli che credeva amici si allontanavano schifati o spaventati da lui. Che bastardi!

La cosa che gli faceva più male era scoprire giorno dopo giorno che non riusciva a condannarli, lui stesso forse si sarebbe probabilmente comportato così, dopotutto è sempre normale guardare storto gli altri e pensare 'a me non succederà mai la stessa cosa, sono pieno di salute, non mi potrebbe mai capitare'.

Ogni volta che ci pensava gli si riempivano gli occhi di lacrime, gira e rigira si scontrava con la brutale verità: per quanto potesse essere buono, più dolce e sensibile degli altri, la paura cieca e stupida faceva parte di lui da sempre.

Stanchezza, ancora una volta prendeva il sopravvento, non dormiva così tanto da quando era appena nato, paradossalmente aveva ripreso a dormire moltissimo man mano che perdeva contro il suo nemico. Era davvero un circolo, si nasce, si vive e si muore, il tutto avveniva e non si poteva far nulla per cambiare il corso degli eventi. Non c'era una miracolosa soluzione da parte del dottore di bordo, non c'erano possibilità che miracolosi biofiltri potesse ripulirlo dal malefico invasore.

Tristezza, spossatezza costanti, il continuo dolore che lo attanagliava in ogni momento e...la rassegnazione, ormai erano i suoi unici amici, anche i ricordi ormai si stavano distaccando da lui, l'ultimo ad andarsene fu quello dei bellissimi occhi della sua compagna. Lei così dolce, così viva, così allegra ed ormai così distante, l'aveva lasciato da poco tempo, portata via da quello stesso nemico che ormai aveva piantato la sua bandiera di conquista nella prima parte infettata. Una lacrima scendeva ad ogni pensiero di quella stupenda ragazza, colpevole solo di essersi innamorata di un uomo sbagliato che non si era mai fatto scrupoli durante la sua vita sessuale ed ancora meno scrupoli a prendere precauzioni dopo aver scoperto di essere portatore del virus.

Che strano, non sentiva più dolore, la luce non gli stava infiammando più gli occhi e.... uno strano luccichio apparve a poca distanza da lui, non poteva credere fosse possibile, due persone stavano lentamente prendendo forma vicino al suo letto, erano i famosi capitani che gli avevano tenuto compagnia durante l'infanzia e che adesso si stavano avvicinando sorridendo, gli porgevano entrambi una mano, come per invitarlo con loro ad esplorare nuove galassie.

Si alzò e si diresse assieme a loro, durante il teletrasporto si voltò a guardare verso il letto ed una lacrima di rimase, sospesa per aria , come a salutare quello smunto involucro che giaceva ormai freddo sotto le lenzuola.

Per tutti coloro che ci hanno lasciati, per coloro che purtroppo ci lasceranno ancora.

Per quelle persone che sono state lasciate da sole con un nemico troppo forte per loro.

Per coloro che fanno qualcosa affinchè questo sia in futuro soltanto un racconto di fantasia basato su un nemico da vincere.

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