FUTURO ANTERIORE
di Antonella Bellecca


Non tutte le ciambelle riescono col buco. E a volte, come dimostrano taluni film del grande schermo, mettere insieme tanti bei nomi non basta per sfornare un prodotto di qualità.
Per "Futuro anteriore" (ma perché non l'hanno tradotto letteralmente, "La fine del futuro", "Future's End"? Tra l'altro il titolo si ricollega ai deliri di Braxton) avevo grandi speranze, essendo un doppio episodio della terza stagione molto famoso, scritto dal fantastico duo Brannon Braga - Joe Menosky, e diretto da David Livingstone (la I parte) e Cliff Bole (la II parte); hanno collaborato anche Michael Piller e J.P. Farrell, insomma un grande team. E poi i viaggi nel tempo, ve lo dico, li odio e li amo; li odio tanto che devo subito vedere di che si tratta per scoprire dov'è l'inghippo. Ebbene... ebbene, non mi è piaciuto: l'inghippo è troppo macroscopico! Una storia ingarbugliata, raffazzonata alla bell'e meglio. Cominciamo con una incongruenza grossa così: Braxton dice che sono stati rinvenuti rottami della Voyager nel 29° secolo, ma... in base a quale linea temporale la Voyager è finita nel 29° secolo??? Be', forse è meglio riepilogare un pochino la trama, per coloro che non l'abbiano immediatamente presente alla mente. Un bel giorno da una fessura temporale sbuca una minuscola nave temporale (la Aeon, di soli sei metri di diametro), proveniente dal 29° secolo, che ha a bordo solo un passeggero, il capitano Braxton. Egli riferisce che nel suo tempo c'è stata una esplosione temporale che ha distrutto il sistema solare, e che, essendo stati rinvenuti rottami della Voyager, da ciò se ne deduce che è stata proprio la Voyager, compiendo un salto temporale, a causare l'esplosione. La missione di Braxton è distruggere la nave di Janeway. Breve sparatoria fra le due navi e poi via, tutt'e due nella fessura temporale, indietro nel tempo, direttamente nel Quadrante Alfa, Sistema Solare, Terra: Braxton finisce nel 1967, i nostri nel 1996. Si potrebbe obiettare che Braxton avrebbe dovuto trovare un modo più intelligente per distruggere la Voyager, tipo farsi accogliere a bordo e distruggerla con un attentato, invece che in aperta battaglia; perché mai "non c'è tempo", come afferma concitatamente Braxton? Non mancano ancora cinque secoli al fattaccio? Ma queste sono inezie, rispetto alle enormi facilonerie dell'episodio. Come ho già scritto, in realtà la Voyager non finirà affatto nel 29° secolo. Tale linea temporale scompare completamente: non viene spiegato in alcun modo cosa dovrebbe succedere. Come avrebbe fatto la Voyager a causare il disastro? La sceneggiatura non ci illumina minimamente, anzi abbandona completamente questa linea temporale per non riprenderla mai più. Quindi evitiamo di sforzarci di capire quando la Voyager andrà (o non andrà) nel futuro, e spostiamo la nostra attenzione sull'incongruo prosieguo della sceneggiatura. La nave del capitano Braxton, tornata come dicevamo nel 1967, precipita fragorosamente sulle High Sierras (California), dove un solitario campeggiatore capellone, Henry Starling (interpretato dall'ottimo Ed Begley jr., che ricorderete in "Scene di lotta di classe a Beverly Hills" e "She Devil", entrambi del 1989), assiste esterrefatto all'insolita scena. Ma tale capellone è anche un furbacchione. Starling riesce ad impossessarsi della nave temporale e, esplorandola e cannibalizzandola, come lui stesso dice, acquisisce ovviamente nozioni di elettronica ed informatica completamente sconosciute a quei tempi. Detto fatto, l'hippy si scopre un'anima imprenditoriale e mette su una gigantesca azienda, la Chronowerx, in cui in maniera abbastanza palese gli sceneggiatori hanno voluto rappresentare la Microsoft. Evidentemente Braga e Menosky si sono chiesti, come tutti noi, se Bill Gates non sia per caso un alieno. Passano trent'anni, la Chronowerx è divenuta un impero a livello planetario. In un bel giorno del 1996 la Voyager, sbucando dalla fessura temporale, finisce in orbita attorno alla Terra. Subito Tuvok si avvede di una anomala trasmissione subspaziale (anomala perché la tecnologia subspaziale verrà scoperta solo nel XXI secolo) proveniente da un punto imprecisato della città di Los Angeles (chissà perché quando i personaggi di Star Trek vanno nel passato finiscono sempre in California).
Facile immaginare che ci sia lo zampino di Braxton. Ecco perché, nella speranza di fare ritorno nel 24° secolo, il capitano Janeway organizza una squadra di sbarco che, munitasi di abiti adatti e "tantissimi soldi" (beati loro), sbarca nella città degli angeli alla ricerca della nave temporale perduta e del suo capitano: si tratta della stessa Janeway, insieme al primo ufficiale, Tom Paris e Tuvok (con annessa bandana per coprire le orecchie: questo mi ricorda alcuni episodi della Serie Classica). Ma ecco la prima sorpresa: un'oscura astronoma del Griffith Observatory di Los Angeles, di nome Rain Robinson, impegnata nel laboratorio Seti (che voi tutti sapete cos'è: il progetto di ricerca di messaggi dallo spazio, quello del film "Contact", per intenderci), ha ricevuto da Starling un particolare profilo di sequenza, un parametro di ricerca che consente di rilevare le emissioni a curvatura. Così la simpatica astronoma rileva dal suo ufficetto la Voyager in orbita, avverte telefonicamente Starling (?) e invia un messaggino di benvenuto agli "alieni" (il saluto standard Seti, di cui si vedono anche alcune immagini). Immaginatevi lo sconcerto di Kim, a cui è stato lasciato il comando! Rain naturalmente avverte anche altre persone, e per tale motivo il perfido Starling dà ordine di rubare i dati dal suo pc e di farla fuori; infatti in questo episodio appare anche la figura di uno scagnozzo, una sorta di maggiordomo cattivo, Mr. Dunbar. Il maggiordomo ce l'ha anche Batman, tutti gli eroi sia positivi che negativi hanno un maggiordomo, e ce l'ha anche Starling. Mr. Dunbar sa tutto, è fedele, è disposto a qualsiasi nefandezza.
A questo punto della storia i nostri, vistisi scoperti, si dividono in due coppie: Kate e Chakotay continuano ad inseguire il segnale subspaziale, mentre Paris e Tuvok hanno l'incarico di trovare il computer che ha spedito il messaggio di benvenuto alla Voyager e... beh, sì, farlo fuori. Cosa che puntualmente avviene, per cui tutti si chiedono come mai non ci fossero copie su altri computer, stampati, ecc. È così comunque che avviene il fatale incontro fra Tom e Rain: la sceneggiatura butta tutta la loro reciproca attrazione sull'ironia e le punzecchiature, gratificandoci solo di un semicasto bacio finale. Personalmente avrei preferito qualcosa di più coraggioso, tipo un'attrazione travolgente, un'amour fou, tutto in una notte, qualcosa del genere. Perché Tom Paris deve sempre gigionare? Tuvok come al solito è sprecatissimo, una mera figura di contorno (anche Kim, del resto). Totalmente improbabile la reazione di Tom e Tuvok quando la ragazza li insegue fuori dell'osservatorio: invece di fuggire in macchina si fermano a darle spiegazioni! E poi, invece di mollarla al suo destino, se la trascinano dietro, mettendo in pericolo la missione e inquinando la linea temporale. E che dire di Dunbar, che, nel tentativo di uccidere Rain, spara con un avveniristico phaser in pubblico, a volto scoperto, in pieno giorno? Ha persino il cartellino di riconoscimento attaccato alla giacca!
Nel frattempo Kate e Chakotay, che non fanno altro che mettersi le mani addosso (che avete
capito? sulle spalle e sulle braccia!), scoprono che il segnale subspaziale viene emanato da un
barbone pazzo che prevede la fine del mondo (d'ora in poi starò più attenta alle previsioni dei
barboni e ai loro cartelli). Sì, è proprio lui, il capitano Braxton, divenuto un povero derelitto; egli espone ai due ufficiali la famosa teoria temporale di A che porta a B che porta a C che riporta ad A, che non so quante notti abbia portato via ai due sceneggiatori, ma vi assicuro che non spiega affatto l'incongruenza di cui abbiamo parlato all'inizio dell'articolo. Tramite lui, ad ogni modo, il capitano arriva a Starling, e qui abbiamo un'altra strafalcioneria, secondo me. Nella sede della Chronowerx, Kate e Chakotay, esaminando il pc di Starling con il suo immenso database di tecnologia del futuro, si chiedono se l'intera rivoluzione informatica della fine del XX secolo non sia dovuta alla tecnologia rubata da Starling alla nave temporale. Ma scusate, non potevano consultare il database della Voyager, per sapere se Starling fosse un personaggio realmente esistito nella loro linea temporale? Intendiamoci, l'idea che la rivoluzione informatica che stiamo attualmente vivendo sia paradossalmente una eredità del futuro, per cui in realtà l'informatica non l'ha inventata nessuno, il futuro l'ha ereditata dal passato che l'ha ereditata dal futuro, è geniale (la somiglianza fra Starling e Gates è sorprendente ed esilarante). È solo che la sceneggiatura fa un po' acqua. In un drammatico scontro fra Starling e Dunbar da una parte e il capitano e il numero uno dall'altra, Kim e Torres fanno uno scherzetto al magnate e scaricano buona parte del suo database, svuotandogli il computer. Anche qui: ma come, documenti così preziosi si trovavano in un'unica copia in un unico pc? E se veniva un corto circuito, che fine faceva tutto il lavoro di trent'anni? Va bene, facciamo finta che, e proseguiamo con quello che è il maggiore inquinamento temporale nella storia di Star Trek: la Voyager, per teletrasportare i due ufficiali in pericolo, si abbassa a tal punto nell'atmosfera che tutti la vedono. Sembra strano che nel futuro non sia rimasta nessuna traccia di tali avvistamenti. Tutto insabbiato? Ok, ma il governo, che è quello che insabbia, sa come stanno le cose! E a distanza di trecento anni qualcosa negli archivi dovrebbe risultare! Tornando a Starling, il furbone, utilizzando il raggio del teletrasporto, riesce a sua volta a scaricare un buon venti per cento del database della Voyager, compreso il programma del medico olografico. Mah. L'impresa viene spiegata col fatto che Starling usa una tecnologia superiore a quella della Voyager, ma io ripeto: mah. Starling è pur sempre un figlio del XX secolo, è mai possibile che riesca a farla a Torres e a Kim? Andiamo avanti. Mentre l'idillio fra Tom e Rain continua con Reggimoccolo Tuvok, la sceneggiatura ci offre un incontro tutto sommato interessante, ironico e misuratamente drammatico fra Starling e il MOE. E arriviamo così ad una delle più grandi delusioni che mi abbia dato Voyager: l'emettitore autonomo del MOE! Ma come, una delle peculiarità di questo ottimo personaggio è che è praticamente prigioniero dell'infermeria, al massimo del ponte ologrammi, che comunica simpaticamente tramite monitor, e voi me lo fate diventare uno (quasi) qualsiasi? Potevano limitare la novità a questo singolo episodio, riportando poi il MOE alla sua dimensione originaria. Ci credo che poi sono stati costretti ad immettere un altro occhio alieno, e cioè Sette! Oltretutto mi è sembrato che questo fondamentale cambiamento avrebbe meritato un episodio dedicato, invece che un piccolo scampolo.
Da qui in poi, gli avvenimenti si accavallano e tra sparatorie, rapimenti e inseguimenti (sono riusciti a mettere un inseguimento stradale in Star Trek: bisogna rendergli merito, diciamolo!), tutto si risolve alla fine per il meglio; con un'appendice western assolutamente fuori luogo, in cui Chakotay e Torres vengono fatti prigionieri da degli esaltati che si autodefiniscono "individualisti", che saranno immagino neofascisti, neonazisti, neo-kkk, insomma non sono abbastanza ferrata in attualità statunitense per capire a chi diavolo si volessero riferire gli autori. Ma, come in un cerchio perfetto, alla fine dell'episodio torna l'incredibile incongruenza dell'inizio (e sottolineo incongruenza, non paradosso temporale): mentre Janeway e tutto l'equipaggio sono consapevoli di tutti i viaggi nel tempo che ci sono stati (quello di Braxton dal 29° secolo al 24°, quello della Voyager e dell'Aeon dal 24° secolo al 20°, quello della Aeon dal 20° al 29°, che poi in realtà è stato sventato), Braxton non ricorda nulla: come mai Janeway ricorda e Braxton no? Se la storia fosse "realmente" cambiata, a causa dell'esplosione della nave temporale, ciò vuol dire che Braxton non è mai tornato per distruggere la Voyager, per cui la battaglia non c'è mai stata, per cui la Voyager non è mai tornata indietro nel tempo, per cui nessuno di loro dovrebbe ricordare niente di tutto ciò. Ma non l'hanno visto "Un anno d'inferno" questi?!
Alcuni hanno ipotizzato che a causare il disastro nel 29° secolo sia stata in realtà la nave temporale guidata da Starling, e che la Voyager sia stata considerata erroneamente responsabile: ma niente nella sceneggiatura ci lascia intendere ciò. Non si riesce a individuare nessun nesso tra le responsabilità di Starling e le presunte responsabilità di Kate. Insomma, perché Braxton ce l'ha tanto con la Voyager, che cosa avrebbe fatto di così drammatico? E se invece l'esplosione è stata causata da Starling, che cosa ha causato l'equivoco? Alla fine si capisce che il disastro è stato causato dalla nave temporale, e che è invece stato impedito dall'intervento della Voyager, ma ancora non si spiega come mai rottami della Voyager siano stati trovati nel 29° secolo. Insomma, una falla nella trama grande così, soprattutto considerando che ne è la parte principale! Per non parlare della spettacolare partenza della nave temporale, che sfonda la sommità del grattacielo; mica uno come Starling si poteva costruire una banale piattaforma di lancio sulla terrazza, come ci sono su moltissimi grattacieli per gli elicotteri! Mica poteva far costruire un portellone qualsiasi che si aprisse per far partire l'Aeon! Rimane solo il dubbio di dove (o addosso a chi) saranno caduti i pezzi di muro che si vedono volare giù dal grattacielo. E che mi dite della battaglia che si svolge attorno al casolare dove sono prigionieri Chakotay e Torres, della navetta naufragata, nessuno si chiede da dove sbuchi fuori un personaggio come il MOE? Che fine hanno fatto i federali, quelli che stavano fuori? Tutti addormentati col phaser? E quando si sveglieranno, cosa penseranno di quello che hanno visto e della navetta scomparsa? Insomma, ricapitolando, questi sono gli inquinamenti temporali lasciati alla fine:
1) sulla terra ci sono phaser, tecnologia olografica e schermi di energia; per non parlare del
trascurabile particolare del 20% del database della Voyager rimasto nel computer di Starling!
2) Rain sa praticamente tutto;
3) sia la Voyager che la navetta sono state ampiamente avvistate e registrate;
4) il MOE è apparso invulnerabile sia ai federali che ai ribelli;
5) molti ribelli hanno visto la klingon B'Elanna;
6) l'Aeon è decollata in pieno centro in una maniera che non può passare inosservata.
Qualcuno obietterà che, dal momento che la nave temporale viene distrutta nel 20° secolo, sull'orlo della fessura temporale, essa non arriverà nel 29° secolo e non provocherà l'esplosione
temporale, Braxton non andrà a caccia della Voyager nel 24° secolo, non ci sarà il viaggio indietro nel tempo nel 20° secolo, e quindi nulla di quello che si è visto accadrà realmente. E allora che ci fa la Voyager, alla fine dell'episodio, nel 20° secolo, quando un novello e ignaro Braxton di un'altra linea temporale arriva dal 29° secolo per ricondurre la nave nel suo tempo? E senza chiedersi come sia finita indietro di quattro secoli!
Sembra una sceneggiatura buttata giù così, qualsiasi fanfic sarebbe più congrua e lineare. Inoltre, Starling ha messo a punto una serie di cosette che, per quel che mi risulta, non c'erano affatto alla fine del XX secolo e nemmeno adesso: come le pistole phaser e la tecnologia olografica. Insomma, gli avvenimenti nella trama sono casuali, sembra che abbiano messo insieme una serie di trovate unendole con un sottilissimo filo. L'incontro con la ragazza, il rapimento di Chakotay e Torres, la scoperta di Starling, tutto capita per caso. Non mi sono piaciuti nemmeno i siparietti intimisti tra Chakotay e B'Elanna, Tom e Tuvok, Tom e Rain: chiacchieratine completamente avulse dalla storia che non ci dicono neanche un granché sulla psicologia dei personaggi. Soprattutto la galanteria di Chakotay con B'Elanna ("ti assumerei all'istante") fa a pugni con quelli che finora ci sono stati presentati come i suoi sentimenti, e cioè l'innamoramento per Kate. Questa frase avrebbe avuto un senso se ci fosse stato un seguito in cui B'Elanna comincia a credere, per una serie di equivoci, che Chakotay sia innamorato di lei; ma dato che questo seguito non c'è stato, rimane una frase (o meglio un atteggiamento) senza scopo e senza significato. Il massimo del minimo è stata la patetica ambientazione western, c'entrava proprio come i cavoli a merenda. Oltretutto l'hanno condita con quei misteriosi riferimenti alla Bestia e all'organizzazione protestataria di quegli esaltati: chi più ne ha più ne metta.
Insomma è proprio da buttare quest'episodio? No, non direi, perché tanto è bislacca la
sceneggiatura, al punto da farci pensare, con un noto dissidente, che "Voyager non è Star Trek", quanto frizzanti e godibili sono i dialoghi e le battute. E ce ne vogliono molti di sorrisi per bersi una storia così. "vulcaniani: in fondo siete tutti degli ipocondriaci!", "resta dove sei, totalitarista paracardassiano", l'esilarante, improvvisa passione di Neelix e Kes per le soap operas, "tecnologia di fine millennio non era un corso obbligatorio all'accademia", "le mie orecchie sono solo un tratto di famiglia" (come non pensare alla spiegazione data da Kirk nell'episodio "Uccidere per amore": "da piccolo è stato investito da un risciò"?); e ancora: "i viaggi nel tempo: fin dal primo giorno come capitano della flotta stellare ho giurato che non mi sarei mai fatta incastrare in uno di quei paradossi: il futuro è il passato, il passato è il futuro, mi fa venire il mal di testa", "sono un medico, non un database", "sono uscita con ragazzi che sono svaniti nel nulla al primo appuntamento", "e lei, signor bella tutina?", "ho visto tutti gli episodi di missione impossibile: voi non siete agenti segreti", "ora faccio visite a domicilio". La scena in cui il MOE scende dall'automobile e per la prima volta si guarda attorno in un mondo esterno reale è degna de "Il 13° piano". E, gradita sorpresa, l'episodio è pieno di battute a sfondo sessuale, con irresistibili doppi sensi: "le sue curve non mi sembrano un granché", "che cos'è quell'affare nei suoi pantaloni?", e addirittura un commento di Chakotay sulle gambe di Kate! Inoltre bisogna dare merito ai produttori di aver scelto, per interpretare Rain Robinson, una ragazza abbastanza scialba se non bruttina (ehh, erano lontani i tempi di Sette di Nove!), violando la legge (dell'audience? del fitness?) che vuole solo attori e attrici di superiore avvenenza fisica.
Intendiamoci, fa sempre piacere vedere qualcosa di Star Trek ambientato ai tempi nostri: è più
facile identificarsi, è divertente, entusiasma. Ma, francamente, "Futuro anteriore" merita appena la sufficienza.
Per concludere, c'è da dire che il capitano Braxton ritornerà in un altro episodio della quinta stagione, "Relativity", in cui invece ricorda benissimo di aver passato trent'anni sulla Terra nel 20° secolo (che pasticcioooo!)

 

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