LA FINE DI DS9
di Paolo "Exidor" Longarini


Buongiorno a tutti.
Quello che state per leggere è il tentativo di "bella copia" di una mia lettera inviata alla mailing list redazionale; questo per dire che, contrariamente a quanto succede di solito in questa rubrica, non verranno descritti fatti oggettivi, commentate puntate o trattati temi riguardanti DS9 in particolare o la fantascienza in generale.
Vi verrà presentato il mio punto di vista. Niente di più e niente di meno di quello che ho concluso dopo la visione delle ultime puntate di DS9.
Benvenuti nel Paolo-pensiero.

La scorsa settimana sono riuscito grazie agli sforzi di un mio amico a cui è stata necessaria solo mezz'ora di spiegazione telefonica su come mettere il timer nel suo videoregistratore (sei sicuro che devo spengerlo? Ma come fa a registrare se è spento? Sei sicuro che il mio videoregistratore abbia una cosa chiamata scart?) ad avere per le mani la registrazione delle ultime 4 puntate di DS9.
La cassetta ha fatto ingresso in casa mia con la riverenza dovuta ai capi di stato in visita, dopo alcuni minuti di acceso dibattito io e la mia signora abbiamo deciso di non spararci tutte insieme le puntate ma di vederne una al giorno.
Ne faccio uno stringato riassunto per chi le ha viste tempo fa, mentre prego chi non le ha viste, e non voglia avere la sorpresa rovinata, di passare ad altra rubrica della rivista.
Tralascio la quartultima e la terzultima in quanto non fondamentali, sempre secondo me, alla conclusione della saga.

Il patto di alleanza tra i cardassiani ed il dominio vacilla grazie alla recente comparsa dei Breen, razza tanto misteriosa quanto organizzata e letale, la quale ha deciso di mettere i propri servizi a disposizione dei mutaforma. Damar, da fantoccio ubriacone che era, si trasforma in ribelle della resistenza dopo essersi reso conto che finora non è stato fatto il bene di Cardassia e che le cose tendono velocemente a peggiorare.
Nel frattempo il dottor Bashir, grazie ad un viaggio dentro la mente di "Coso" ("Sloane") della sezione 31, riesce a trovare la cura per il male che affligge Odo e tutti i mutaforma.
La Federazione, anche se la guarigione di Odo è completa, decide di non mettere a disposizione la cura agli altri cambianti avallando, se vogliamo, l'operato della sezione 31 e giustificando quindi un genocidio con la motivazione "siamo in guerra". Durante una missione in cui cercavano altri oppositori al Dominio, Kira, Garak e Damar restano intrappolati su Cardassia.
Nel frattempo Kai Winn e Dukat scendono nelle caverne del fuoco intenzionati a liberare i Pah' Wraith ed iniziano un complicato rito.
I tre intrappolati su Cardassia decidono che l'unica arma a loro favore è tentare una sollevazione popolare usando Damar come eroe e condottiero il quale, come tutti i veri eroi, muore al primo colpo di fucile sparato. La notizia fa velocemente il giro del pianeta e sortisce il risultato sperato: anche le navi cardassiane impegnate nel più grande combattimento spaziale avvenuto finora, cambiano fronte schierandosi al fianco dell'alleanza Federazione-Klingon-Romulani.
Tanto per non perdere il vizio, la mutaforma su Cardassia decide per uno sterminio di massa punitivo. Avete cambiato idea perché finora vi ho trattato come una tiranna ed ho ammazzato alcuni di voi? E io vi ammazzo tutti.
Solo Odo, dopo essersi unito con lei, e di conseguenza averla guarita, le fa cambiare opinione dando così via al processo di pace tra il quadrante Alfa ed il Gamma.
Durante la festa per la fine della guerra, Sisko sente che il suo dovere è prossimo al compiersi e velocemente va alle caverne di fuoco giusto in tempo per trovare un Pah' Wraith incarnato in Dukat e Kai Winn, finalmente morta. O almeno zitta.
Dopo una breve lotta finiscono tutti e due nel fuoco. Durante la caduta Sisko viene preso dai Profeti e gli viene prospettato un futuro tra di loro.
Su DS9 si decidono le prossime carriere ed incarichi dei protagonisti, alcuni restano sulla stazione, molti partono.
Fine.

E questa sarebbe la fine di una saga durata sette anni? Sette anni di guerra, sangue, storie cazzute e risate finirebbero con questa fine stitica e miserella?
Personalmente resto convinto che il tema della guerra in DS9 non sia stato solo inutile ma dannoso (non tocco poi temi come la "trekkosità" della guerra, sennò non ne usciamo neanche coi maiali da tartufo di Alba).
Le migliori puntate della saga, a mio avviso, sono state quelle in cui la guerra non c'entrava affatto (di alcune dico i titoli perché me li ricordo, di altri no, siate comprensivi): The magnificient Ferengi, che oltre ad essere divertentissima vedeva la presenza di Iggy Pop, Trials and trial parapà, ("Trials and tribble-ations"), la puntata, ed i successivi richiami, Far Beyond the Stars, in cui tutti i protagonisti apparivano senza trucco in una New York di metà secolo scorso, dove Sisko era uno scrittore di fantascienza e non si capiva quale fosse la realtà e quale la fantasia (finalmente una grande storia, una grande sceneggiatura, l'esempio classico di come si possa fare, e bene, fantascienza), quella della partita a baseball coi vulcaniani, tutte le puntate in cui appaiono Garak e Weyoun (due grandi attori) ma in particolare quella in cui Sisko e Garak ordiscono un piano per far entrare in guerra i romulani. L'unica bella puntata che aveva un qualcosa a che fare con temi guerreschi era quella in cui Worf e Jadzia si imbarcano su una nave Klingon.
DS9 a me piaceva, piace.
Perché hanno deciso di farla finire in modo così assurdo, o quantomeno non assurdo ma banale? Non pretendo che tutte le puntate di fine serie debbano essere belle come "Ieri, oggi, domani", ma se hai uno staff di sceneggiatori all'altezza (e lo hai), sai con precisione quando una serie sta per finire (e lo sai), è tuo dovere prepararti per tempo.
La mia personalissima impressione è che si siano trovati a corto di tempo. Si siano limitati a tirare giù solo il sistema più veloce per chiudere tutte le trame.
Possibile che tutta la storia dei Pah' Wraith che ha tenuto banco per due anni possa finire con una scema che biascica frasi comprensibili solo ai santi seguaci della Santa Chiave Torsiometrica e con un fesso con sterminati poteri cosmici (senza essere rinchiuso in un minuscolo spazio vitale) che cade nel fuoco?
'Sti cosi che se si svegliano faranno un casino tale che uno "sceso in campo" ed un'altra che invita i fiorentini a tapparsi in casa al confronto sembreranno venditori di surgelati porta a porta, e finisce tutto così?
Il Pah' Wraith (in una puntata precedente) che si era impossessato dell'inutile forma di vita denominata "Jake Sisko", per poco non cancella la vita dall'intero universo nel tempo che una persona qualsiasi impiega a pronunciare "Santa Peppa", e questo si fa buttare nel fuoco da un Benjamin Sisko ferito e dolorante? Un Sisko che stava partecipando alla festa di fine guerra (e che si era sorbito tutta, e dico TUTTA, una canzone di Vic Fontaine, bravo per carità, ma niente avrebbe potuto spezzare il ritmo narrativo della puntata come l'esecuzione completa di un brano musicale, neanche le estrazioni del lotto, in quel momento il ritmo doveva essere a mille) e che, arrivato nelle caverne del fuoco, aveva preso tanti di quegli sganassoni da poterli imbottigliare e vendere un tanto al chilo? Per fermare l'arrivo dei Pah' Wraith bastava solo buttare un libro nel fuoco? Il fantomatico ruolo dell'emissario, il suo grande compito per la vita (neanche fosse uno gnomo) era solo portare gli eventi alla possibilità di buttare un cardassiano modificato geneticamente per sembrare un bajoriano e successivamente fatto ritornare normale, in una pozza? Il tutto con i profeti ben consapevoli di tutto questo? E' uno scherzo. Ok, siamo alla prima puntata di DS9, io sono il profeta Bimbumbam, sveglio Sisko e gli dico "ciccio, Kai Winn è imperdibilmente una stronza, tu sei l'emissario. Me la prendi e me la spedisci a contare granelli di sabbia su Babudis IV". Fine della storia.
La fantasia scorre potente in loro.
Altri esempi.
Di punto in bianco, tempo reale venti minuti, Damar diventa un eroe popolare, si solleva una rivoluzione e muore.
Se le cose andassero davvero così avremmo Platini come ministro degli interni.
Odio le forzature, i buchi di sceneggiatura, se una cosa non è possibile non è possibile e basta, non puoi farla diventare possibile (again) solo perché ti fa comodo.
Hanno oltretutto voluto calcare la mano sul lato nazistoide del Dominio. Nel momento in cui si vede perduta, la cambiante non esita a condannare a morte tutta Cardassia (il tutto dopo la più assurda battaglia spaziale mai vista combattuta nella solita maniera della federazione: si fa mucchio tutti insieme, si punta dritto per dritto e chissenefrega, qualcuno arriverà. Nessuno di loro deve essere bravo a Risiko.), questo chiaramente per far risultare ancora più buoni ed eroici i nostri protagonisti. Il problema è che a questo punto mi arriva Odo, che senza dire niente a nessuno, senza aver prima consultato nessuno e, addirittura, aver ricevuto specifico ordine di non prendere iniziative personali, si fonde con la cambiante guarendola e convincendola di quanto siano buoni i solidi.
Ora, la Federazione si affida alla firma su di un pezzo di carta per la fine della guerra e Odo, da solo, pensa di poter far cambiare idea ad un gruppo di nazistoidi? Ma mi si faccia il piacere, mi si faccia.
La tipa che alla fine sembra una carpa squamata si era legata spesso e volentieri con Odo senza sentire niente che un leggero pizzicore e adesso il nostro faccia di palta preferito convince tutti di quanto siamo buoni noi solidi? Lui sapeva quanto fossero fetenti e diffidenti i cambianti (qui il legame aveva funzionato), d'accordo, ammettiamo che Odo sia un inguaribile ottimista speranzoso nel futuro (di solito persone del genere schiattano dopo mezz'ora di film, qui no), perché la squamata non ha avvertito neanche il minimo dubbio?
I cambianti potranno avere il miglior contatto emotivo mai scoperto, si capiranno al volo anche solo sfiorandosi un mignolo, ma una persona sola non potrà mai far cambiare idea ad una moltitudine.
Sono convinto che anche nel secolo scorso c'era chi, anche importante, avversava o combatteva l'idea hitleriana dall'interno, ma bisogna essere tanti, bisogna essere moltitudine.
L'impressione su queste puntate finali è, concludo, quella di un pressappochismo irritante, di un non voler chiudere alla grande ma semplicemente finire la serie perché si ha altro da fare. Non posso pensare che qualcuno alla Paramount possa aver pensato "Che grandi puntate".
Augh, ho detto.



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