IL POPOLO DI KATAAN
di Riccardo "Summer" Palazzani

Gli abitanti del pianeta Kataan non esistono più. Già nel nostro tempo, si sono estinti da ben seicentotrenta anni circa. Eppure la loro storia è potuta giungere fino a noi grazie ad un ingegnoso sistema ideato dagli stessi abitanti del pianeta, nel disperato tentativo di lasciare una testimonianza nell'Universo della loro esistenza e quindi evitare, o almeno rimandare l'oblio del tempo. Kataan è, o meglio era, un pianeta di classe M che in compagnia di altri cinque pianeti costituivano il sistema Silarian, sistema nel quale la sua stella, arrivata alla fine del suo ciclo vitale si è trasformata in una supernovae ed ogni forma di vita è stata spazzata via. Quello che si suppone accadrà alla Terra fra circa 3 miliardi di anni… (non c'è fretta di fare le valige!).
Fino ad allora Kataan era stato un pianeta prospero che ospitava una razza umanoide che purtroppo non ha raggiunto un grado tecnologico sufficiente per permettergli di viaggiare nello spazio a velocità curvatura e che si è spenta lentamente, a causa del progressivo inaridimento della superficie del pianeta, eccessivamente riscaldato dal loro sole in rapida e continua espansione. I suoi abitanti sono stati una razza umanoide, molto, anche troppo simile agli umani, con un sistema di governo democratico, dedita principalmente all'agricoltura, duramente messa in crisi dalla siccità crescente. Vistisi spacciati i Kataaniani decidono di inviare nello spazio una sonda contenente un meccanismo in grado di trasmettere una particolare onda contenente i ricordi di una vita intera, nella speranza che essa facesse incontro con una razza aliena (si suppone quindi che su Kataan ci fosse la convinzione che esistessero altre forme di vita al di fuori del loro sistema o forse in passato furono visitati da razze aliene con cui poi non stabilirono una relazione stabile) con capacità intellettive compatibili in grado di recepire le informazioni inviate dalla sonda.
Tale fortuna naturalmente non poteva toccare che all'Enterprise. Stavolta comandata da Jean-Luc Picard il quale è il fortunato sorteggiato dalla sonda per godersi una esperienza "multimediale" davvero unica. Privo di sensi sulla sua plancia per venticinque minuti, egli invece vive, naturalmente solamente nella sua mente, un vita intera all'interno di una piccola comunità di Kataan, chiamata Ressik, dove si troverà inserito in un contesto sociale estraneo ma che lo considera apparentemente come uno di loro, conosciuto con il nome di Kamin e sposato con Eline da tre anni, una autoctona che al momento non riuscirà a comprendere l'improvviso cambiamento di atteggiamento del marito, che addirittura insiste nel dichiarare un'altra identità ed a parlare di fantomatiche, almeno per lei, navi stellari. Picard faticherà ad accettare la sua condizione e soprattutto i primi tempi tenterà a lungo di comprendere ove si trovasse e di riprendere contatto con la sua Enterprise.
Ma le capacità tecnologiche della comunità ressikana sono molto limitate e Picard si trova costretto ad effettuare osservazioni astronomiche con strumenti limitati. Arriva a costruirsi un telescopio. E proprio attraverso le sue osservazioni e le sue conoscenze astronomiche comprende che la siccità che da anni affligge Kataan non è temporanea ma definitiva. Il loro sole sta mutando irreversibilmente. Nel frattempo, seppur a malincuore, accetta la sua nuova condizione arrivando a costruirsi una famiglia, ma così facendo apprende la cultura di Kataan, proprio come volevano i costruttori e i progettisti della sonda, ed imparerà anche a suonare uno strumento musicale che credo proprio che ognuno di noi ben ricordi.
L'episodio The Inner Light, ovvero "Una vita per ricordare", in italiano, è una delle pietre miliari di tutta TNG, universalmente riconosciuto come uno dei migliori episodi di Star Trek in assoluto, nonostante arrivi alla fine della quinta stagione, quando TNG cominciava seppur lentamente a perdere colpi a livello di sceneggiature. Picard trascorre una vita intera su Kataan, fino a raggiungere l'età di ottantacinque anni, vita durante la quale contribuisce alla crescita del proprio villaggio, alleva ben due figli ed arriva a godersi anche la gioia di un nipotino. Dovrà anche accettare la perdita della moglie per malattia ed di quella di Batai, suo caro amico. Tutto questo dopo aver accettato definitivamente di avere perso ogni possibilità di fare ritorno sull'Enterprise e di riappropriarsi della vita precedente. Il giorno del lancio della sonda, il programma s'interrompe e il mistero gli viene svelato. Ecco la defunta moglie Eline comparire dal nulla e annunciargli la verità, domandando al capitano niente altro che di ricordare. Di ricordare Ressik, di ricordare quelli che erano i loro usi e costumi, le loro vite, le loro passioni e di raccontarle affinché, seppur solo parzialmente, esse non andassero completamente perdute nel tempo.
Picard si sveglierà sdraiato sul pavimento della sua plancia, e quando Riker gli svela che è rimasto in tale condizione per venti, venticinque minuti, un senso di disorientamento stordirà il povero Jean-Luc. I Kataaniani, seppur scomparsi da un migliaio d'anni non verranno dimenticati. A loro testimonianza resterà una sonda non più funzionante, il rapporto di un capitano della Flotta Stellare, i ricordi di quel capitano. E quelli di milioni di fan di Star Trek…


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