SOLARIS
Stanislaw Lem
Oscar Mondadori
Trad. Eva Bolzoni
Voto 8.5

di Paolo "Exidor" Longarini



Bentrovati.
Lo scorso mese vi ho invitato a partecipare ad una iniziativa che tende all'ampliamento delle possibilità di trovare una buona lettura di fantascienza, le lettere pervenute sono numerose anche se la maggior parte indicano quasi gli stessi libri. Rinnovo la richiesta d'aiuto e formulo di nuovo l'invito.

Ditemi qual è il peggior libro di fantascienza che avete letto.

Pensateci bene, decidete e mandatemi una mail con due righe (se sono tre non succede niente, se sono quattro, passi, se scrivete pagine e pagine analizzando semantica e concetti espressi, parto di testa contro il monitor) al mio indirizzo: exipapa@tin.it .
Io raccolgo i vostri pareri, preparo la classifica, pubblico i pubblicabili (per questo raccomandavo una certa sintesi, non voglio fare tagli) e tra un paio di mesi vedremo il risultato delle nostre fatiche. Se la cosa avrà un certo seguito faremo anche "il migliore mai letto", ma c'è tempo.

Raramente ho trovato un libro tanto evocativo. Un libro che ti faccia entrare dentro la storia sentendoti non coinvolto, ma emotivamente in contatto con la situazione più che con i protagonisti, che sappia farti sentire freddo quando è freddo che possa far sentire l'angoscia che i personaggi vivono a contatto con le vicende.
Prima la storia, dopo i commenti.
Uno scienziato terrestre, Kelvin, viene inviato su Solaris, un pianeta lontano scoperto già da diversi anni, composto prevalentemente da acqua. Dopo anni ed anni di studio intenso nessuno è riuscito a sciogliere il "mistero di Solaris"; sembra infatti che l'oceano che lo ricopre sia un unico essere vivente organico il quale, però, non ha mai dato segno della propria presenza o cercato, contrariamente a quanto hanno fatto gli scienziati terrestri, di mettersi in contatto.
Arrivato su Solaris, Kelvin trova la stazione in uno stato di semi-abbandono con molte attrezzature distrutte. Incontrato uno degli scienziati della stazione, Snaut, viene informato non solo della morte di uno di loro ma anche che l'altro scienziato è da vari giorni rintanato nel suo laboratorio e che rifiuta ogni contatto. Snaut si rifiuta di dare qualsiasi spiegazione sia sulla morte del compagno sia sullo stato in cui versa la stazione, a Kelvin non resta altro che iniziare delle indagini da solo.
Molte saranno le stranezze in cui incapperà fino ad arrivare alla comparsa, in una delle stanze, di una sua vecchia ex. Un pianeta lontano non è certo il posto più logico dove fare simili incontri. Specialmente quando la ragazza in questione si era suicidata parecchi anni prima.
Inizia da qui il racconto sul mistero di Solaris.
Si entra all'interno del libro, si respirano non solo le atmosfere ma, stranamente, si condivide la rassegnazione o il mancato interesse ad arrivare in fondo su certi argomenti. Insomma, siamo arrivati in un posto che non conosciamo, un uomo è morto, apparecchiature distrutte ma noi non lo consideriamo importante, almeno non quanto normalmente sarebbe. L'assurdo disinteresse, o meglio, lo scambio di quelli che sarebbero dovuti essere dei punti primari non ci tocca, lo sentiamo normale o comunque, non prioritario.
Inizia la domanda che ci porremo fino all'utlima pagina: cosa è Solaris? Le "manifestazioni" che manda agli scienziati della stazione fanno parte di un oscuro gioco al massacro o sono dei tentativi di comunicazione? Oppure si tratta di uno specchio in cui i tre uomini della stazione vedono riflessa la propria coscienza? Tutti quanti loro hanno una manifestazione da Solaris, alcuni di loro ne sono tanto spaventati da nasconderla altri la accettano come un regalo. Kelvin, dopo un tentativo di suicidio di Harey ed il successivo esperimento riuscito di eliminazione, esce dalla stazione e va sulle rive di Solaris ad aspettare un nuovo "miracolo crudele", nonostante sia lui sia Harey avessero pienamente preso coscienza della falsità della situazione, entrambi ne vogliono continuare l'esperienza.
Dal libro è stato tratto un film omonimo diretto da Andrei Tarkovskij ed un remake, tra poco in uscita anche in Italia, di Stephen Sodebergh con George Clooney come protagonista. Inutile dire che le possibilità che questo remake si avvicini anche lontanamente alla bellezza del primo film sono, a dir poco, scarse.



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