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NEWS
a cura di Paolo
"Exidor" Longarini
Bentornati a tutti.
I mesi di assenza sono stati dovuti ad uno strano accadimento, inusuale
e bizzarro per la sua rarità.
E’ preso un colpo al mio computer.
Se esiste un entità buona, Bill Gates ha condiviso lo stesso destino.
Povera stella, lui non c’entra nulla, ma quando perdi tutto (e dico TUTTO)
quello che hai, te la prendi con chiunque. Io ho avuto il coraggio di
incolpare anche mia madre, la quale l’unico contatto avuto col computer
è stato quello di spolverare il monitor del suo predecessore quando ancora
vivevo coi miei. Per il resto gli metti davanti un modem e un cellulare,
lei ci tirerà fuori un sughetto che neanche Artusi, ma non gli chiedere
di far funzionare l’uno o l’altro o la vedrai fumare come gli Articolo
31 quando sono un po’ giù di morale.
Ma si vada ad iniziare.
IL NUOVO TRAILER
Abbandonato
il vecchio trailer, spumeggiante, scoppiettante e pieno di brio come un
film bulgaro, ecco arrivare quello nuovo, in cui la velocità ed i colpi
di scena non mancano.
Dalle scene capiamo come sia addirittura pronunciata da Picard la frase
che tutti avremo voluto dire seduti sulla poltrona di comando (che non
è “Consigliere, si metta prona”, “Consigliere, s’infili un calzino in
bocca e faccia finalmente silenzio” o, per par condicio, “Riker, hai un
culetto che levati” oppure, per mettere d’accordo tutti “Dottoressa Crusher,
faccia uscire quello stracciapalle saputello del piffero dalla mia nave
a calci nel culo”), e cioè “Rotta di speronamento!”. Da una parte è il
sogno segreto di tutti noi, guidare quanto di più grosso la tecnologia
abbia creato ed usarlo per sfondare la nave di qualcun altro, come usare
un Turbostar lanciato a 160 contro la macchina che regolarmente ti parcheggia
davanti casa.
Dall’altro mi dà l’idea di come una volta di più si rischi di aver toccato
il fondo. Sono mesi che penso a questo film e sono mesi che teorizzo possa
essere una cacchiata. Dopo aver visto il trailer di Insurrezione sono
stato due giorni a ballare, visto il film mi sono reso conto che, una
volta tolto il trailer, rimaneva ben poco. Ho
paura non solo che possa essere accaduto di nuovo, ma che per sopperire
alla mancanza di azione nel film precedente abbiano girato un film videogioco.
Una cosa a metà tra Il Re Scorpione e Caccia a Ottobre Rosso.
Spero davvero di sbagliare.
Ma l’ultima volta che ho sbagliato è stato quando ho detto a mia suocera
“Torna quando vuoi, fai come fosse casa tua”.
C’è da dire che quando sbaglio, lo faccio alla grande.
IL GLADIATORE PARTE IN SECONDA
Il nostro scrittore di fesserie preferito, John Logan, è stato messo all’opera
per dare un sequel a quello che è stato uno dei più grandi successi cinematografici
degli ultimi anni e, contemporaneamente, il più beota, maldestro, mal
riuscito e stupido tentativo di film con la pur minima coerenza storica
mai girato: Il Gladiatore.
Da indiscrezioni, rumori fuori scena e chiacchiere da bar sembra che questo
film sarà ambientato 15 anni dopo il precedente e che, udite udite, si
stia cercando un modo per far resuscitare Massimo Decimo Meridio Roberto
Falcao. O quello s’inventa una sala ologrammi, e non so cosa sia peggio.
MARTIN LANDAU IL LUNGIMIRANTE
Da una fantomatica intervista rilasciata da non si sa chi e a quale giornale,
sembra sia emerso che i produttori della TOS volessero affidare la parte
di Spock a Martin Landau anziché a Leonard Nimoy e che questi abbia rifiutato
perché convinto che “un personaggio che per sua natura non può esprimere
emozioni, non sarebbe mai stato un personaggio dal grande futuro, non
lo avrebbe portato, artisticamente parlando, da nessuna parte”. Ora, personalmente
ritengo Landau un grande attore, ha dato prova in molti film, da “Crimini
e misfatti” a “Ed Wood”, di essere uno straordinario interprete.
O il suo agente era un fesso (“mi ha telefonato un certo Coppola che vuole
farti fare una ridicola parte di un vecchio capo mafia italiano, l’ho
mandato a farsi friggere”), o è uno di quelli che dentro casa ha un videoregistratore
betamax.
OGGI S’AVVERA IL SOGNO...
Le
foto di scena del prossimo film iniziano ad aumentare man mano che la
data di uscita si avvicina. Tutti ormai sapete, non svelo nulla che chiunque
sia anche minimamente amante di Star Trek non sappia, che si celebrerà
il matrimonio tra il ciccione e la tettona.
Da quel poco che abbiamo avuto modo di vedere dalle foto e dal trailer
emergono due cose.
- Puoi andare nel futuro quanto vuoi ma nulla toglierà ad una sana sposa
americana, neanche a strapparglielo a viva forza con le unghie e con i
denti, il ridicolo abito nuziale rosa confetto in raso, con conseguente
effetto patetico;
- Il regista Stuart Baird ci sa fare. Con una suprema alchimia tra giochi
di luce, movimenti di macchina ed inquadrature studiate e provate in allenamento,
è riuscito a dotare Jonathan Frakes di nuove espressioni oltre a “Occhi
aperti”, “Occhi chiusi” e “Sorriso Magggico”. Adesso il nostro ha al suo
arco anche “Enigmatico sguardo di sguincio”, “Profonda espressione di
rincrescimento” e “Occhiata incarognita di gancio con otto in buca d’angolo”.
FAMMELO UGUALE. SE PUOI, PIU’ BRUTTO
Questa
frase sembra sia stata pronunciata da Stuart Baird per descrivere a Michael
Westmore, il truccatore di Nemesis, cosa volesse per rappresentare Shinzon,
il cattivo (i’ song’ o fetente, i’ song’ o malamente) del prossimo film
Trek.
Solo che lo ha fatto mentre teneva in mano una foto di Klaus Kinsky truccato
da Nosferatu.
Guardando la foto ci si rende conto della bravura del truccatore.
EMMY AWARDS
Si è svolta l’annuale assegnazione dei premi Emmy, equivalente degli Oscar
per la televisione.
Ricordo ai più distratti tra voi che nessuna serie Trek ha mai vinto nulla
di diverso da premi cosiddetti tecnici, cose tipo effetti speciali, migliori
pigiami, miglior catering e così via. Non avendolo fatto finora, non vedo
perché interrompere una così bella tradizione. La pensavano così anche
i giurati che hanno assegnato ad Enterprise il solito premio per gli effetti
visivi, l’ambitissimo premio per le acconciature (un giorno di questi
spero di fare un sogno, spero di sognare di trasformarmi in un americano
in modo che possa capire a chi diamine possa venire in mente un premio
così idiota) ma hanno perso quello per il trucco, vinto da “Six feet under”,
una serie che narra le storie di una impresa di pompe funebri.
Volevo scrivere una considerazione sarcastica sulla cosa (trucco-pompe
funebri) ma lascio alla vostra libera immaginazione il compito.
NOTIZIONE SERIE
Ogni mese un paio di notizie serie le metto.
E’ ufficiale la prossima uscita non solo di cofanetti in dvd di DS9 ma
addirittura di un set con tutti i film trek finora realizzati in area
2. Da quanto ho trovato in rete, il prezzo di quest’ultimo box dovrebbe
non solo essere poco più che ridicolo, ma in un dvd speciale allegato
si può trovare il trailer di nemesis ed uno speciale sulla realizzazione
del film.
L’INDISCUTIBILE FACCIA DA FESSO DEL MESE
Lo
so, non ci azzecca niente con Star Trek.
Lo so, ha preso un Oscar con un film stupido in cui il reggiseno di Elisabeth
Shue era più espressivo di lui (era anche più presente sulla scena).
Lo so, ha fatto il remake hollywoodiano più orrido di uno dei film europei
più belli mai girati (se non sapete a quali film mi riferisco, abbandonate
questa pagina e andate su www.puzzatrek.com, vi ci sentirete più a vostro
agio).
Oltretutto pensate che state difendendo uno che va vestito in questa maniera
che, o è “sempre contento di vedere gente” o non aveva trovato nessuna
altro posto per la bottiglia di coca che aveva appena bevuto.
Cercando notiziole su internet si fanno degli strani incontri: mentre
cercavo una foto del matrimonio di Terry Farrell, mi sono imbattuto nella
notizia che il qui presente fesso non solo possedeva una delle più invidiabili
collezioni di fumetti che la storia ricordi, ma che ha anche avuto il
coraggio di venderla all’asta. Senza la benché minima ragione apparente.
La collezione ha fruttato al sopravvalutato attore, e da oggi mio personale
sinonimo della parola “fesso”, 1.6 milioni di dollari, una cifra assolutamente
considerevole per chi, come noi, è abituato a sudarsi i soldi con cui
tirare avanti. Per Ciccio, probabilmente, questa cifra ammonta alle sole
spese di manutenzione della jacuzzi.
Non mi riferisco ad una normale collezione di fumetti (Battista, tu puoi
capirmi): sto parlando di una collezione che comprendeva, tra gli altri
il n.1 di Action Comics, il primo numero di Superman, il numero 3 di All-Star
Comics, quello in cui c’è la prima apparizione della Justice Society of
America.
Lo odio, lo odio, lo odio.
Spero che gli si smaglino tutte le calze, che una rara forma di daltonismo
gli faccia acquistare solo vestiti color crema e che non possa mai più,
e dico mai più, entrare in una 48.
Ci si vede il prossimo mese.
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