CHARLES LUTWIDGE DODGSON
di Davide "Questor" Galati


E questo mese tocca a me, speriamo di non far rimpiangere troppo il titolare di questa rubrica, comunque non preoccupatevi: cercherò di essere breve per non annoiarvi troppo e vi parlerò di un autore Fantasy che forse non è proprio Fantasy, non lo so fate un po’ voi, ma cosa c’è di più fantastico delle fiabe?
E Alice nel Pese delle meraviglie non è forse una grande favola?
Allora introduciamo il nostro misterioso autore (tanto sapete tutti chi è visto che arrivate qui passando dal sommario) che col nome di Charles Lutwidge Dodgson nasce nel 1832, terzo figlio di un pastore anglicano, ma passerà alla storia con lo pseudonimo di Lewis Carroll con il quale compose alcune delle più stravaganti, assurde e indimenticabili pagine della letteratura fantastica.
Sin da piccolo si diverte ad inventare giochi e novelle per i suoi fratelli nonché a tentare di addomesticare insoliti animali come i rospi o le lucertole. Nel 1865 pubblica il suo capolavoro: "Alice's Adventures in Wonderland" (Alice nel paese delle meraviglie), che verrà pubblicato, per la prima volta, dall’editore MacMillan completamente a spese dell'autore che aveva paura di far perdere soldi all'editore.
Lewis ebbe dieci fratelli, tutti caratterizzati, come lui, dall'essere balbuzienti e mancini e non si può escludere che in questa particolarità si nasconda l'origine del suo amore per il contrario, lo speculare, che troverà la sua massima espressione in "Through the Looking Glass" (Attraverso lo specchio), seconda avventura di Alice dove la follia del viaggio della bambina si mescola con la rigorosa razionalità di una partita a scacchi. Ed è proprio questo suo saper mescolare l'assurdo col razionale, guardando il mondo con gli occhi tipici di un bambino, che decreta l'originalità di Carroll.
Ambedue le avventure di Alice vengono scritte per Alice Liddell e le sue due sorelle, figlie del decano della Christ Church dell'Università di Oxford dove egli, dapprima iscritto come studente nel 1850, proseguirà la sua carriera come docente di matematica.
E’ nel 1855 che avviene il suo incontro con la fotografia grazie all’amico Reginald Southey, arte che lo incuriosirà sempre fino a farlo conoscere come uno dei più famosi ritrattisti dell’ottocento, e rimarranno famose le sue foto di bambine in pose insolite, maliziose ed eteree nello stesso tempo. Aveva comunque una predilezione per la fotografia di soggetti particolari, ovvero preadolescenti immerse in atmosfere fiabesche, tant’è che aveva creato un giardino ad hoc per questo suo hobby.
Nel 1858 prese i voti e nel 1861 divenne un sacerdote. All’epoca collaborava con la rivista “The Train” e quando gli venne chiesto di trovare un nome d’arte latinizzò il suo e inventò Lewis Carroll. I suoi pensieri erano sempre per Alice e nel 1862, nonostante tutto, confessò i suoi sentimenti per la ragazzina e chiese addirittura di sposarla. La madre reagì furiosamente ed è facile che sia stata proprio lei ad ispirare la figura della famosa Regina di Cuori.
La fortuna delle sue opere aventi come protagonista Alice è dovuta anche all’indubbia riuscita delle illustrazioni che accompagnavano i titoli. Opera di John Tenniel , sono un raro caso di profonda e meravigliosa coesione tra testo ed immagine. Peccato che l’autore e l’illustratore abbiano poi finito col non andare più d’accordo per motivi non del tutto chiari.
Un'altra caratteristica importante dei suoi scritti sono gli animali fantastici che immagina, basti pensare al bianconiglio o al gatto del Cheshire.
Nel marzo del 1876 pubblica "The Hunting of the Snark" (La caccia al drago), un poema in otto episodi letteralmente deliranti in cui nove personaggi apparentemente diversissimi tra loro si impegnano in una caccia ad un drago non sapendo neanche cosa sia (da segnalare come Carroll abbia sempre affermato di aver scritto questo poema a rovescio).
Da non dimenticare, in ogni caso, accanto all'opera del narratore Carroll quella del matematico Dodgson che scrive diversi trattati di matematica ("Euclide e i suoi rivali moderni", "Curiosa Mathematica", tra i più importanti). Nel 1880 sospende del tutto il suo hobby fotografico anche a causa di alcuni scandali legati alla sua passione per foto di bambine ora ritratte anche nude.
Muore infine il 14 novembre del 1898 a causa di una congestione polmonare lasciando a noi i suoi pazzi sogni oltre lo specchio.


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